di Domenico Cacopardo
Mentre Giuseppe Conte terminava di leggere la lista dei ministri, mi è tornato alla mente Francesco Cossiga, che là dov’è oggi, dirà ai suoi compagni di ventura qualcuna delle sue indimenticabili e urticanti battute. In qualche modo è il solo vincitore della battaglia politica dell’ultimo decennio della prima Repubblica, dal momento che le sue picconate hanno trovato un interprete nel lanciatore dei «vaffa» sino alla sublimazione odierna, nella quale s’è visto un completo rovesciamento di ruoli e di prospettive.
Il secondo dato politico è costituito dal programma. Se avete la pazienza di leggerlo e di confrontarlo con il contratto stipulato tra Movimento 5Stelle e Lega, troverete certo delle differenze, ma non tali di rappresentare una rivoluzione copernicana. In definitiva c’è più continuità che discontinuità.
Il terzo fatto politico è una promessa articolata che riguarda il quadro economico (e di cui abbiamo già ampiamente scritto) e il quadro politico-istituzionale (riduzione del numero dei parlamentari con contestuale o quasi approvazione di una nuova legge elettorale proporzionale).
Se il governo onorerà la prima parte di questa promessa, l’Italia potrebbe rifiatare, contando su risorse aggiuntive, sull’indulgenza europea, sulla modifica dei Trattati di Dublino e, infine, su una nuova propensione europea agli investimenti.
E se onorerà la seconda, avrà compiuto la vera missione per la quale è nato: asfaltare il progetto di Salvini. Il leader leghista potrà, quindi, tornare al potere soltanto se il suo partito e il suo schieramento supereranno il 50% dei consensi elettorali.
La reazione delle borse e delle imprese dice a tutti gli italiani che chi opera nella finanza e nell’economia non ha timore di questo governo, come invece ne aveva avuto del precedente. La cosa dovrebbe far riflettere tutti gli interessati, giacché, almeno dai programmi, si può capire che destra e sinistra non sono più categorie politiche o economiche, ma dello spirito o dei sentimenti.
I sondaggi nelle prossime settimane ci diranno come si regoleranno gli specialisti del soccorso al vincitore e quelli della discesa dal carro perdente.
Un altro fenomeno normale, fisiologico del quale non dobbiamo stupirci.
Oggi il governo giura e inizia a lavorare.
Al di là delle simpatie personali, dobbiamo pretendere che funzioni.
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