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EDITORIALE

Gli hedge fund non scommettono più contro l'Italia

Gli hedge fund  non scommettono più contro l'Italia

di Claudio Cacciamani*

15 Maggio 2023, 19:43

In «Scopone scientifico» Antonia (Silvana Mangano) decide di non avere più come compagno di gioco suo marito, lo «stracciarolo» Peppino (Alberto Sordi), facendo coppia con il baro Righetto (Domenico Modugno), suo spasimante. Lo scopo è vincere la partita decisiva contro l’incallita giocatrice miliardaria statunitense (Bette Davis). Antonia si è impegnata la baracca e Righetto è finanziato dai soldi raccolti presso i suoi amici borgatari. Il finale è noto: la miliardaria vince per l’ennesima volta, facendo perdere ad Antonia, a Righetto il baro e alla borgata tutti i loro miseri averi.

La notizia è passata sottotraccia, ma è di grande rilievo per il Paese, il sistema finanziario, quello produttivo e i comuni cittadini: gli hedge funds hanno deciso di non mettere più sotto attacco speculativo l’Italia e i suoi titoli pubblici, con «puntate» spesso giocate allo scoperto. In concreto, un hedge fund è un fondo di investimento che raccoglie capitali da privati e istituzioni operando lungo due linee strategiche essenziali. La prima concerne gli obiettivi dell’investimento, tipicamente di breve termine, aventi a oggetto Paesi, aziende e istituzioni. Su tali soggetti viene fatta una «scommessa» speculativa al ribasso o, meno frequentemente, al rialzo. Se effettuata al ribasso, l’hedge fund vende a termine il titolo e/o la valuta oggetto di investimento, sperando in un loro ribasso: a scadenza, quindi, se l’attacco speculativo avesse successo, l’hedge fund potrebbe comprare a un prezzo inferiore quanto precedentemente venduto a termine, ma fissando un prezzo superiore. Ciò gli procurerebbe un profitto. Il contrario accade per una «scommessa» speculativa al rialzo. In questa ipotesi, l’hedge fund compra a scadenza, sperando, speculativamente, di potere rivendere a quella data futura lo stesso titolo o valuta sottostante a un prezzo superiore, conseguendo, in tal modo, un profitto. La seconda caratteristica degli hedge fund concerne la loro raccolta. Contrariamente ad Antonia e Righetto, che hanno giocato con soldi propri e della borgata, l’hedge fund utilizza una minima quota di fondi propri nella sua speculazione, indebitandosi, al contrario, fortemente. A scadenza, se l’attacco speculativo avesse successo, l’hedge fund rimborserebbe il debito e tratterrebbe, moltiplicandolo, il profitto.

Da tutto ciò emerge come un hedge fund che metta sotto attacco, tipicamente al ribasso, un Paese e i suoi titoli sovrani riesca a conseguire un profitto solo «convincendo» il mercato della ragionevolezza della sua previsione speculativa e, conseguentemente, trascinando esponenzialmente nel suo stesso giudizio anche numerosi altri investitori. Se tale azione avesse successo, le sue previsioni si «auto-avvererebbero» e la speculazione porterebbe un notevole profitto. Come avvenuto per il nostro Paese, in passato già oggetto di vari attacchi speculativi, la difesa passa per l’inversione del giudizio sia degli investitori nell’hedge fund sia di coloro a questo accodatisi. Ciò si può conseguire mediante due azioni. La prima, non costosa, dimostrando che il Paese ha fondamentali economici forti, tali da non giustificare una speculazione al ribasso. La seconda, al contrario molto costosa, prendendo in proprio o tramite «alleati» una posizione esatta e contraria a quella dell’hedge fund, facendo invertire le aspettative ribassiste generate sul mercato dall’azione dell’hedge fund- Ne deriva una defatigante «guerra di resistenza»: una al ribasso dell’hedge fund e una al rialzo e/o al mantenimento del valore dei titoli oggetto di speculazione da parte del Paese attaccato e dei suoi alleati. Nei vari attacchi speculativi al ribasso verso l’Italia e i suoi titoli pubblici, la difesa è avvenuta mediante un costosissimo investimento statale e di investitori domestici in titoli di Stato nazionali per sostenerne i prezzi. La decisione dichiarata dagli hedge funds di non speculare, almeno per il momento, sul nostro Paese ha varie implicazioni. Per lo Stato ciò comporta la possibilità di effettuare piani finanziari di medio termine senza lo stress di doversi difendere da attacchi speculativi ribassisti di breve periodo. Questo dovrebbe ridurre il costo del debito pubblico, con possibilità di dirottare risorse finanziarie in altri scopi di comune interesse e utilità pubblica. Per le imprese nazionali quanto sopra migliora la credibilità e il rating del Paese in cui sono basate, con un più elevato standing aziendale e un costo delle risorse finanziarie scevro da incrementi improvvisi e fuori da ogni prevedibile evento. Infine, per i privati l’assenza di speculazioni verso l’Italia implica una maggiore sicurezza e un rendimento più stabile nel tempo dei propri risparmi. Al termine del film, Antonia e Peppino continuano a sperare che, seppure rientrata negli Stati Uniti, la miliardaria americana torni ancora a Roma per l’ennesima partita a scopone scientifico, nella vana illusione di conseguire la vincita della vita. In realtà, Cleopatra, la loro primogenita, metterà definitivamente fine al gioco, regalando alla giocatrice una torta imbottita di veleno per topi da portare negli Usa: non ci saranno altre partite, puntate e, fortunatamente per Peppino e Antonia, perdite. L’auspicio comune è che possa essere così anche per l’Italia il più a lungo possibile.

*Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari dell'Univesità di Parma

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