CONFINDUSTRIA
L’esportazione dei prodotti di eccellenza del Made In Italy che rientrano nella classificazione del Bello e Ben Fatto (Bbf) vale «122 miliardi di euro di cui 104 verso i Paesi avanzati e 19 verso i Paesi emergenti. Il potenziale di incremento è 96 miliardi di euro, di cui 74 verso i Paesi avanzati e 22 verso gli emergenti». Lo ha detto la vicepresidente di Confindustria con delega all’Internazionalizzazione, Barbara Beltrame Giacomello, nel corso della presentazione del rapporto "Esportare la dolce vita" organizzato da Confindustria a Parma.
L’Italia esporta il 99% degli oltre 5.000 prodotti di fascia alta che rientrano nel comparto "Bello e Ben Fatto" (Bbf) e il 99% dei quasi 1.400 prodotti finali di consumo. Il nostro Paese è secondo solo alla Cina per esportazione dei prodotti Bbf e compete con la Francia in tutti i settori. È questo il dato che emergono dal settimo rapporto "Esportare la Dolce Vita" del Centro Studi Confindustria, presentato questa mattina a Parma all’Unione Parmense degli Industriali, dal direttore del Centro studi dell’associazione degli industriali, Alessandro Fontana, e dall’economista Tullio Buccellato.
Il comparto Bbf vale 122 miliardi di euro e ha un potenziale incremento delle esportazioni di ben 96 miliardi. I Paesi più ricettivi con 104 miliardi di export sono quelli avanzati, con in testa gli Stati Uniti in testa, che hanno un potenziale di 22,6 miliardi di euro, seguito da Germania (5,7 miliardi) e Corea del Sud (4,7 miliardi). Tra le economie emergenti, verso le quali l’export ammonta a 19 milioni, il potenziale maggiore è verso la Cina (2,4 miliardi di euro), seguita dall’Arabia Saudita (2,0) e dal Qatar (1,4). In Asia, inoltre, sono particolarmente ricettivi i Paesi Asean, con in testa Singapore, Malesia e Thailandia. Ferme, invece, sono le esportazioni verso la Russia, che si attesterebbe al secondo posto per potenziale sfruttabile nella classifica degli emergenti, ma a seguito dell’invasione dell’Ucraina non è pensabile che gli scambi possano intensificarsi.
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