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Zerbilli, che salvò i ragazzini sequestrati sul bus: «Ma non chiamatemi eroe»

Zerbilli, che salvò i ragazzini sequestrati sul bus: «Ma non chiamatemi eroe»

03 Ottobre 2021, 10:48

Cittadinanza benemerita  al carabiniere di origine fidentina

«Non poteva esserci apertura migliore, per il “San Donnino” 2021!»: così il sindaco di Fidenza Andrea Massari prima della cerimonia di conferimento della Cittadinanza benemerita all’appuntato scelto dei carabinieri Simone Zerbilli, borghigiano doc, che il 19 marzo 2019 contribuì a sventare la strage ordita da un autista che incendiò l’autobus su cui viaggiavano 51 ragazzi e tre insegnanti.

 «Simone non vuole che lo si chiami eroe – ha detto ancora il sindaco – ma è certo che ha dimostrato di saper fare il proprio dovere in un modo ordinariamente eccezionale». 

L’appuntato Zerbilli ha ribadito il concetto: «A noi dell’Arma non piace sentirci definire eroi, siamo tutti colleghi che fanno correttamente il proprio lavoro tutti i giorni. È stato un lavoro straordinario, in una giornata molto particolare: tutto qua». Ciò che ha più colpito il militare fidentino è stata la riconoscenza che ha sentito: «Mi ha fatto molto piacere conoscere personalmente i ragazzi e i loro genitori, è stato davvero gratificante, sia dal punto di vista professionale, che umano. Anche dopo esperienze come questa – ha detto Zerbilli – continuiamo a lavorare con la stessa professionalità di sempre, senza particolari atteggiamenti “eroici”: lavoriamo con dedizione, tutti i giorni allo stesso modo».

 Il comandante provinciale dell’Arma Pasqualino Toscani ha ribadito la soddisfazione per il riconoscimento all’appuntato fidentino: «È un orgoglio essere qui oggi. L’iniziativa ci ricorda come noi, nella normalità del nostro lavoro, dobbiamo continuare a dare anche la vita, per gli altri: quindi continuare con professionalità e spirito di sacrificio a cercare, nella normalità, ripeto, del nostro lavoro, di essere un esempio per la collettività e per le nuove generazioni. In momenti come quelli che ha vissuto l’appuntato Zerbilli – ha sottolineato il colonnello Toscani – penso e ritengo che ognuno faccia quello che si sente di fare, rispondendo esclusivamente ad un giuramento che abbiamo tutti prestato. Sono convinto che in quell’occasione l’appuntato, con slancio e con determinazione, senza pensarci e senza immaginare di diventare un eroe, ha fatto il suo dovere, fino in fondo». Chi ha certamente sentito col cuore, l’emozione di questa benemerenza, sono i genitori di Simone Zerbilli, Gianfranco e Germana. 

Egidio Bandini
 

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