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Indie planet. Ceffoni, fagioli e proiettili

Indie planet. Ceffoni, fagioli e proiettili

19 Ottobre 2023, 15:59

BUD SPENCER & TERENCE HILL - SLAPS AND BEANS 2 (Inin, per Pc e console)

Da noi suona un po’ come sberle e fagioli, una tipica ricetta popolare delle pellicole con Bud Spencer e Terence Hill, protagonisti dell’omaggio digitale dello studio bolognese Trinity Team, un nome che, nel citare subito un classico del duo, Lo chiamavano Trinità, dichiara già tutto l’amore per quella fortunata stagione del cinema italiano. Slaps And Beans adesso raddoppia con il sequel diretto del titolo di debutto uscito nel 2017. Citazioni a parte, ci si può godere per intero Slaps And Beans 2 anche senza particolari conoscenze pregresse. Il videogame del Trinity Team è d’altronde una produzione che rispolvera appieno la grande tradizione arcade dei vecchi coin-op, da Double Dragon in poi, quando la pura azione faceva da padrona e il resto era contorno. Le dinamiche beat ‘em up di Slaps And Beans 2 funzionano perfettamente, in un capitolo che punta anche su quantità e varietà dei contenuti, con l’elemento Bud Spencer & Terence Hill a costituire un vero valore aggiunto. Sembra quasi di giocare un film tradotto in pixel art che con una scusa ne recupera tanti altri. Anche se la trama è originale, non mancano infatti reinterpretazioni di momenti celebri, a cominciare dal Coro dei pompieri di ...altrimenti ci arrabbiamo! Musiche, ambientazioni... È un tributo continuo in un picchiaduro a scorrimento che ha la sua cifra in una simpatia e leggerezza piacevolmente fresca per il genere.

THE FABOULOUS FEAR MACHINE (Amc, per Pc)

È la molla che fa scatenare le reazioni più irrazionali, quando in preda alla paura ci si affida ad azioni prive di un effettivo riscontro con la realtà, sostituita da una sua visione deformata. L’idea dello strategico narrativo sviluppato da Fictiorama studios, già autori del distopico Do not feed the monkeys, è che nulla accada senza una ragione e dietro fenomeni di isteria di massa possano nascondersi perfidi burattinai, magari spinti semplicemente dalle logiche del profitto economico. Comunque sia, nel videogame esiste la macchina citata nel titolo con la quale hanno stretto un patto alcuni personaggi, a partire da un rappresentante degli interessi delle multinazionali farmaceutiche. Il giocatore avrà ai suoi ordini agenti incaricati di diffondere timori e diffidenze, per esempio verso i farmaci naturali. In ogni caso, al di là del settore specifico contingente, si tratta di rendere docili le popolazioni spaventandole, per annullarne il più possibile lo spirito critico. Tra le ricette utilizzate per infrangere certezze, le leggende urbane, come quella dell’autostoppista fantasma, nota alle più diverse latitudini. Gli emissari si spostano in tutto il mondo, pronti a manipolare le menti utilizzando svariate carte a disposizione, in un’avventura che mostra il volto dei cattivi di turno per denunciare, non senza ironia prendendo in prestito la grafica dei fumetti d’antan, la rete torbida in cui si intrecciano animali mitici, fake news e teorie cospirazioniste.

WITCHFIRE (The Astronauts, per Pc)

Trattandosi della casa dell’Unreal engine e di Fortnite non si può certo dire che sia l’ultima arrivata, ma non è facile farsi largo in un mercato come quello Pc da anni dominato da Steam, anticipatore e ancora oggi metro di paragone per tutti gli store digitali. Epic sta comunque dimostrando un buon fiuto per le esclusive. Nel 2018 ha tenuto a battesimo Hades, hit pluripremiata con cui Supergiant è stata in grado di rivoluzionare il genere roguelite. Adesso si è assicurata in early access un altro degli esponenti più interessanti del filone, Witchfire dello studio polacco The Astronauts, definito come l’incontro tra Destiny e Dark Souls, l’eccellenza del gunplay con il ritmo implacabile del re degli action rpg. In realtà in Witchfire si coglie anche il pedigree di un team conosciuto adesso per il cupo racconto The Vanishing of Ethan Carter, ma che soprattutto è stato fondato dagli ex People Can Fly di Painkiller, uno dei first-person shooter più dirompenti dei primi anni Duemila. Witchfire ne condivide appieno il dna, a cominciare dalla potente iconografia horror gotica che più dark non si può, per proseguire con l’estrema tecnicità degli scontri, in un mix di strane armi da fuoco e magie, alternando orde, trabocchetti e boss. Al centro dell’immaginario una caccia alle streghe heavy metal nei panni dell’eccentrico campione del Vaticano alla Solomon Kane spedito a esorcizzare il male.

GUNBRELLA (Devolver digital, per Pc e Switch)

Nel marasma degli indie ben vengano le etichette che si segnalano proprio per l’attenta selezione dei titoli, come l’americana Devolver Digital, tra le realtà più attive nel sostenere le migliori produzioni indipendenti al punta da essere considerata oggi un vero pilastro della scena che dai Pc ha conquistato le console. Alcune uscite sono disponibili in più formati, ma da qualche tempo Devolver Digital parallelamente ai computer ha trovato in Switch una dimensione particolarmente accogliente, per via magari anche di una certa affinità naturale. Molti nuovi indie si ricollegano infatti direttamente alla stagione romantica delle vecchie console Nintendo, che prima dell’effetto cinema portato avanti dalle Playstation hanno avuto un peso fondamentale nel formare l’immaginario dei videogame. Gunbrella di doinksoft è un action platform dalla tecnica raffinata che riprende in maniera magistrale l’old school dei 16-bit, catapultando in un’affascinante avventure a due dimensioni, dove contano riflessi e precisione. Il titolo richiama l’omonima arma al centro del gioco, uno strano fucile-ombrello che oltre a servire per eliminare i nemici permette di compiere azioni acrobatiche lungo i livelli in cui si dipana una trama a tinte forti sorprendentemente ricca per il genere e altrettanto curiosa, con tanto di dialoghi a scelta multipla che immergono in elaborato un universo distopico.

HIGHRISE CITY (Deck13, per Pc)

Architetto, urbanista, ma anche e soprattutto manager, perché il city builder sviluppato da Fourexo entertainment se da una parte offre una notevole varietà tipologica e strutturale di edifici con i quali dar vita alla metropoli del futuro, dall’altra richiede di occuparsi pure dell’intero e complesso sistema di risorse indispensabili per il funzionamento della città. Pur essendo il titolo adatto, oltreché ai veterani, ai neofiti, la profondità di esperienza che si può raggiungere nel dar vita alla nuova comunità è impressionante, così come il livello di dettaglio dei singoli edifici, delle infrastrutture, dei mezzi di trasporto, dei personaggini che popolano le vie di un paesaggio urbano contraddistinto dalla vertiginosa verticalità dei grattacieli. La gestione economica arriva a comprendere una vastissima schiera di ambiti, dalle materie prime delle quali approvvigionarsi attivando pozzi e miniere al commercio al minuto, con le linee per la distribuzione e il rifornimento delle merci da organizzare. Si può scegliere di imprimere all’insediamento una decisa impronta green, puntando sulle fonti di energia rinnovabili e sul riciclo dei rifiuti. Strade, impianti e costruzioni costituiscono la base di partenza, dalla quale decidere in che direzione orientare la crescita, anche studiando e adottando soluzioni normative ad hoc, a patto di provvedere anticipatamente a dotarsi degli ambienti nei quali amministrare la giustizia e rendere applicabili le leggi.

BLASPHEMOUS II (Team17, per Pc e console)

Quattro anni dopo aver favorevolmente sorpreso con lo spietato platform action Blasphemous, lo studio spagnolo The game kitchen torna con un sequel, Blasphemous II, dove ritroviamo il Penitente nel suo cupo cammino di espiazione, avvolto ancor di più in fosche atmosfere, che trasfigurano in un doppio decadente e infido, oppressivo e buio, il paesaggio inondato di sole dell’Andalusia e soprattutto di quello scrigno di bellezza che è Siviglia: architetture simbolo, dalla Cattedrale alla chiesa del Salvatore; luoghi iconici, come la serie di ponti sul Guadalquivir o la plaza de Espana con i caratteristici colonnati e le panche decorate con gli azulejos; lo skyline punteggiato di torri e cupole. Il viaggio del Penitente avviene proprio nel cuore del Paese iberico e della sua identità cattolica, attorno alla quale ruota l’intero immaginario del gioco, che fa di corone del rosario e oggetti ispirati agli arredi liturgici elementi con un ruolo ben preciso nel percorso di possibile redenzione del Penitente, costretto a lottare contro nemici potenti e insidiosi. La cura artistica riservata al disegno di personaggi e ambientazioni contribuisce a immergere in un clima di dolorose esperienze, da contrastare con l’energia adrenalinica di un convinto combattente, attorno al quale si materializzano i fantasmi di oscure leggende, dalla fascinosa, vendicativa e sfortunata Susona al terribile rettile mangiabambini che si dice si nasconda nella centralissima Calle Sierpes.

HIDDEN THROUGH TIME 2: MYTHS & MAGIC (Rogueside, per Pc e Mac)

Occorre non avere eccessiva fretta, ma prendersi il giusto tempo. Del resto è facile restare incantati tra gli scenari disegnati a mano da Rogueside nel sequel dell’acclamato Hidden Through Time, che già aveva raccolto il plauso di schiere di appassionati del gioco che chiede di identificare determinati oggetti nascosti in una raffigurazione in 2D coloratissima e ricca di dettagli. Quattro le storie che in Hidden Through Time 2: Myths & Magic danno origine ad altrettante ambientazioni, sviluppate in più quadri. C’è il favoloso oriente di Sinbad il marinaio delle Mille e una notte, c’è il medioevo fantasy della quest di un drappello di cavalieri, ci sono gli anni Ottanta di una giovane strega innamorata di un licantropo, c’è la mitologia greca con i suoi dei ed eroi. Volendo, si possono poi creare livelli personalizzati, sbizzarrendosi con la fantasia tra paesaggi da modellare, personaggi ed edifici da aggiungere, eventualmente condividendo online i propri mondi  con gli altri giocatori. Anche il videogame standard si apre comunque a un ventaglio di esplorazione ampio e profondo, perché la luce cambia dal dì alla notte, permettendo nelle differenti ore del giorno di osservare situazioni uniche, rintracciando quelle figure che esistono solo al buio o viceversa. Un meccanismo analogo si verifica con le stagioni. Armati di pazienza e aguzzando la vista, c’è insomma da perdersi piacevolmente in questo viaggio dove si procede sbloccando un mare di possibilità.

WANDERING SWORD (Spiral up, per Pc)

Arriva da Shanghai questo appassionato omaggio al wuxia, il genere narrativo con protagonisti gli eroi delle arti marziali reso popolare anche da noi attraverso il cinema di Jackie Chan e Donnie Yen, ma che comprende romanzi (su tutti, i capolavori di Jin Yong), opere teatrali e naturalmente videogame. Lo studio cinese The swordman ha guardato a una molteplicità di fonti di ispirazione, unite ai ricordi d’infanzia, per raccontare in pixel art le gesta di un aspirante spadaccino, trovatosi suo malgrado coinvolto in una lotta più grande di lui. Per sopravvivere, capisce di dover imparare a cavarsela, intraprendendo un viaggio di formazione sulle orme dei grandi maestri. Comincia così l’odissea del ragazzino tra i paesaggi incantevoli di un Paese enorme, pieno di possibilità, dove ogni incontro può rivelarsi foriero di nuove amicizie o di acerrime rivalità: sarà comunque un’occasione di crescita. Le battaglie, che combinano il sistema dei combattimenti a turni con gli scontri in tempo reale, cercando la via per rendere Wandering Sword un titolo a portata anche dei neofiti, richiedono di apprendere l’utilizzo di armi diverse. Privilegiare una tecnica invece di un’altra imprime una direzione differente alle imprese del protagonista, influenzate pure da altre scelte, il che rende Wandering Sword, ricco di riferimenti a leggende, folclore e tradizioni dell’antica Cina, rigiocabile molte volte.

IT’S A WRAP! (AMC, per Pc e Switch)

Fantastici gli anni Ottanta! Quelli del successo dei film di Chuck Norris e delle avventure di Indiana Jones, ma per il protagonista di It’s a wrap!, sviluppato dallo studio francese Chanko, la prospettiva, pur rimanendo nell’ambito del genere, deve giocoforza spostarsi sui B-movie a basso budget. Nei panni del regista - scrupoloso nell’assegnare le parti e coordinare la troupe - e dell’attore principale, senza poter contare su una controfigura, ecco il baffuto Johnny Rush cimentarsi con le scene più al limite, nonostante un fisico decisamente fuoriforma e la necessità di calibrare bene i tempi, suoi e del resto del cast, in un classico platform 2d che fa del cinema non solo l’ambientazione, ma la materia prima dei puzzle da risolvere per completare il lavoro e arrivare a pronunciare la fatidica frase It’s a wrap!, ossia Fine delle riprese! Il tono è umoristico, ma soprattutto il gioco si diverte a mischiare di continuo citazioni dal grande schermo e dai videogame, in una parodia che diventa anche omaggio a una stagione irripetibile, da rivivere in un divertente esperimento di metanarrazione dove ci si scopre contemporaneamente spettatori e protagonisti, provando a indovinare le fonti di ispirazione dopo le trasformazioni attuate dal volonteroso Johnny.

TREPANG2 (Team17, per Pc, Playstation e Xbox)

A volte ritornano, con un altro nome. Impossibile non cogliere in Trepang2 almeno un po’ dell’eredità di Fear, una delle serie dimenticate del digital entertainment, ma capace di offrire una formula per certi versi ancora insuperata, non solo per via dell’ambientazione horror sovrannaturale, in grado di affascinare e addirittura coinvolgere successivamente un autore del peso di John Carpenter. È proprio il tipo di azione cinematografica squisitamente hardcore, dove la spettacolarità dei colpi va di pari passo con l’abilità richiesta al giocatore, che rimane un punto di riferimento. Trepang2, che non è un sequel di qualche altro titolo ma è da leggersi piuttosto come una precisa idea di first-person shooter elevata al quadrato, si inserisce nel medesimo solco. Presentato inizialmente nel 2017 come semplice dimostrazione tecnica con cui si sono fatti subito notare i canadesi Trepang Studios, il progetto si è evoluto in un videogame vero e proprio costruito sugli stessi pilastri di Fear: l’enfasi sull’intelligenza artificiale dei nemici e i combattimenti in slow motion che sono una esplosiva danza tra i proiettili, con l’aggiunta di parecchio sangue e colpi di kung fu, un po’ come i vecchi Hong Kong alla John Woo, ma dentro un’estetica futuristica.

WIZARD WITH A GUN (Devolver digital, per Pc e console)

Leggenda vuole che sia nato tutto da un meme, quei fotomontaggi che impazzano su internet, nel caso di Wizard with a Gun l’immagine di Gandalf del Signore degli anelli che imbraccia un fucile. È diventato lo spunto per imbastire una guerra tra maghi armati fino ai denti che nel videogame prendono il nome di Gunmancer, pistoleri fantasy in grado di forgiare speciali bocche da fuoco e proiettili incantati che combinano attraverso vari effetti la forza degli elementi, mettendo in piedi colorati combattimenti contro i nemici. Questa sorta di fisica della magia è la ricetta alla base dell’originale sandbox isometrico di Galvanic che teletrasporta in scenari sempre diversi generati proceduralmente dove bisogna affrontare una serie infinita di sfide per la sopravvivenza, da soli o insieme a un amico, avendo Wizard with a Gun un occhio di riguardo proprio per il co-op. Quella di coppia è un po’ la vera natura di una cosmic horror comedy in cui vengono a galla le situazioni più assurde e curiose, frutto di una struttura altamente personalizzabile che spinge a sperimentare cammin facendo, a volte con esiti imprevedibili. Se si entra in sintonia col meccanismo, le ore trascorrono come ridere.

BLOOD WEST (Hyperstrange, per Pc)

Maturando come pubblico e come medium, si è sviluppata anche una certa dialettica attorno ai nomignoli che si sono diffusi senza controllo per indicare interi generi. Il caso più eclatante è forse quello dei jrpg, i cosiddetti giochi di ruolo di stampo nipponico che suonano un po’ come spaghetti western e sono un termine oggi inviso a famosi autori, come Naoki Yoshida, il papà di Final Fantasy XVI, che lo considerano discriminatorio. Ma si potrebbe andare avanti con i walking simulator e i boomer shooter. Quest’ultimo, palesemente goliardico, si riferisce agli sparatutto dall’anima vintage che richiamano le produzioni degli anni ‘90. È l’estetica cui si rifà anche Blood West, lanciato in accesso anticipato nel 2022 dallo studio polacco Hyperstrange, che mira a pubblicare su Pc il titolo in forma definiva ai primi di dicembre. Oltre alla grafica pixellosa c’è però molto di più, un’avventura moderna dal taglio dell’immersive sim che invita a sperimentare soluzioni diverse per venire a capo delle varie situazioni, dallo stealth alla tempesta di proiettili, mentre ci si fa largo in un open world venato di role-playing e pieno di carattere, reinterpretando col proprio stile l’epopea del vecchio West in chiave horror, tra maledizioni e creature sovrannaturali.

PENNY LARCENY: GIG ECONOMY SUPERVILLAIN (Fiction factory, per Pc, Mac e Linux)

Addio al posto fisso e benvenuti nell’era della gig economy, quella dei contratti a termine per periodi brevi, brevissimi, ultra brevi. Anche i supercattivi si stanno adeguando al cambiamento e, per reclutare scagnozzi “in affitto”, si rivolgono a un’agenzia per il lavoro interinale, al passo coi tempi, efficiente e spietata. Qui Penny Larceny consegna il suo curriculum di truffatrice, falsaria e topo d’appartamento, nel graffiante, ironico affresco, disegnato come un fumetto (ma interattivo), delle avventure della strampalata protagonista, pronta a trovare alleati saldando sincere amicizie, ma anche ad affrontare con scaltrezza e determinazione i rivali. In fondo si tratta nientedimeno che dell’eterna lotta tra il bene e il male, sia pure in chiave satirica, sotto forma di scelte da compiere rigorosamente dalla parte del torto, in una sorta di visual novel dove di dialogo in dialogo si ha l’opportunità di imprimere svolte diverse alla storia. Del resto, capitalismo e mercato si affacciavano anche nel precedente titolo di Fiction factory, ossia Arcade spirit, racconto fantascientifico su un futuro alternativo, in cui si immaginava non fosse mai successo il crollo del 1983, con la crisi dei videogame.

IRON DANGER (Daedalic, per Pc, Playstation e Xbox)

Un Paese da fiaba dove una ragazzina può scoprire di avere lo strano potere di manipolare il tempo: è la Finlandia con il suo retaggio di folclore e leggende a rivivere nei due mondi che si affrontano in Iron danger di Action squad studios, software house di Helsinki che prosegue in questo solco nel suo nuovo titolo, Edge of war, uscito con la formula dell’accesso anticipato. Intanto Iron danger, dopo l’edizione per Pc, è sbarcato anche sulle console Playstation e Xbox: la giovanissima protagonista che deve compiere l’impresa è costretta a lasciare il villaggio natio devastato dai nemici e raggiunge così la città di Kalevala, chiamata come la terra degli eroi del poema epico nazionale. Se in quest’ultima raccolta di versi assumeva un’importanza fondamentale uno strano marchingegno, il sampo, sorta di prodigioso pentolone in grado di funzionare da mulino per esaudire qualsiasi desiderio sulle cui tracce si muovevano tutti, analogamente in Iron danger la piccola Kipuna è alla ricerca di un favoloso manufatto e proprio per recuperarne i pezzi dispersi in una regione modellata su una geografia di colline, foreste e laghi, molto simile alla Finlandia, si mette in viaggio. A sfidarla sono i popoli delle lande del Nord, agli ordini della regina Lowhee: un esercito dotato di ritrovati steampunk ben lontani dalle atmosfere fantasy che si respirano a Kalevala e dintorni. Per combattere gli avversari Kipuna può contare sulla sua capacità di fermare l’azione e riavvolgere il nastro degli eventi del passato prossimo, provando e riprovando a escogitare la soluzione più efficace.

DARK QUEST 3 (Brain Seal, per Pc e console)

Un videogame progettato ancora come un gioco da tavolo vero e proprio, che restituisca in digitale la tipica esperienza dei tabletop rpg nella chiave contemporanea dei roguelite. Dark Quest 3 chiama a raccolta nuovi e vecchi fan del genere, per imbastire un’avventura old school in cui l’obiettivo è sempre quello, sconfiggere il malvagio stregone, ma tutto il resto cambia a seconda di vari fattori. Si possono infatti scegliere i quattro eroi della compagnia da un cast di 12 personaggi ispirati agli stilemi del fantasy e ciò che accade dopo, addentrandosi nel cuore dei sotterranei superando le insidie di mappa in mappa, viene generato proceduralmente dal motore di gioco, che ha a disposizione numerose combinazioni tra decine di mostri e carte da pescare, con l’incognita della fortuna affidata al classico tiro di dadi. Le carte non dettano solo il ritmo dei combattimenti, ma le diramazioni della vicenda, che può prendere una piega piuttosto che l’altra in base agli eventi multipli nascosti dentro il mazzo. Ogni spedizione dura idealmente meno di un’ora, ma lo spirito di fondo è continuare a sbloccare elementi e riprovare a partire da schemi diversi.

 

CYBER CITIZEN SHOCKMAN 2 (Ratalaika, per console)

In passato per titoli così si sarebbero compiute follie. Prima che con la distribuzione digitale dei contenuti esplodesse anche la globalizzazione dell’entertainment, non era affatto semplice mettere le mani su certe uscite. In molti casi non venivano nemmeno importate ufficialmente e vivevano nel mito delle riviste o delle chiacchiere dei pochi fortunati in grado di procurarsene una copia attraverso i più costosi canali paralleli. Una storia che accomuna in pratica l’intera libreria cult del Pc Engine, una console giapponese a cavallo tra 8 e 16 bit che tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90 conquistò il Paese del Sol Levante, ma non sfondò mai all’estero, restando soprattutto in Europa una chimera. L’editore Ratalaika sta in particolare recuperando oggi le vecchie produzioni firmate dalla nipponica Masaya, tra le quali la saga di Cyber Citizen Shockman, per la prima volta tradotta per l’occidente. Dopo il capitolo di debutto del 1989 arriva su Playstation, Switch e Xbox anche il seguito Cyber Citizen Shockman 2: A New Menace del 1992, un altro titolo molto innovativo per l’epoca in cui si mischiano action, platform e shoot ‘em up addirittura in modalità co-op. L’immaginario e quello popolare della serie tv tokusatsu, tra mostri ed effetti speciali.

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