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Industrie e Gdo protagonisti di un mercato in evoluzione

Articolato confronto sul rapporto fra private label e marche delle aziende

Industrie e Gdo protagonisti di un mercato in evoluzione

Nella foto, da sinistra Bondani, Di Leo, Donà, Tirelli, Rizzoli, Brisigotti, Gasbarrino e Lucentini. Sopra, dall'alto Bassani e Berni.

di Antonio Bertoncini

14 Marzo 2025, 07:45

Produzione e distribuzione: un rapporto «contrastato» che dura da sempre, perché l’una ha bisogno dell’altra. Ma la competizione è competizione, il mercato non fa sconti, quindi piazzarsi in pole position per le scelte strategiche conta molto per assicurarsi la guida di un processo sempre più complesso e con certezze che vengono meno. «Factory positioning: MDD e industria - quale futuro tra trend di mercato e strategie di marca» è il titolo del convegno promosso da Trout & Partners Italia, che ha messo a confronto per un’intera giornata il mondo della grande distribuzione e quello dell’industria nel salone di NH Hotels. Alcuni top player del retail, dell’industria e del marketing hanno sviscerato le problematiche e le opportunità dell’intreccio fra l’industria e la distribuzione alla luce delle più recenti tendenze di un mercato in forte evoluzione, contraddistinto in questa fase dall’affermazione dei prodotti di marca del distributore (sia esso supermercato classico o low cost) che contendono gli spazi sugli scaffali alle grandi aziende di produzione.

Cuore dell’iniziativa le tavole rotonde coordinate da Sebastiano Grandi, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. «La nostra azienda - ha esordito Irene Rizzoli, ad di Delicius - è ancora leader nel settore delle acciughe, continua a vendere di più anche se costano di più, ma oggi la marca privata assorbe una quota consistente del mercato. Delicius ha 5 stabilimenti con 600 dipendenti e si posiziona sugli scaffali nella fascia alta. Quando si parla negoziazione e di mercato vanno tenuti presenti molti fattori, dall’incidenza della qualità della materia prima ai valori che ispirano la produzione, quali contratti stabili, controlli di produzione e ricerca scientifica. La fiducia si costruisce con coerenza e trasparenza».

Difende la Marca del Distributore (MDD) Massimo Lucentini di Todis, catena di supermercati che ha conquistato una quota importante di mercato puntando sulla qualità, così come Giorgio Santambrogio di VeGè, che ha creato una marca del distributore comune a diverse imprese, puntando sull’autonomia di ciascuna azienda come valore aggiunto.
Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano, ha evidenziato la forza di un brand collettivo, che mette insieme 4mila stalle, 40mila operatori e 200 aziende, ma vede come minaccia il crescente spazio conquistato dai similari, mette in guardia dai cibi artificiali, e mostra preoccupazione per i dazi minacciati da Trump, con grave danno dell’intero settore produttivo ma anche del consumatore americano: «Confidiamo sui buoni uffici di Giorgia Meloni - ha detto Berni - affinché riesca a limitare il danno».

La seconda tavola rotonda ha visto protagonisti Mario Gasbarrino di Decò Italia, che ha evidenziato il forte aumento della Marca del Distributore, Domenico Brisigotti, direttore di Coop Italia, che ha evidenziato i movimenti in atto nel sistema di distribuzione, Luca Casaura (marketing del gruppo Bauli) e Maurizio Bassani, general manager di Parmalat, che hanno parlato della sempre più frequente volatilità del cliente, meno fedele a un determinato marchio, perché sono arrivati internet e l'e-commerce e il mondo è cambiato. Così le aziende devono studiare strategie per mantenere i clienti e conquistarne di nuovi.

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