Editoriale
Oggi ci troviamo di fronte ad una forma di disuguaglianza che non ha precedenti nella storia dell’uomo; è una disuguaglianza che stride contro le tante dichiarazioni sui diritti universali dell’uomo che sono rimasti solo un sogno frutto di un‘utopia dimenticata ed ignorata dalla storia.
È paradossale che sui giornali si legga spesso di questo piccolo numero di super ricchi a fronte di una povertà straziante , è più facile leggere le graduatorie della ricchezza che dei drammi sociali e morali che stanno facendo esplodere il nostro mondo e la nostra società. La logica del mercato innalzato colpevolmente a verità incontrovertibile ha cancellato la nostra storia di Welfare , di aiuto sociale distruggendo il senso ed il ruolo della comunità .
La cultura antica del Welfare che ha sostenuto l’Europa negli anni bui ha in parte limitato i drammi della disuguaglianza e in occasione della pandemia la sanità pubblica quasi inesistente in altri paesi ha consentito di ridurre il dramma della pandemia ed a ravvivare i sentimenti di solidarietà sconosciuti in altre realtà più lontane da noi nonostante la crescente decristianizzazione dell’Europa .
Ci siamo dimenticati o voluti dimenticare della regola storica che solo una buona ed equa società può garantire una reale crescita economica , il dopoguerra ha mostrato la realtà di una società unita producendo una rivoluzione industriale che dal nulla che avevamo nel dopoguerra ci ha portato in soli 40 anni tra i paesi più evoluti ed industrializzati del mondo.
La disuguaglianza è una pessima condizione per l’economia perché al suo aumentare l’economia si declassa come conferma il Fondo Monetario Internazionale. «I periodi più lunghi di crescita sono associati decisamente a maggiore uguaglianza nella distribuzione del reddito» ed è quando il bene comune prevale su quello individuale .
È necessario definire delle priorità ed oggi invece di pensare alla disuguaglianza si gioca al caleidoscopio della politica diventata ottusa ed incapace di una visione di respiro ed a lungo tempo ma viene travolta da una problematica che anziché governarla la fa prigioniera di se stessa in una totale confusione dimentica della disuguaglianza e del bene comune a favore del meschino interesse personale.
È giunta l’ora di alzare la testa per evitare di essere travolti dal caos e finire , come dice la leggendo , di finire tutti come i lemming lanciati nel dirupo . Non possiamo dare la colpa delle nostre incompetenze né alla natura né ad un Dio ostile ma dipende da noi e solo noi possiamo rialzare la testa per riportare il sentimento nel dramma terreno.
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