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I Boys attaccano Dezi: «Scuse non accettate»

28 Febbraio 2018, 10:40

FRANCESCO MONACO

In principio fu Hernan Crespo. Impossibile non ricordare il suo gesto della mano portata all'orecchio dopo il gol in acrobazia contro il Borussia di Scala in Champions League che valse la vittoria per 1-0. Ma per tornare sul «caso» Dezi, forse, non serve scomodare una gloria della storia del Parma, che peraltro ha giocato, segnato e vinto anche con altre maglie, tutte tra le più importanti d'Europa. E poi va ricordato che il gesto di «Valdanito» era rivolto genericamente a tutto il Tardini (che nelle prime settimane dell'era Ancelotti lo aveva fischiato anche a scena aperta) e che non ebbe alcuno strascico, anzi.

Jacopo Dezi invece, l'altra sera a Salerno, il gesto di zittire i tifosi e poi di portare le mani alle orecchie l'ha fatto sotto la curva dei 150 irriducibili che si erano sorbiti la trasferta di 1.400 chilometri A/R in un giorno infrasettimanale. Apriti cielo: prim'ancora dell'intervallo i commenti sui social non erano certo dei più amichevoli nei confronti dell'ex perugino. Poi però Dezi s'è scusato: è tornato sotto la curva a fine partita con la mano sul cuore e in zona mista ha affidato ai microfoni il suo pentimento: «Quell'esultanza non era un gesto contro i tifosi. Era solo uno sfogo liberatorio perché sono il primo ad ammettere che finora ho reso meno delle mie possibilità».

Caso chiuso dunque? Macché. I Boys quelle scuse le hanno rimandate al mittente. E sul loro sito hanno pubblicato un comunicato durissimo nei confronti di Dezi. Poco importa, a quanto pare, che la vittoria di Salerno sia stata un toccasana. I Boys non dimenticano (e lo premettono nel comunicato) che giusto una settimana fa si erano incontrati con una folta delegazione di giocatori, tecnici e dirigenti - su richiesta della stessa società - per un confronto sulla crisi di risultati della squadra. «Avevamo chiesto - ricorda il direttivo dei Boys - rispetto per la maglia, con la promessa da parte della squadra di onorarla al meglio della loro professionalità». Un patto collettivo, dunque, cui Dezi sarebbe venuto meno: «Un giovanotto di 26 anni appena compiuti ha pensato bene di festeggiare il suo primo gol con la nostra maglia dopo 28 giornate di campionato, con un'esultanza molto polemica nei confronti dei 150 tifosi che hanno sfidato le intemperie per viaggiare a fianco della squadra». «A nulla valgono le scuse di rito - prosegue il comunicato - perchè di plastica e preimpostate. Aspettiamo quelle vere, con i fatti». E ricordano due precedenti analoghi nella carriera di Dezi, l'anno scorso con la maglia del Perugia e qualche anno prima con quella del Crotone.

Insomma, quello che doveva essere il gol della svolta - soprattutto per il suo autore - si sta rivelando un boomerang. E anche la società avrà il suo daffare per cercare di risolvere la «grana». In tempi brevi, perché di tutto c'è bisogno adesso - e anche i tifosi ne tengano conto - tranne che di situazioni dannose per l'ambiente.

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