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Intervista

Remo Girardini: «Gsk, a San Polo nel segno della continuità»

Girardini: «Gsk, a San Polo  nel segno della continuità»

di Patrizia Ginepri

28 Giugno 2022,11:19

Cambio al vertice del sito Gsk di San Polo di Torrile. Dal primo di giugno Remo Girardini è il nuovo direttore di stabilimento. Riceve il testimone da Maria Chiara Amadei, nominata alla guida del polo produttivo senese Gsk Vaccines. Cinquant’anni, veronese, laureato in chimica all’Università di Parma, Girardini ha iniziato a lavorare per il gruppo nel 1996, nel sito di Verona, dove è rimasto per anni, passando dal ruolo di specialista a quello di direttore nell’ambito della qualità, fino a diventare direttore di produzione. Nel 2013 ha iniziato a collaborare con o stabilimento Gsk di San Polo di Torrile - dove lavorano 600 persone -, polo di riferimento di Gsk per ciò che riguarda la fase di introduzione e sviluppo di nuove tecnologie produttive. Il sito realizza oltre 65 milioni di unità all’anno e rifornisce oltre 100 mercati.

Direttore, di fronte a lei una nuova sfida. Qual è l’approccio?

Sono a Parma da diversi anni e il rapporto con la precedente direzione si è sempre basato sulla fiducia reciproca. Quindi, alcune scelte effettuate durante il percorso di chi mi ha passato il testimone, erano state a suo tempo condivise. E’ un avvicendamento all’insegna della continuità, la strategia intrapresa insieme al management del sito di San Polo di Torrile è assolutamente sana e quindi intendo proseguire questo percorso. Per continuità intendo ciò che abbiamo iniziato anni fa, ovvero creare nel network di Gsk uno stabilimento di eccellenza per i futuri nuovi prodotti.

Come si traduce tutto questo?

Sposando una serie di progetti strategici a livello mondiale che avranno luogo a Parma, con la produzione di anticorpi monoclonali altamente innovativi per il trattamento di malattie come il Lupus, il Covid, l’Hiv.

Il primo passo da compiere?

Dare continuità al percorso strategico che il sito parmense di Gsk ha intrapreso. All’interno di questo percorso vanno difese, in primis, le competenze attualmente presenti, nonché la loro continua evoluzione. I problemi di 5 anni fa non sono gli stessi di oggi e sono sicuro che fra 5 anni se ne dovranno risolvere altri. In tutto questo, la formazione e la collaborazione con il territorio sono determinanti. Lo dimostrano gli incontri che realizziamo all’Università per far conoscere il nostro sito dal punto di vista occupazionale. Per noi è fondamentale capire come investire sulle nostre risorse, creando una rete di saperi differenti tra loro. Oggi si punta molto sul digitale, sull’ingegneria dell’automazione. Ma attenzione: le competenze viaggiano più velocemente delle risorse e quindi è necessario stare al passo.

Può citare un esempio?

Una società multinazionale deve fare i conti con realtà che producono farmaci simili, ma dall’altra parte del mondo. Lo scorso anno Gsk ha collaborato con un’azienda per la realizzazione di un prodotto monoclonale per la cura del Covid. Grazie alla pagella del nostro sito, che si basa sulle competenze, sulle performance, sulla reattività di fronte ai cambiamenti, siamo diventati produttori unici per conto di Gsk di questo monoclonale. Questo è stato possibile, perché avevamo già le condizioni fertili per l’introduzione di questo prodotto nel nostro stabilimento, grazie agli investimenti proiettati al futuro.

La sostenibilità è un punto fermo, come vi state muovendo?

Abbiamo potenziato lo smart working, già in atto prima della pandemia e ora avviato verso forme ibride. Non solo. Abbiamo ammodernato gli impianti per avere un consumo di energia sempre inferiore, stiamo agevolando i lavoratori che hanno scelto auto green con torrette per le ricariche elettriche all’interno dello stabilimento. Inoltre, nell’ambito del processo di riduzione dei costi energetici, abbiamo in cantiere un progetto con il quale vorremmo portare dei pannelli solari nelle aree libere che abbiamo a disposizione, a partire dal prossimo anno.

A livello produttivo ci sono altri progetti in vista?

E’ in programma un investimento molto importante di circa 80 milioni di sterline per portare all’interno del nostro stabilimento una linea produttiva di ultima generazione. Abbiamo in campo anche un progetto per la realizzazione di un nuovo prodotto per la cura dell’Hiv, con uno spazio dedicato. Servono nuove competenze per la presenza di tecnologie innovative, quindi la direzione che seguiremo è sempre la stessa: avere a disposizione competenze sempre adeguate, sia a livello interno che attraverso nuove assunzioni.

© Riproduzione riservata

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