×
×
☰ MENU

«Ecco il calcio che vorrei»: Pioli apre le porte ai suoi colleghi

«Ecco il calcio che vorrei»:  Pioli apre le porte ai suoi colleghi

di Paolo Grossi

28 Aprile 2020, 11:30

Il coach parmigiano del Milan ospite dell'appuntamento dell'Assoallenatori per aggiornare i tecnici di ogni livello: «Inseguo un gioco da protagonisti»

A una platea, sia pur virtuale, di colleghi allenatori, non si parla come ai tifosi o ai giornalisti. Stefano Pioli  ha tenuto sul sito dell'Assoallenatori una appassionata videolezione in cui ha spiegato in dettaglio i suoi concetti e i suoi metodi per arrivare con il Milan a giocare  un calcio «da protagonisti». Dopo De Zerbi e D’Aversa è toccato  allo skipper parmigiano del Milan fare da relatore agli incontri online organizzati dall’Assoallenatori per l’aggiornamento dei tecnici calcistici di ogni categoria.

 Come nel caso di D’Aversa il tema iniziale erano i principi che dal calcio di alto livello possono essere trasferiti nella pratica dei Dilettanti ma anche stavolta si è finiti in realtà ad analizzare nel dettaglio il gioco voluto da Pioli al Milan e i metodi per allenarlo.
 A fare da conduttore dell’incontro un altro volto noto ai tifosi crociati, quel Mario Beretta allenatore del Parma 2005-2006, l’ultimo che, grazie alle penalizzazioni seguite a Calciopoli, si qualificò per l’Europa League, visto che quello di Donadoni nel 2014 la perse per la gestione allegra di Ghirardi e Leonardi. 

SERIE A, CHE BATTAGLIE
Pioli si è avvalso di alcuni video per mostrare l’atteggiamento della sua squadra in diverse fasi del gioco. Prima però ha ammesso che «la serie A è un campionato difficile, forse il più complicato per un allenatore: tutti i colleghi sono preparatissimi e c’è grande varietà di idee. Succede così che oggi affronti una squadra che gioca in un modo e la volta dopo devi preparare cose diverse perché l’avversaria si pone in un altro modo. Ma soprattutto le situazioni cambiano anche durante i 90’ e bisogna sempre essere sul pezzo. Il segreto allora è avere dei giocatori che hanno conoscenze e capacità di lettura. Dal martedì al sabato io e il mio staff proponiamo in allenamento alla squadra delle difficoltà che potremmo trovare in partita contro il prossimo avversario e stimoliamo i giocatori a risolverle. Io non faccio partite 11 contro zero, ma lavoro solo su situazioni di gioco. Naturalmente è fondamentale conoscere bene i propri giocatori e le loro qualità, ecco perché subentrare a stagione in corso, come è successo a me al Milan, rende le cose più difficili».

CONCETTI CHIAVE
Il tecnico parmigiano si è poi addentrato in vari aspetti di tecnica e tattica. «Per me la posizione ideale per un difensore è a un metro e mezzo dall’attaccante, in modo da poter provare l’anticipo quando serve ma anche reagire alle mosse dell’avversario. In questo un vero maestro è Chiellini. In generale non mi piace che la linea difensiva scappi tutta assieme e preferisco che si rompa un po’. Sono fondamentali anche le marcature preventive mentre attacchiamo. In questo caso dico sempre che chi resta sotto la linea della palla deve pensare negativo. Il giocatore che recupera palla deve subito guardare avanti e provare a verticalizzare, mentre i suoi compagni d’attacco devono attaccare la profondità e questo si può fare anche in spazi corti, quando le difese altrui stanno basse. Se non si può verticalizzare rapidamente, so consolida il possesso. Sulla nostra perdita della palla invece dobbiamo cercare la riaggressione immediata e, se non riesce, la marcatura degli appoggi».

L'IMPORTANZA DEI VIDEO
Molto importante per Pioli è «il lavoro con i video che spesso il mio staff personalizza per ogni giocatore. Si esamina sia il nostro comportamento che quello dei prossimi avversari. La mira è quella di arrivare a un calcio da protagonisti in cui siamo noi a determinare  quello che ci succede». 
Spazio  poi a domande poste dagli utenti dello streaming online. A proposito della difesa sulle  palle inattive  Pioli rivela una sua scelta strategica che  «risale al mio ultimo anno a Firenze:  sulle punizioni laterali a sfavore, chiedo alla difesa di posizionarsi piuttosto bassa, appena fuori dall’area di porta. Due soli uomini si occupano dei riferimenti avversari, gli altri a zona. Questo ci consente di andare ad aggredire la palla in avanti e non correndo all’indietro. Vinto lo scetticismo iniziale abbiamo constatato che ci difendiamo meglio e siamo soddisfatti così».
 

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI