CONDANNA
Una palazzina, pochi appartamenti. Eppure, la tensione è salita alle stelle nel giro di pochi mesi. Appena dopo l'arrivo del nuovo inquilino del primo piano, in quell'appartamento in cui fino a quel momento viveva da sola la sua compagna. L'inizio di un nuovo capitolo della loro storia d'amore, per la coppia. L'inizio di un incubo, per la famiglia al piano di sopra, che della vecchia tranquillità cominciava a perdere il ricordo. Minacce, insulti, piccoli o grandi dispetti, fino al tentativo di entrare in casa dopo aver preso a calci e pugni la porta dell'appartamento. Stalking di condominio, ma altrettanto insidioso di quello tra ex. Soprattutto se, come in questo caso, ci si ritrova sotto lo stesso tetto tuttora, anche dopo la fine del processo. Otto mesi, la condanna per il 45enne, origini torinesi, del primo piano. La pena è stata sospesa ed è stata disposta la non menzione nel casellario giudiziale. Il giudice Francesco Matteo Magnelli ha anche accordato un risarcimento complessivo di 6.000 euro per il vicino che si era costituito parte civile assistito dall'avvocata Cecilia Schettino.
Qualche sguardo torvo, alcune frecciatine maligne: così era cominciata a salire l'insofferenza da parte del 45enne per il proprietario dell'appartamento al piano di sopra. Man mano che il vicino sollevava le sue obiezioni, o riferiva le sue lamentele al titolare dell'alloggio, il 45enne diventava sempre più aggressivo. I problemi? Nulla che non si potesse risolvere: dalla musica a tarda notte alle urla all'interno dell'appartamento fino al cane, tenuto per mesi in un box in garage, che abbaiava o guaiva.
Fino al 14 ottobre 2022. Dal giardino della palazzina, il vicino, mentre si trovava in casa, aveva sentito il 45enne blaterare una serie di cose: un misto di minacce e insulti, tra cui «scendi, altrimenti vengo su io, sei invidioso della mia macchina». Ma su si era precipitato lui, e aveva cominciato a riempire di calci e pugni la porta dell'appartamento del vicino urlando: «Vieni fuori, altrimenti vengo in casa e vi faccio fuori tutti».
Un paio di settimane dopo, infastidito dal fatto che la domenica mattina il figlio del vicino giocasse in cortile, sotto le sue finestre, lo aveva filmato inviando poi il video sulla chat del condominio.
Un conflitto che ha esasperato i rapporti. E da parte del vicino sono cominciate a fioccare le querele: cinque in totale. Nonostante la compagna del 45enne abbia sottolineato che erano loro a sentirsi controllati da parte di quell'uomo che li avrebbe spesso ripresi con il telefonino. Eppure, un giorno era stata lei a chiamare i carabinieri dopo un litigio burrascoso con il 45enne che le aveva anche distrutto il telefonino.
E per il giudice è lui lo stalker. Lui che, una notte, aveva risposto «vieni giù che ti faccio fuori» al vicino che gli chiedeva di abbassare il volume della musica. Un copione che si era ripetuto poco più di un anno dopo, davanti ad alcuni agenti della polizia locale chiamati poco prima. «Ti rompo la faccia», urlava al vicino. Con il cane accanto. Per essere più convincente.
Georgia Azzali
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