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TEATRO

Onirico, divertente, surreale: “Il principe Mezzanotte” tra maledizioni, metamorfosi e lieto fine

Lo spettacolo di Alessandro Serra a Teatro Due

Onirico, divertente, surreale: “Il principe Mezzanotte” tra maledizioni, metamorfosi e lieto fine

18 Aprile 2026, 11:34

“Il principe Mezzanotte”

  • di: Alessandro Serra
  • con: Alice Bossi, Andrea Castellano, Marco Vergati
  • regia, scene, luci, suoni, costumi: Alessandro Serra realizzazione ombre: Chiara Carlorosi tecnico di scena: Francesco Peruzzi
  • produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale co-produzione Compagnia Teatropersona
  • voto: cinque su cinque

A distanza di anni rivela ancora un suo fascino avvolgente: tra atmosfere di paura e divertimento, elementi fiabeschi - la strega, la maledizione, gli aiutanti tra il pubblico - e situazioni surreali, “Il principe Mezzanotte” di Alessandro Serra (per testo, regia, scene, luci, suoni, costumi), visto a Teatro Due nel pomeriggio, adulti e bambini insieme, conserva la sua raffinata teatralità. Incontrato a Casalmaggiore, tutti insieme sul palcoscenico, uno spazio raccolto anche per gli spettatori, quasi una quindicina di anni fa, quando il suo autore non aveva ancora realizzato spettacoli pluripremiati, ora tra i nomi più stimati del teatro italiano per “Macbettu”, “La tempesta”, “Tragùdia”, questo spettacolo possiede il coraggio di fondere mistero e leggerezza, giocosità e vaghe inquietudini. Andrea Castellano è ancora tra gli interpreti, ora affiancato da Alice Bossi e Marco Vergati. Tante le sorprese. A partire dall’occasione: il compleanno del Principe Mezzanotte che, nato nell’ora del suo nome, è “perdutamente innamorato del buio e delle stelle”. C’è anche un motivo d’ansia: se pure si può dubitare che di giorno le cose siano più belle e sicure, è vero che nell’oscurità della notte, tempo e spazio per i sogni, possono prendere forma anche gl’incubi più terribili. Come per la strega Valeriana che, innamorata respinta, ha compiuto un tremendo incantesimo: quel Principe non avrebbe mai potuto conoscere l’amore perché, fosse accaduto, si sarebbe trasformato in una creatura mostruosa.

Ma le fiabe non sono costruite proprio perché si arrivi a una felice conclusione? Certo bisogna superare pericoli, ostacoli, affrontare presenze ostili, ma potendo anche incontrare figure amiche, alleati lungo il percorso avventuroso. All’inizio c’è una sorta di imbonitore, che spiega e racconta, invitando quindi il pubblico a entrare per un pertugio all’interno del castello. C’è un servitore con una chiave da ricarica sulla schiena che si muove come un robot, che ogni tanto impazzisce - o si addormenta. All’apparire del protagonista ecco l’oscurità che lui ama! Dentro quella dimora fatata - un comò! tutto rimpicciolito per colpa di quel “demonio rinsecchito” della potente Valeriana - si moltiplicano le apparizioni, ombre nere ritagliate sul fondo. Oh!: il gatto sulla luna…E da una nave scende una principessa: Lumil! Ma: è solo un sogno?! Di lui o di lei? E perché ci siamo anche noi? Il Principe vuole (deve!) conservare freddo il suo cuore, pure sembra che sia lui l’autore di quella strana storia onirica…con innamoramento! La musica accompagna le azioni, crea atmosfere. Un bacio! Arriva con il treno il Controllore dei cuori: deve consegnare la maledizione…“un lavoro sporco”, tanto più doloroso per lui che ha il cuore tenero tenero… Ora ci sarà la metamorfosi del Principe? Oh! Un dolce somarello, da accarezzare affettuosamente…

Una lettera, il bosco delle anime perse…Cosa manca al lieto fine? Ci vuole l’amore - e una spada per uccidere la strega! Ci penserà lei: Lumil! Da parte del pubblico una bella partecipazione. Applausi e applausi con tanta allegria.

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