Investimento
Dodici mesi di vera e propria “cura del ferro”, Cepim traccia un bilancio: avviato nel 2024, con un investimento che è costato 20 milioni di euro, il nuovo terminal intermodale in poco più di un anno ha movimentato più di 800 treni, per un totale di 750 mila tonnellate di merci. L’impatto è reale e misurabile con effetti immediati su sicurezza, ambiente ed economia. I risultati sono stati presentati oggi nell’evento di chiusura del progetto europeo UPaRRT - “UPgrading Parma Rail-Road Terminal”, finanziato dal programma Connecting Europe Facility (CEF 2). L’incontro ha visto la partecipazione dei vertici di Cepim, rappresentanti delle istituzioni locali, tecnici, consulenti oltre a imprese, associazioni di categoria e operatori della logistica.
Tra i big player che collaborano con CEPIM figurano Barilla e Mutti, premiati con il Logistico dell’Anno per una partnership strategica che valorizza l’intermodalità, sostenuta anche da UPI e UIR. Nel frattempo, CEPIM si conferma 7° nella classifica DGG, primo interporto in Emilia-Romagna, a riprova di un traffico ferroviario consolidato sulle principali direttrici.
Oggi la rete intermodale collega Parma con Bari, Brindisi, Nola, Zeebrugge e Marsiglia; dal 2026 sono previsti ampliamenti verso Stoccarda, Polonia, Liegi e l’asse Cuneo-Parma, in risposta alla domanda crescente delle imprese. Sul piano operativo, la piattaforma guidata da Matteo Crema (Terminal Intermodal Manager) si avvale di una filiera specializzata che comprende GTS (Bari, Nola, Zeebrugge e in sviluppo Brindisi e Polonia), Metrocargo (Marsiglia e Cuneo-Parma), Cargobeamer (Liegi): una rete coordinata che consolida Parma come hub intermodale europeo.
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