Doveva essere un dibattito quasi asettico per il format scelto (risposte di due minuti a testa senza possibilità di interruzione alle domande del moderatore, un professionista serio e quasi serioso, cioè Chris Wallace di Fox) e per il distanziamento sociale che non permetteva ai due candidati - il presidente Donald Trump e lo sfidante Joe Biden - di muoversi dalle loro postazioni. Invece è stato, per usare l’espressione di uno che se ne intende - David Frum che scriveva i discorsi per George W. Bush - «il peggior dibattito presidenziale della storia» o, per usare l’espressione icastica di Dana Bash, la commentatrice della Cnn che si è anche scusata dopo averlo detto, uno «shit show», cioè uno «spettacolo di m***a». Con meno volgarità il Wall Street Journal lo ha definito un pessimo spettacolo di wrestling, scusandosi subito con i lottatori «che sono dei professionisti seri». Un'indignazione che hanno provato anche gli spettatori - quelli che hanno avuto la voglia di andare fino in fondo - che secondo i sondaggi nella stragrande maggioranza hanno definito «irritante» il dibattito. E probabilmente perché non c’era un’espressione più colorita per esprimere il loro disappunto. Ai punti, stando a questi sondaggi, pare che abbia avuto la meglio Biden, forse perché si prova simpatia per chi viene bullizzato e risentimento per chi alle elementari cercava di rubarti la merenda. Ma se il livello è questo, altro commento quasi unanime negli Stati Uniti, hanno perso tutti. Onestamente, a parte il continuo interrompersi dei due protagonisti (con Trump che in questo è stato protagonista in negativo) e le contumelie assortite che si sono scambiati, c’è poco da commentare. Anche perché nessuno dei due candidati è riuscito ad articolare qualcosa di più concreto di un insulto o, quando, andava bene di uno slogan vuoto.
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