Le vicende di Tenuta di Biserno s’intrecciano con la famiglia Antinori, prestigiosi vinattieri dal 1385, grazie ad un progetto che ha visto la luce nel 2001 per volontà dei fratelli Lodovico e Piero assieme al nipote Niccolo’ Marzichi Lenzi e al socio Umberto Mannoni. Niccolò gestisce ora non una, ma tre tenute, timoniere di una strategia che punta a una sempre maggiore riconoscibilità di vini che possono considerarsi le nuove stelle nel firmamento dei Super Tuscans.
Tenuta di Biserno si trova a Bibbona, in Alta Maremma, dove nonostante la breve distanza dalla celebre Bolgheri, geologia, geografia e clima sono nettamente diversi: più collinosi, più sassosi, più duri. Qui i vitigni principali sono i classici bordolesi. Dalle uve di Vermentino e Syrah, cresciuti in terreni più sabbiosi e forgiati dalle torride temperature estive di Tenuta Campo di Sasso scaturiscono il pregiato bianco Occhione e il rosso Insoglio del Cinghiale. Infine, di recente entrata a fare parte di Biserno, Tenuta di Collemezzano promette vini di carattere grazie alla prossimità del Tirreno e alla composizione equilibrata dei terreni. Nelle tenute la vendemmia avviene a mano e l’impegno verso la sostenibilità è ben radicato in pratiche virtuose rispettose della biosfera dei terroirs. L’Occhione, raro e originale, incarna la leggerezza evocativa del suo nome, una specie protetta di uccello acquatico che nidifica nelle dune di Marina di Bibbona. È composto per il 90% da Vermentino e per il restante 10% da altri vitigni a bacca bianca; le uve appena raccolte vengono mantenute tra i 13 e 16 ° per poi essere selezionate e messe in un torchio per la pigiatura. Il mosto fermenta in serbatoi di acciaio a temperatura controllata. Alla vista si presenta di colore paglierino molto chiaro, il naso manifesta su un sostrato burroso con tocchi fioriti e agrumati (lime, cedro), il sorso lieve è caratterizzato da una piacevole vena acida rinfrescante.