IL VINO
Questa storia si dipana in un luogo magico per la viticoltura, il Piemonte e più
Mezzogiorno era l’orario preciso e imprescindibile per il pranzo, a seguire il cosiddetto pisolino pomeridiano senza se e senza ma. La piccola Sara però dopo le due ore si preparava a un rito di cui conserva tutt’oggi precisa memorie. Era il momento in cui la nonna preparava una bibita detta «la Birra del Podio» per dissetarsi insieme alla nipotina. Tre gli ingredienti, ghiaccio, soda e un tocco di vermouth. Il tutto ben mescolato e servito in bellissimi bicchieri cesellati da Whisky. Un momento indimenticabile per la piccola Sara ammessa a questo rituale che rilasciava a lungo in bocca una piacevolissima freschezza e una dolcezza che si miscelava con sapori mai dimenticati fino a quando a Sara diventata grande non viene regalata una bottiglia di Vermouth da sorseggiare con gli amici e all’improvviso ecco il passato che torna in tutte le sue sfaccettature: il Podio, la nonna, i sapori e i colori di quelle estati indimenticabili, e il passato diventa presente.
Nasce così il progetto di fare tornare attuale il suo Vermouth, anzi quello di nonna Maria tanto che dopo due anni di studio, di prove, di collaborazioni con esperti nasce il Vermouth Sara Vezza (in collaborazione con The Spiritual Machine e Distilleria Magnoberta) a base di Nebbiolo.
Il risultato è di grande finezza: un Vermouth snello e agile con un naso in bilico tra agrumi, fiori e note amarotiche che tornano in una bocca tra balsami e radici. Andrea Grignaffini
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