ECONOMIA
L’Europa ha già mandato in fumo quasi 890 miliardi di poco meno di 3 ore di contrattazioni. E' il saldo provvisorio della seduta odierna con l’indice Stoxx 600 in calo del 5,86%. Guardando i singoli listini, Milano perde il 6,17%, Francoforte il 5,68%, Parigi il 5,56%, Madrid il 5,33% e Londra il 4,52% .
Crollo dei bancari in Borsa, dopo l'avvio tilt per Milano sopraffatta dall’ondata di vendite in scia all’effetto dazi di Trump.
Il Ftse Mib perde il 7,6% a 32.050 punti con perdite sopra il 12% per Bper, Popolare Sondrio, dell’11% per Mps, del 10% per Banco Bpm, Unicredit. Tra gli altri Fineco lascia sul terreno l’8,7%, Mediolanum il 9,7%, Intesa il 9%. Tracollo dell’Europa in avvio. La Borsa di Francoforte lascia il 9,1%. Parigi cede il 6,5%, Madrid perde il 4,7%. Londra flette del 5,5%.
La Borsa di Milano, man mano che i titoli entrano agli scambi, lascia sul terreno il 6,4% e segue la scia dell’Europa. Per il listino è un’altra giornata nera dopo il crollo dell’Asia con i listini che continuano a pagare l’effetto dazi di Trump. A -11% Bper e poi a -10% Popolare di Sondrio, Unipol, Mps. Ancora senza scambi Leonardo con un teorico -13%.
L’effetto dazi manda a gambe all’aria le Borse asiatiche in avvio di settimana e si profila un lunedì nero anche per i listini europei. Lo stoxx 50 nel pre -mercato è arrivato a perdere fino al 5%. Il Dax a Francoforte non è da meno in attesa dell’avvio dei scambi. In Germania intanto a febbraio la produzione è scesa più delle attese a -1,3% dopo il +2% di gennaio. In Asia Tokyo lascia quasi l’8%, Hong Kong precipita a -11,6% , Shanghai il 7,6%, Shenzhen il 10,5%, Seul il 5,57%. Lo spread tra Btp e Bund è schizzato in apertura a 128 punti e continua a salire oltrepassando i 13 0 punti. Salgono di 3 punti base i decennali italiani al 3,8% mentre i titoli di Stato tedeschi perdono 8 punti base al 2,48%. In caduta libera petrolio e il gas che scivola sui livelli di settembre scorso. I wti cede oltre il 3% a 60 dollari, il brent il 2,9% a 63 dollari al barile. Ad Amsterdam, i contratti Ttf cedono il 6,8% a 33, 9 euro al megawattora. L’euro continua a salire sul dollaro con il quale scambia a 1,10.
Le Borse cinesi affondano sui timori di guerra commerciale e recessione dopo i controdazi di Pechino al 34% su tutti i beni importati dagli Usa in risposta alle tariffe di Donald Trump: l’indice Composite di Shanghai cede il 7,34%, a 3.096,58 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 10,79%, a quota 1.777,37. I listini hanno una debole reazione nel finale anche di fronte all’annuncio secondo cui il fondo sovrano cinese Central Huijin ha aumentato ancora le sue partecipazioni, e continuerà a farlo in futuro, di fondi indicizzati aperti (Etf) negoziati in Borsa allo scopo di favorire il funzionamento stabile dei mercati di capitali.
Prezzo del petrolio ancora in calo dopo il tonfo di venerdì. Il Wti con consegna a maggio passa di mano a 60,45 dollari con un calo del 2,48% mentre il Brent con consegna a giugno è scambiato a 64,01 dollari con una flessione del 2,39%.
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