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Made in Japan. Unicorn overlord, la nuova meraviglia di Vanillaware

Made in Japan. Unicorn overlord, la nuova meraviglia di Vanillaware

21 Marzo 2024, 17:05

Un principe ingiustamente spodestato, fortunosamente messo in salvo dalla madre regina quando era bambino, il quale comincia a battersi per il futuro del suo regno e per cacciare chi con la forza si è impadronito del trono, precipitando anche le popolazioni circostanti nel buio dell’oppressione, soggiogate sotto la spinta di una brama di potere senza limiti. Il compito di Alain, indossata l’armatura di un coraggioso cavaliere, è arduo e per guidare l’esercito di liberazione dovrà trovare fedeli alleati, non prima di essere riuscito a fornire a sua volta un aiuto per sollevarli dalle catene imposte da dominatori senza scrupoli. Il mondo creato per Unicorn overlord da Vannillaware e Atlus, si ispira ai miti d’occidente: c’è il tema della quest per recuperare un portentoso manufatto, c’è il tema di anelli leggendari dagli effetti prodigiosi, c’è il tema del pellegrinaggio in luoghi sacri per ottenere doni speciali.

Quella tratteggiata dal team guidato dal programmatore e illustratore Takafumi Noma (Animal crossing, The legend of Zelda: The wind waker, Muramasa: The demon blade, Dragon’s crown pro, 13 Sentinels: Aegis rim) è una realtà fortemente intrisa di magia, sulla quale si riverberano due delle cifre distintive di Vanillaware, l’acclamata software house di Osaka fondata nel 2002 da George Kamitani (ex di Capcom e di Atlus): il livello di raffinatezza raggiunto nella grafica che richiama l’animazione e la voglia di sperimentare nuove vie, con un approccio originale ai vari generi di volta in volta affrontati, passando agevolmente da un gioco di ruolo d’azione a scorrimento laterale come Odin sphere all’epica fantascientifica di 13 Sentinels, un po’ visual novel, un po’ strategico. Titoli di impatto, che Vanillaware ha riproposto al pubblico più di recente anche in veste rimasterizzata, come per i cult Muramasa, Odin sphere, Dragon’s crown e GrimGrimoire. Con Odin sphere, in particolare, l’attenzione si era già rivolta all’Europa, attingendo alle saghe norrene, al folclore delle fiabe, a echi shakespeariani, rimescolati in una commistione di accenti tipicamente nipponica, il cui humus si riverbera, concentrato però su un medioevo leggendario, in Unicorn overlord, pubblicato da Sega per Playstation, Xbox e Switch.

Frutto di un’elaborazione durata un decennio, Unicorn overlord è un rpg tattico che si ispira ai classici degli anni Novanta, reinventandoli a partire dalle regole utilizzate sia nei lontani antenati analogici da tavolo, sia nelle loro versioni digitali d’antan. Le battaglie, che si svolgono tanto in aperta campagna, quanto in paesini e città, sono in tempo reale, ma è possibile mettere in pausa le manovre per effettuare cambiamenti di direzione e ponderare meglio le decisioni prese. Raggruppate le unità per formare le squadre, queste ultime vengono infatti spostate sulla mappa, ingaggiando scontri quando incrociano i nemici, con il risultato della contesa che almeno in parte dipenderà dai punti di forza associati a ciascun combattente. Affollatissimo il cast di personaggi, una sessantina, ognuno con una propria storia da rivelare, ognuno con un proprio bagaglio di abilità da apportare alla causa di Alain.

Al principe spetta il compito gravoso di compiere scelte in grado di incidere sui destini di amici e nemici, nella consapevolezza dell’esistenza di zone grigie, di passati che non necessariamente devono avere posto nell’oggi, ma chissà che certi fantasmi non si ripresentino a chiedere il conto. Alain può dimostrarsi magnanimo con un oppositore, ma chi può dire che questo atto gli guadagnerà eterna gratitudine oppure dovrà continuare a guardarsi le spalle, nel timore della vendetta del beneficato mosso da ambizione smisurata? Di fronte a coloro che si sono macchiati di delitti, lievi o gravi che siano, va comminata la condanna in prigione, addirittura la pena capitale o, se pentiti, può essere sufficiente lasciarli andare con i loro rimorsi e la volontà di non farsi più sopraffare dal male? Le interazioni che si stabiliscono tra i personaggi contribuiscono a costruire una trama densa di svolte, dai molteplici finali. A rinsaldare i legami provvedono le corroboranti soste alla taverna, dove gustare un discreto menu di specialità, dalla pizza alla paella, abbinati ad altrettanti contorni. Naturalmente le stesse battaglie conducono a forgiare relazioni durature.

Viaggiare, esplorare, incontrare, conoscere, conversare: sono tutti strumenti per aumentare la rete di contatti, sullo sfondo di un continente abitato da umani, elfi, belve feroci come i leoni mannari, ma anche esseri angelici. Nel peregrinare di Alain si susseguono deserti, montagne innevate, foreste, in paesaggi che si palesano come un incanto per gli occhi e che, per le condizioni del terreno e atmosferiche, influiscono sugli elementi da prendere in esame nelle battaglie. Se i livelli di difficoltà - tre - consentono anche ai neofiti di imbarcarsi nell’impresa di riaffermare il bene contro l’oscurità e il caos, Unicorn overlord rimane il più grandioso progetto di Vanillaware, che già aveva abituato ad avventure magniloquenti. La trama principale si allarga infatti alle innumerevoli missioni secondarie, cui appassionarsi per cogliere tanti ulteriori aspetti dell’epopea di un mondo che vuole vivere nella ricchezza della sua diversità.  

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