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RECENSIONe

I ragazzi della Nickel

Uno sguardo che osa andare oltre

I ragazzi della Nickel

08 Marzo 2025, 19:08

Per quasi quaranta minuti sentiamo il suo nome: Elwood. E vediamo le cose attraverso i suoi occhi, tutte in soggettiva, nel percorso di crescita che lo porterà a diventare uno studente modello, i cui sogni però si spengono con la reclusione nel riformatorio Nickel, nell’America segregazionista degli anni ‘60, per la sola colpa di avere chiesto un passaggio a un ladro d’auto.

Poi entra in scena il secondo protagonista, anch’egli rinchiuso, con lo stesso meccanismo: per altri quindici minuti, soltanto il suo nome, Turner, e soltanto la soggettiva, mentre finalmente vediamo il volto di Elwood (attraverso gli occhi di Turner).

A quasi un’ora dall’inizio, entrambi vengono ripresi in volto, scardinando ora le regole del campo-controcampo. Infine, il protagonista, invecchiato di quasi quarant’anni, viene ripreso sempre di spalle, in semi-soggettiva. Vive, ed è costruito in maniera meticolosa e ricercatissima, sulle scansioni, «I ragazzi della Nickel». Sulla compressione dell’immagine, con il regista RaMell Ross che sceglie il formato 1.33. Sulla pressione (insostenibile) che subiscono le vite dei due protagonisti. Su quello che non si vede, ma viene percepito in maniera chiarissima. Su ciò che resta fuoricampo, ma scava lentamente e inesorabilmente nel nostro sguardo (e nella nostra anima). Su un racconto che mescola pubblico e privato, passato e presente, in un cinema che osa ancora sperimentare (nomination agli Oscar per film e sceneggiatura) e andare oltre.

La scheda

Regia: RaMell Ross
Interpreti: Ethan Cole Sharp, Sam Malone, Najah Bradley, Aunjanue Ellis
Genere: Drammatico Usa, 2024, colore, 2 h e 20’
Dove: Prime Video

Giudizio: 3 su 5

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