Carabinieri
Da un presunto taccheggio a un tentativo di rapina: è quanto sarebbe accaduto in un negozio di cosmetici a Fidenza nel pomeriggio del 20 febbraio, dove una donna, sorpresa con merce nascosta nello zaino, avrebbe prima simulato un malore e poi aggredito l’addetto alla sicurezza nel tentativo di fuggire.
L’intervento tempestivo dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Fidenza ha permesso di bloccarla e procedere all’arresto.
Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, intorno alle 15:40 una vigilante in borghese ha notato una cliente muoversi con atteggiamento sospetto tra gli scaffali. La donna avrebbe prelevato diversi articoli, occultandoli in uno zaino in pelle nera, per poi oltrepassare casse e barriere antitaccheggio senza pagare.
Raggiunta all’esterno dall’addetto alla sicurezza e dalla direttrice, è stata invitata a rientrare per chiarire la situazione.
In ufficio, la sospettata ha inizialmente collaborato, svuotando lo zaino e riconsegnando i prodotti per un valore di circa 50 euro. Mentre la direttrice contattava il 112 per segnalare l’accaduto, la donna avrebbe accusato un malore, accasciandosi a terra. I dipendenti, preoccupati, hanno richiesto l’intervento del 118 e l’addetto è uscito verso l’ingresso per attendere l’ambulanza.
Proprio in quel frangente, la situazione è degenerata: la donna si sarebbe rialzata di scatto dirigendosi verso l’uscita, tra le grida del personale — “Sta scappando!” — e, giunta sulla soglia, avrebbe spinto con forza alle spalle l’addetto alla sicurezza. Nonostante l’urto, l’uomo si è voltato ed è riuscito a fermarla. Ne è nato un breve colluttazione, durante la quale la donna avrebbe opposto resistenza e graffiato la guardia, per poi desistere.
Riaccompagnata negli uffici, è rimasta in attesa dell’arrivo della pattuglia dei Carabinieri, sopraggiunta poco dopo per gli accertamenti. Identificata in una 30enne straniera residente in provincia, la donna è stata arrestata al termine delle verifiche, che hanno consentito di ricostruire le diverse fasi dell’episodio. In precedenza era stata indicata come 35enne: una discrepanza anagrafica poi chiarita con l’identificazione formale.
L’Autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto e disposto la liberazione dell’indagata in attesa del processo. Resta fermo che la persona arrestata è, allo stato, solo gravemente indiziata di reato: la sua posizione sarà valutata dall’Autorità giudiziaria lungo tutto l’iter processuale e potrà dirsi definita soltanto in caso di eventuale sentenza di condanna divenuta definitiva, in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.
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