visioni d'artista
Colore innanzi tutto, calibrato con maestria nei tratti veloci e nelle macchie irregolari, misto a sassetti, plastiche, fili zincati e di rame, lastre metalliche, frammenti di sacco. E ancora: cesure, graffi, aperture e spessori per dare tridimensionalità all'opera. Ricorda di primo acchito la «scrittura automatica» dell'«Ulisse» questo fluire di forme dissonanti ma armoniose. Come un «flusso vitale», mosso da un tempo interiore più che fisico, si srotola multiforme il lavoro di Marco Pezzoni. Dall'astrazione all'informale, le tele dell'artista contengono tutti i segni delle avanguardie e soprattutto delle grandi correnti artistiche novecentesche.

Marco Pezzoni Autoritratto
Nato a Pieveottoville (Zibello) nel 1950 dipinge e disegna da sempre. Pezzoni si forma all'Istituto d'arte Paolo Toschi specializzandosi in grafica. Attraversa i decenni affiancando l'attività di grafico e insegnante a quella di artista. Espone fin dagli anni settanta in mostre collettive e personali. Importante la collaborazione con la Galleria A di Adriano Braglia, centro di incontro e riflessione (allora, quando si trovava in via Pisacane, proprio come oggi in via Bruno Longhi. Adriano non c'è più, ma c'è la moglie Carla). Pezzoni scompare prematuramente nel 2012.
Alcune sue opere sono esposte, in occasione di Parma 360-Festival della creatività contemporanea, nei negozi Faraboli Arredamenti di via Garibaldi a Parma e a Castellina di Soragna (fino ai primi di agosto nei seguenti orari: ma-sa 9-13; 15-19. Dom e lun chiuso. Giovedì pom. solo su appuntamento). Il linguaggio autonomo, libero, variegato dell'artista, tra gli oggetti di design e d'arredo firmato dai grandi maestri, rivela plasticamente tutta la sua attualità.
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