ANDIAMO AL CINEMA
Qualcuno ha detto: è il film che in Italia non sappiamo fare. Un po' è vero: perché là dove noi spieghiamo qui mancano le pagine, là dove mettiamo l'amido qui la camicia non è stirata, là dove siamo tentati dalla morale qui non ci sono né rimorsi né ripensamenti.
E' un gran bel polar ruvido, «La notte del 12», cinema per tutti ma con un preciso e riconoscibile tocco d'autore, grave di segreti, spesso tormentato, che sotto la superficie apparentemente liscia nasconde uno strato di carta vetrata: come nella storia - ispirata a fatti realmente accaduti - di un poliziotto di Grenoble che indaga sull'omicidio di una ragazza, a cui qualcuno, la notte del 12, mentre rientrava a casa, ha dato fuoco...
Molto ben costruito, con una serie interessante di protagonisti immersi fino al collo nella vita comune, ordinaria, che hanno mogli che fanno figli con qualcun altro e per sfogarsi pedalano, da soli, in un velodromo come criceti sulla ruota, il film di Dominik Moll caratterizza in maniera profonda e spigolosa testimoni e sospettati, mantenendo sempre alta la tensione di un poliziesco stropicciato che dietro il paravento del cold case nasconde la necessità non procrastinabile di fare pace con noi stessi. E con i nostri fantasmi.
Regia: Dominik Moll
Interpreti: Bastien Bouillon, Bouli Lanners, Théo Cholbi
Fra/Bel 2022, 1 h e 55'
Genere: Poliziesco
Dove: D'Azeglio
Giudizio: 3 su 5
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