Riccardo Oddi ha firmato il suo primo contratto tra i professionisti, fino al 2023, con il Milan. Il miglior riconoscimento possibile per il terzino sinistro parmigiano, classe 2002, che milita da quattro stagioni in rossonero (nell’ultima, interrotta in anticipo a causa del coronavirus, ha vinto il campionato Primavera 2) e prima ancora si era messo in evidenza tra le fila di Sassuolo, Parma, da cui si separò nell’estate del 2015 all’indomani del fallimento, Audace, Milan Club e Arsenal.
Com’è andata quest’anno in Primavera?
«Direi molto bene, siamo arrivati primi in campionato salendo dalla Primavera 2 alla Primavera 1. Per la squadra, lo staff e tutti noi è stato un grande traguardo, soprattutto, perchè abbiamo staccato nettamente le rivali».
Che effetto le ha fatto allenarsi in prima squadra?
«E’ stata un’esperienza fantastica, già prima finire in pianta stabile da sottoetà nella Primavera mi aveva emozionato parecchio. Ho imparato molto dai campioni del Milan».
Si ispira a Theo Hernandez?
«Sempre stando con i piedi per terra, mi ci rivedo abbastanza in lui per la spinta e la progressione. E’ un giocatore formidabile, dotato di una potenza straordinaria. Il Milan si è assicurato un top player in quel ruolo».
Come si trova con il concittadino Pioli a Milanello?
«Abbiamo scherzato più volte sia con il mister che con il suo staff scambiandoci anche qualche battuta in dialetto parmigiano, ci siamo chiesti a vicenda dove vivessimo e abbiamo scoperto che non abitiamo lontani l’uno dall’altro. E’ una bravissima persona che si merita tutto quello che sta ottenendo».
Qual è il sogno nel cassetto?
«Mi piacerebbe molto esordire nel Milan, che è la mia squadra del cuore, e giocare un Mondiale».
Dove ha seguito Milan-Parma?
«In casa assieme alla mia famiglia e naturalmente ho tifato Milan. Ero un po’ arrabbiato dopo l’1-0 del Parma però meglio così che alla fine siamo riusciti a vincere in rimonta».
Come ha vissuto il distacco dalla città natale?
«E’ stato difficile perchè amo Parma e qui ho tutto. Durante il lockdown ho lavorato con il preparatore Sebastian Bacchieri e il fisioterapista Andrea Ferrari, entrambi di Parma, che vorrei ringraziare per avermi mantenuto in forma. Ma la differenza c’è: prima andavo a scuola a due passi da casa, trasferirsi in una metropoli era una bella prova. Sono contento di averlo fatto, si tratta di esperienze che ti aiutano nel corso della vita anche al di fuori del calcio. Anno dopo anno mi sento sempre più maturo».
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