Contromano
Come se non bastassero tutti i problemi con cui la filiera dell'automotive apre il 2025 - dalla scadenza europea del 2035 ai costi, dal mercato asfittico alla transizione ecologica impantanata - corriamo ora il rischio che il mondo della mobilità finisca per impattare negativamente sul Pil anche dove meno te lo aspetti.
Prendiamo il nuovo codice della strada: sacrosanto non bere al volante, ci mancherebbe, all'estero è la normalità da tempo. Una comunicazione evidentemente gestita male a fronte di norme che lasciano inalterati i tassi ammessi e le sanzioni previste ha generato però una psicosi tipicamente italiana. Per cui assistiamo a un crollo dei consumi, nell'ordine - secondo i dati più allarmistici - del 40%. Siamo fatti così: anziché organizzare diversamente i trasporti o stabilire chi non beve per una sera, la reazione è stata isterica.
E l'impatto sui ristoratori - ma anche sulle casse erariali - potrebbe essere devastante. Così come, nel loro piccolo, i monopattini giustamente regolamentati dopo aver permesso la giungla urbana presentano il conto: nell'ultimo mese noleggi in sharing in calo del 30% nelle principali città, vendite di mezzi privati in discesa anche del 50% e riduzione del fatturato per il settore nell'ordine dei 300 milioni di euro. Il gettito mancante? Si calacola circa 62 milioni. Il governo si rifarà sulle accise? A proposito, sui listini dei carburanti pende ancora il «riallineamento» previsto dal Piano strutturale di bilancio...
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