Quaranta chili di dinamite distribuiti in 12 candelotti posizionati dal superesperto Danilo Coppe e dalla sua équipe nelle fessure rocciose del costone che sovrasta la strada Anzola- Romezzano-Spora-Travaglini e Costa D’Azzetta non sono bastate a mettere definitivamente in sicurezza l’importante frana che a fine dicembre aveva scaricato sassi, piante e detriti sulla carreggiata isolando per molte ore 50 persone, molti capi di bestiame e alcuni laboratori di piccoli artigiani.
Tra qualche giorno dunque Coppe tornerà per una seconda operazione mirata a demolire l’ultimo strato di roccia che ancora pende pericolosamente verso il basso.
«Era previsto che la demolizione dei costoni di roccia venisse effettuata in due fasi - ha spiegato «Mister Dinamite» - dal momento che non era possibile frantumare e staccare totalmente la parete anche perché dopo un attento sopralluogo abbiamo notato che erano due strati di roccia indipendenti. Perciò abbiamo concordato con l’amministrazione comunale un secondo e definitivo intervento. Sarà questione di giorni, il tempo di preparare le cariche necessarie ed individuare i punti in cui posizionarle».
Sul posto il sindaco Serpagli, il suo vice Squeri con il delegato del comune di Bedonia alla Protezione civile Oppici e il tecnico Belli oltre ai carabinieri della stazione di Bedonia.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata