ECONOMIA
Negli anni del Covid il settore dei parchi divertimento italiani ha perso oltre 250 milioni di ricavi e decine di migliaia di posti di lavoro. Oggi possiamo parlare di una vera e propria rinascita, iniziata nel 2022, quando la poderosa macchina di intrattenimento e attrazioni ha ripreso la sua corsa, macinando numeri che superano gli anni pre-pandemia. Con la piena ripresa dei flussi turistici provenienti dall'estero, le stime parlano, infatti, di un nuovo periodo di sviluppo e di nuovi scenari per l'industria del comparto e per il robusto indotto, che comprende hotel, ristorazione, merchandising e altri servizi complementari.
Il settore in cifre
In Italia, i parchi tematici, acquatici e faunistici sono 180. Secondo i dati Siae più recenti, relativi al 2022 hanno raggiunto i 18.463.628 di visitatori, in crescita del 72% sull’anno precedente. Anche il dato sulla spesa del pubblico è in aumento su scala nazionale – fanno sapere dall'Associazione Parchi Permanenti Italiani aderente a Confindustria - e raggiunge i 295 milioni di euro, con un risultato molto positivo rispetto al 2021, che evidenzia un +75% e soprattutto un +10,9% rispetto ai risultati 2019 (pre-pandemia). Si tratta, di fatto, del valore più alto raggiunto dall’industria dei parchi di divertimento nel quinquennio 2018-2022.
Anche i dati di ottobre, con Halloween, sono di rilievo, con oltre 1,2 milioni di presenze, e 900.000 visitatori tra novembre e dicembre, quando i parchi divertimento aperti sono circa una decina. Il dato è elevato in valore assoluto rispetto al numero di strutture aperte e mostra come le programmazioni per destagionalizzare stanno registrando risultati incoraggianti. A questi numeri si sommano quelli dei parchi avventura, circa 250 strutture, con oltre 2,5 milioni di visitatori. Queste strutture si configurano come attrattori turistici, soprattutto in aree come il lago di Garda e la Riviera romagnola. Con i propri tour operator interni i parchi intermediano oltre 1,5 milioni di pernottamenti nella formula parco + hotel. Si calcola che l'indotto dell'industria dei parchi di divertimento si avvicini ai 2 milioni di euro.
L’area del Nord-Est del Paese raccoglie circa la metà dei visitatori rilevati in tutta Italia. Nello specifico, il Veneto da solo catalizza oltre 5 milioni di spettatori - oltre un quarto del valore nazionale - con affluenze giornaliere molto elevate. Nella regione è realizzato il 46% del fatturato nazionale proveniente dalla biglietteria, per circa 136 milioni di euro, con una spesa media individuale che supera i 27 euro a persona. In Emilia-Romagna le presenze superano i 3,6 milioni. Seguono Lombardia e Lazio, che registrano rispettivamente 2,67 e 2,32 milioni di visitatori.
Investimenti e paletti
Nel 2023 le imprese del comparto hanno investito oltre 120 milioni di euro tra ampliamenti e nuove attrazioni. Investimenti che hanno comportato un incremento del 20% dei posti di lavoro, per un totale di oltre 30.000 occupati, di cui 20.000 assunzioni stagionali e 10.000 dipendenti fissi. Nascono nuove attrazioni e al tempo stesso aumenta la sostenibilità nelle strutture e le best practices per l’efficientamento. Ad esempio, accanto all’installazione di impianti fotovoltaici si interviene per ridurre il consumo di acqua con impianti di filtraggio e ricircolo ancora più performanti, abbinati allo studio di nuove tecnologie, subordinate al benestare delle istituzioni, basate sull’utilizzo delle acque dei pozzi o del mare opportunamente trattate, evitando così lo spreco di acqua potabile. Tra le richieste del settore rivolte al governo ci sono la semplificazione delle procedure che autorizzano i nuovi progetti, ma anche una maggiore flessibilità sul mercato del lavoro e agevolazioni per l’accesso al credito.
«Il nostro è un settore che avrebbe enormi possibilità di crescita, ma dovrebbe essere più sostenuto - spiega Luciano Pareschi, presidente di Parchi Permanenti Italiani - come avviene nelle altre parti del mondo. Cito il mio parco, Caribe Bay, che propone lo stesso prodotto di Atlantis a Dubai, Siam Park a Tenerife, Tropical Island a Berlino e da anni fa parte dei sette migliori parchi dell'area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). Emirati a parte, per rimanere in Europa, dei 90 milioni di investimenti messi in campo da Tropical Island, la proprietà ne ha sborsati17,5, il resto viene dalle casse del Brandeburgo. Lo stesso vale in Francia dove lo Stato ha destinato 305 milioni a fondo perduto a Futuroscope. Noi non chiediamo questo, ma un sostegno a quelli che sono gli investimenti continui del nostro settore. Un parco non può fermarsi. Chiediamo le stesse opportunità di altri comparti legati al turismo. I parchi sono grandi attrattori e rappresentano un'economia che ha un forte indotto. Quando un parco come Gardaland registra 3 milioni di visitatori, gli effetti si riflettono su tutto il territorio. Pensiamo, in generale, alla zona del Lago di Garda, alla concentrazione di parchi e ai flussi turistici che il sistema riesce a creare. Serve un aiuto per continuare a crescere, ma anche meno burocrazia. Ad esempio la problematica del ticketing e le norme che non permettono a vendere biglietti di gruppo perché per ognuno va indicato il nome della persona impediscono, di fatto, la vendita di pacchetti turistici. C'è poi un problema legato ai viaggi delle scuole, che devono sottostare alla regola di inserirsi in piattaforme che non funzionano e quindi frenano la vendita di biglietti».
Negli ultimi anni lanche la ricerca di personale è diventata più difficile Sembra che i giovani non siano più disposti a lavorare nei mesi estivi. In ogni caso la parola chiave è semplificazione anche per la creazione di un mercato del lavoro più dinamico e flessibile e per facilitare le relazioni tra imprese e istituzioni. Le figure più ricercate al parco di Gardaland sono: manutentore falegnameria, manutentore elettrico, manutentore meccanico, addetto attrazioni, addetti alle vendite, addetti alla ristorazione, retail team leader. Molto più articolato il ventaglio di figure richieste al parco Leolandia. Le posizioni aperte per il 2024 includono: responsabile pulizie e manutentore parco, manutentore con diploma tecnico, addetti caffetteria, e ristorazione, ma anche tata con ottimo inglese, personaggio character - mascotte, geometra per ufficio tecnico, responsabile salute e sicurezza.
Mirabilandia, il parco a tema più grande d'Italia, dialoga con il mondo della formazione per ciò che riguarda le assunzioni di figure più tecniche come elettricisti e impiantisti. Ha messo in campo, infatti, contatti stabili con gli istituti tecnici del territorio, per presentare l’offerta professionale di quella che può essere considerata un’ottima palestra per entrare nel mondo del lavoro.
Sostenibilità e sicurezza
«Stiamo lavorando con impegno su due fronti in particolare: sicurezza e sostenibilità - tiene a sottolineare il presidente Pareschi -. Massima attenzione alla sicurezza nei parchi, anche quando le normative sono carenti. Dobbiamo pensare anche all'impensabile. Per la sostenibilità ci siamo confrontati per seguire insieme la strada green. Noi come Caribe Bay abbiamo abbattuto il 50% delle emissioni, ora l'obiettivo è quello dell'autosufficienza energetica attraverso il fotovoltaico e magari riuscire a utilizzare l'acqua del mare evitando sprechi idrici».
Tra i parchi più verdi c'è Leolandia a Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo (200mila metri quadrati, 650 dipendenti), una struttura che si differenzia dalle altre. «Dal 2014 ci siamo specializzati con una proposta destinata ai bambini fino ai 12 anni, primi in Italia con giostre, spettacoli e character per i più piccoli, da un anno in su». Dopo la pandemia sono ripresi i progetti di crescita, con una forte impronta green. «Nel 2023 abbiamo realizzato investimenti per 7,5 milioni di euro - spiega il presidente Giuseppe Ira - compresa un'area nuova di 10mila metri quadrati. Non è semplice ottenere finanziamenti, i parchi pur avendo una redditività resiliente devono fare i conti con la difficoltà di accesso al credito. Quest'anno prevediamo investimenti per 10 milioni e altrettanti nel prossimo anno, progetti che significano occupazione e sviluppo. L'obiettivo è crescere del 30% in termini di afflusso, anche attraverso l'inserimento di qualche attrazione più adrenalinica adatta ai ragazzini fino ai 12 anni. Non solo. Continueremo anche a investire sull'acquatico e sul green. Già il nostro è un parco verde, siamo autosufficienti a livello di acqua, utilizziamo materiali compostabili, differenziamo i rifiuti e ora vogliamo diventare autonomi anche dal punto di vista energetico. Lo scorso anno abbiamo realizzato un parco fotovoltaico, ora vorremmo potenziarlo per vendere energia».
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