×
×
☰ MENU

HI-TECH

Generazione bit: salutiamo l'estate tra Giappone e dintorni

ONLINE. Generazione bit. Salutiamo l'estate tra Giappone e dintorni

03 Settembre 2024, 16:27

NATSU-MON: 20TH CENTURY SUMMER KID (Spike Chunsoft, per Switch e Pc)

In Giappone è dal 2000 che la pluripremiata serie Boku no Natsuyasumi, che sta per Le mie vacanze estive, offre la possibilità di soggiornare virtualmente nella campagna nipponica, seguendo le avventure di un bambino, Boku (che è anche il pronome io usato dai maschi), nel mese in cui le scuole sono chiuse. A dirigere, scrivere e disegnare ogni gioco è Kaz Ayabe, fondatore di Millenium Kitchen nel 1997 a Tokyo, che stavolta, per l’arrivo in occidente di Natsu-Mon: 20th Century Summer Kid, ha collaborato con l’australiana Toybox Games. In Europa e negli Usa era finora approdato solo Shin-chan: Me and the Professor on Summer Vacation – The Endless Seven-Day Journey, considerato un seguito spirituale del titolo principale, dove però il videogame, introducendo il personaggio di Crayon Shin-chan, adottava lo stile del manga bestseller di Yoshito Usui, diventato anche un anime tramesso in tv in Italia. Da noi era inoltre giunto uno spin-off di Boku no Natsuyasumi, Attack of the Friday Monsters! A Tokyo Tale, che si svolgeva nel 1971 a Setagaya, uno dei quartieri speciali della capitale. Adesso, con Natsu-Mon: 20th Century Summer Kid, si torna nella tradizionale ambientazione rurale, dove il giovane Satoru, figlio del direttore di un circo itinerante, trascorre le vacanze, muovendosi in un open world 3D tutto da esplorare. Si respira sempre, come nella serie principale, un’atmosfera velata di nostalgia per una stagione dell’anno e della vita carica di promesse, piena di entusiasmo e di serenità. Sono alcune delle caratteristiche che hanno reso l’opera di Kaz Ayabe un vero cult per schiere di aficiondos. Questi giochi sono anche un omaggio al Giappone, immaginando località di fantasia sotto molteplici aspetti simili a quelle reali: Tsukiyono nella prefettura di Yamanashi e originario di Hokkaido e la montuosa Chichibu nelle prefettura di Saitama per Bokunatsu 1; nel porto di Futo sulla costa est della penisola di Izu per Bokunatsu 2; la natia isola di Hokkaido per Bokunatsu 3, il mare interno di Seto di Bokunatsu 4. Con Natsu-Mon si raggiunge una cittadina fittizia sorta in una striscia di terra tra il mare e le montagne. Qui Satoru si dedica ai suoi passatempi da ragazzino: collezionare insetti, raccogliere fossili, andare a pescare, compiere escursioni, completare i compiti delle vacanze, conversare con gli abitanti, incontrare i coetanei che hanno creato un’agenzia di detective, visitare il museo per scoprire la storia del posto, salire sulla torre del faro, ascoltare sotto un albero le canzoni del folclore, annotare su un diario le proprie attività, immersi in una rievocazione che in numerosi dettagli rimanda alle tipicità del Giappone, dal rinfrescante scampanellio dei furin mossi dal vento nei giorni più caldi al frinire delle cicale, sotto un cielo di nuvole così ben raffigurate, consultando un archivio di centinaia di scatti fotografici, da aver fornito materiale per la resa accurata dei cieli dei Gran turismo. Una magica estate, così normale e così speciale, capace di risplendere in ogni momento dell’anno.


KUMITSU-GAMI: PATH OF THE GODDESS (Capcom, per Pc, Playstation e Xbox)
Si può cominciare dal prequel Cerimonia della divinità: Il destino della sacerdotessa, affidato a un video sul canale Youtube di Official Capcom Europe e realizzato insieme al National Bunraku Theatre di Osaka, fondato nel 1984 quale centro per la conservazione e lo sviluppo del Ningyo Joruri, noto anche come Bunraku, ossia l’arte di narrare con le marionette e la voce cantilenante del tayu sulle note dello shamisen. Un modo per ribadire quanto siano solidamente affondate nel folclore e nella tradizione nipponici le radici del nuovo progetto di Capcom, Kumitsu-Gami: Path of the Goddess, che unisce tanta sperimentazione all’omaggio verso ciò che rende tipico il Paese del Sol Levante e il suo paesaggio rurale, tra lo splendore effimero dei fiori di ciliegio e l’eleganza dei fusti di bambù. Dietro l’ambientazione di fantasia, c’è una disanima dell’architettura dei principali templi, riprodotti in plastici in scala utilizzati per conferire un maggior realismo alle scene, simili a vividi diorami, in cui si svolge la storia intrisa di richiami a miti e leggende. Al fianco della sacerdotessa Yoshiro, il protagonista Soh combatte a colpi di spada con movenze coreografate, come nella danza Kagura, che nella religione shintoista ha proprio la finalità di purificare e di scacciare gli spiriti. È il compito che la stessa sacerdotessa e Soh devono portare a termine, dopo che la corruzione ha cominciato ad avvolgere le pendici del Monte Kafuko, ammorbando i villaggi. Spetta alla sacerdotessa, attuando più compiutamente il rituale Kagura, riuscire a liberare a una a una le comunità, danzando alla luce diurna davanti a un torii, il portale di accesso a un’area sacra che le ombre hanno trasformato nel varco dove, protette dalla notte, le furie possono uscire al calar delle tenebre per attaccare Yoshiro, difesa da Soh e dai suoi alleati. Questi ultimi altri non sono che gli abitanti dei villaggi sottratti alle forze del male. I contadini indossano, come avviene nella danza Kagura, una maschera hannya, dai significati simbolici che qui diventano specifiche abilità, di cui tener conto per impostare strategicamente gli scontri, con possibilità di effettuare cambiamenti anche a combattimento in corso. All’origine della danza Kagura ci sarebbe uno stratagemma degli dei, guidati da Ame-no-Uzume, la divinità dell’alba, per destare, attraverso il trambusto, la curiosità di Amaterasu, la dea del sole, sollecitandola così a uscire dalla grotta dove si era ritirata, precipitando il mondo nel freddo e nel buio. Una collaborazione con il celebre action-adventure Okami, dalla grafica ispirata allo stile della pittura a inchiostro sumi-e, permette a Soh di sfoggiare eventualmente il costume e le armi di Amaterasu.


BAKERU (Spike Chunsoft, per Switch e Pc)
Il Giappone come non lo avete mai visto, in questo coloratissimo viaggio in 3D che conduce, di livello in livello, in tutte le quarantasette prefetture del Paese del Sol Levante, ciascuna raccontata in modo originale attraverso il folclore, dunque trasfigurata eppure resa riconoscibile, suggerendo di volta in volta luoghi iconici da visitare. Lo studio Good-Feel, dalla lunga collaborazione con Nintendo (Wario Land: The Shake Dimension, Kirby e la stoffa dell’eroe, Yoshi’s Woolly World, Princess Peach: Showtime! per citarne alcuni), ha anche una propria attività di sviluppo indipendente, che nel 2023 aveva portato all’uscita di un’esclusiva per Nintendo Switch, Otogi Katsugeki Mameda no Bakeru: Oracle Saitarou no Sainan!!. Un gioco d’azione pronto adesso - il 3 settembre - a sbarcare in occidente, rinominato semplicemente Bakeru, ma con l’aggiunta di attacchi, di nemici e con un innalzamento, volendo, del grado di difficoltà, che si può comunque mantenere basso per concentrarsi su altri aspetti. Volontà degli autori è infatti rivolgersi a tutta la famiglia, compresi i più piccoli. Nel videogame si incontrano anche personaggi ispirati a due bambini protagonisti di celebri fiabe: il forzuto Kintaro, il coraggioso Momotaro, secondo la leggenda nato da una pesca gigante, e il minuscolo Issun-boshi, venuto al mondo quasi miracolosamente dopo le preghiere rivolte ai Sumiyoshi Sanjin (triade di divinità shintoiste) da un’anziana coppia, ma rimasto alto appena tre centimetri. Risvegliare la curiosità per il ricco retaggio culturale nipponico è uno degli obiettivi di Bakeru, dove il cattivo di turno, l’oracolo Saitaro guida uno strano festival itinerante, grazie al quale sta soggiogando l’intero Giappone. A apporsi ai suoi loschi piani è appunto Bakeru, la cui personalità nasconde accuratamente in sé ulteriori riferimenti alle leggende giapponesi, da scoprire nel corso dell’impresa. Armato di un taiko, un tamburo dalle bacchette speciali, il giovane combatte con mosse da ninja, in un richiamo alla serie di avventure platform Ganbare Goemon di Konami, popolarissime in patria e alla quale ha lavorato come programmatore, prendendo poi le redini del progetto, Etsunobu Ebisu, presidente di Good-Feel e produttore di Bakeru, con la direzione di Tadanori Tsukawaki . La musica rielabora brani e suoni della tradizione, per un ulteriore tocco di autenticità, cui concorre lo stile grafico, memore dei paesaggi delle stampe ukiyo-e. L’idea è che sia solo il primo episodio di una saga destinata a proseguire nel tempo.


KENA: BRIDGE OF SPIRITS (Ember Lab, per Xbox, Playstation e Pc)
Gli Ember Lab dei fratelli Mike e Josh Grier sono a Los Angeles, ma si ispira all’Oriente la loro avventura d’azione Kena: Bridge of Spirits (arrivato adesso su Xbox), che si svolge in un mondo dai molteplici richiami soprattutto al Giappone, ma anche a Bali e più in generale al Sud-Est asiatico. Alle artistiche animazioni, tra i fiori all’occhiello del gioco, ha contribuito lo studio vietnamita Sparx*, mentre la colonna sonora originale scritta da Jason Gallaty, affascinato dalle sonorità del gamelan, l’enselmble tradizionale indonesiano, è stata realizzata in collaborazione con il gruppo Gamelan Sekar Jaya, che si divide tra la California e Bali, dove sono state registrate le musiche, avendo cura di evitare commistioni tra brani religiosi e profani in segno di rispetto. Kena, la giovane protagonista, è uno spirito guida, il cui compito consiste nell’aiutare le anime dei trapassati, rimaste in sospeso al confine tra l’aldiquà e l’aldilà a causa di rapporti irrisolti o di forti traumi: una grave ingiustizia subita, l’incapacità di perdonarsi per un errore compiuto. A Kena spetta individuare il motivo, rimuoverlo, per consentire ai morti di raggiungere il regno ultraterreno che li attende e così non tormentare più i vivi. Per riuscirci, ha a disposizione la magia e il sostegno dei Rot, creaturine incontrate nel suo cammino verso un villaggio abbandonato dal quale accedere alla montagna sacra dove è diretta. Si respira la bellezza rigenerante della natura, specialmente circondati dagli alberi delle foreste, ma proprio in quell’incanto si annidano le minacce di entità rabbiose, intrappolate in una situazione penosa. La pacifica Kena deve trovare il modo di difendersi, chiamando a raccolta il Rot, suscitando occasioni di distrazione, utilizzando velocemente il bastone magico, inventandosi una sorta di scudo. Aiutando gli altri, impara qualcosa di più su sé stessa e forgia alleanze fruttuose: dimostrando empatia, Kena migliora e si ritrova migliore la piccola comunità, mentre le tenebre di un morbo misterioso si diradano. Si impara a fidarsi e a infondere fiducia, perché anche i timidi Rot devono essere conquistati per superarne la diffidenza e permettere loro di rendersi utili, anzi quasi indispensabili in tante circostanze. Kena è doppiata dalla cantante Ayu Larassanti, vissuta tra Bali e gli Stati Uniti, nonché giapponese per parte di madre e componente, come i genitori, del Gamelan Sekar Jaya: ha cercato di rendere certe peculiarità del balinese, dove cambia il tono della voce a seconda che ci si rivolga a un anziano (diventa più sommessa) o a un coetaneo. Inoltre ha fatto tesoro della sua conoscenza delle cerimonie rituali dove i danzatori, indossando maschere, invocano gli spiriti, detti Sesuhunan, chiedendo la loro benedizione.


THAT TIME I GOT REINCARNATED AS A SLIME ISEKAI CHRONICLES (Bandai Namco, per Pc e console)
In origine una serie di light novel, genere tipicamente nipponico di romanzi illustrati dove i disegni si integrano al testo, That Time I Got Reincarnated as a Slime, scritta da Fuse e disegnata da Mitz Vah, era già diventata un manga e un anime, arrivati anche in Italia, quindi è stata trasposta in un film d’animazione e adesso ha ispirato il gioco di ruolo d’azione That Time I Got Reincarnated as a Slime Isekai Chronicles, sviluppato da Zoc, che immerge direttamente nella realtà della Federazione Jura Tempest e nelle vicende, tutte da reinventare, dei popolari personaggi in lotta per la libertà della loro terra, dove tutte le razze convivono in pace. Protagonista è Rimuru Tempest, alias Satoru Mikami, come si chiamava nel nostro mondo, prima di finire ucciso a coltellate da un rapinatore, facendo scudo al giovane collega Tamura. Dopo la morte, si è però risvegliato in un altrove fantasy, con un nuovo nome e sotto forma di uno slime, mostro informe dotato di peculiari abilità, cui ne può aggiungere di ulteriori, imitando quelle delle creature che incontra. La sua evoluzione lo porta a riconquistare anche l’aspetto di un essere umano. Nel gioco si rivivono, per la gioia dei fan, momenti clou della saga, ma grazie alla collaborazione con Fuse si aggiungono anche due avventure originali, ambientate rispettivamente tra i Goblin e gli Angeli. Per progredire, fortificarsi e migliorare si combattono i nemici che popolano i dungeon, dove ogni personaggio del team può far sfoggio di mosse personali, per cui passare dall’uno all’altro può rivelarsi determinante per l’esito degli scontri. Intanto, conversando con gli interlocutori in cui si incappa, si ha l’opportunità di approfondire la storia. Tornati al villaggio, facendo tesoro di quanto ottenuto vincendo i duelli, si costruiscono edifici per rendere più accogliente la comunità, che ingrandendosi influisce a sua volta sulle capacità del drappello dei cinque eroi contro le forze del male. Previsti tre dlc, il primo, A Strange Fate, già disponibile, dove si indossano i panni della timida e coraggiosa Sumire, proveniente dalla Nazione celestiale degli Angeli. Il secondo, The Fairy Queen's Labyrinth, uscirà il 12 settembre; il terzo, Martial Arts Tournament, è atteso il 19 settembre.


SHADOW OF THE NINJA - REBORN (Inin, per Pc e console)
C’è l’arrivo di titoli inediti in occidente e ci sono i ritorni di vecchi cult, come Shadow of the Ninja, pronto dopo oltre trent’anni a risplendere nel remake Shadow of the Ninja - Reborn, realizzato dallo stesso gruppo al lavoro nel lontano 1990. Una riuscita operazione curata da Tengo Project, team di sviluppo all’interno di Natsume Atari. L’obiettivo duplice va nella direzione di catalizzare l’attenzione dei bambini di allora, pronti a rivivere le emozioni di una stagione indimenticabile, e di suscitare l’interesse di chi, per motivi anagrafici, è pronto a scoprire un classico sul quale non aveva potuto mettere le mani. Stiamo parlando dei fasti dell’epoca del Famicom, da noi diventato il Nes, la console per videogiochi a 8-bit prodotta da Nintendo tra il 1983 e il 1995. La grafica dal sapore rétro è stata in Shadow of the Ninja - Reborn aggiornata, potenziati i movimenti dei personaggi e arricchiti di dettagli gli sfondi, in passato semplici campiture nere e ora trasformati in paesaggi mozzafiato, architetture complesse, macchinari ingegnosi che contribuiscono al racconto fantascientifico sottostante le imprese del ninja Hayate e della kunoichi Kaede. Si possono coinvolgere entrambi, giocando in locale con un amico (la modalità cooperativa era uno dei fiori all’occhiello del gioco del 1990), oppure concentrarsi su uno dei due eroi, chiamati nell’anno 2029 a infiltrarsi nella roccaforte del malvagio imperatore Garuda per sventare una volta per tutte i suoi piani di conquista, dopo che il dittatore è riuscito niente meno che a occupare gli Stati Uniti d’America. I due ninja appartengono al clan Iga, dal nome della provincia al centro dell’attività dei più celebrati maestri del ninjutsu. Armati di katana e di kusarigama (adesso anche contemporaneamente, mentre in precedenza occorreva optare per l’una o per l’altra spada), con in più una dotazione di shuriken e di granate (l’arsenale può essere ampliato grazie ai punti guadagnati combattendo i nemici), ecco che comincia la corsa contro il tempo, inframmezzata da formidabili boss di fine livello da sconfiggere in un platform a scorrimento laterale pieno di azione. Oltre al dettagliato rinnovamento estetico, c’è un ulteriore livello completamente inedito, mentre nel solco della tradizione si colloca la colonna sonora firmata da Iku Mizutani, il compositore che ha appositamente rivisto le musiche e aggiunto ulteriori tracce.


WHITE DAY 2: THE FLOWER THAT TELL LIES - COMPLETE EDITION (Pqube, per Pc, Playstation e Xbox)
In Giappone sono le ragazze a offrire doni, di solito cioccolatini, alle loro dolci metà il giorno di San Valentino. I ragazzi ricambiano un mese dopo, il 14 marzo, in occasione del cosiddetto White Day. Un’usanza che da lì si è diffusa anche in Cina, Taiwan, Vietnam e Corea del Sud. Alla consuetudine si ispira la serie horror coreana uscita adesso anche per console Xbox e Playstation nell’edizione completa, comprendente tutti e tre gli episodi e i dlc. Il titolo, sviluppato da Rootnstudio, unisce in sé alcuni dei temi che più caratterizzano il cinema coreano dell’orrore, quello della vendetta che porta persone in carne e ossa o spettri assetati di sangue a perseguitare le loro vittime (o i loro carnefici, a seconda dei punti di vista), quello delle scuole infestate di oscure presenze. Quest’ultimo filone, inaugurato clamorosamente nel1998 dal film Whispering Corridors (poi diventato una serie), è stato all’origine della fortuna di questo genere anche all’estero, espressione nemmeno troppo velata di una critica a un sistema educativo ritenuto troppo esigente ed oppressivo. In White Day 2, sequel di White Day: A Labyrinth Named School, quattro individui si ritrovano all’interno del loro istituto superiore per capire quali siano i misteri che vi si annidano, emersi alla luce nel titolo originale. Il primo episodio di White Day 2 vede una ragazza che, per smentire una volta per tutte le voci che la vorrebbero colpevole della morte di un compagno di scuola, si reca con il giovane di cui è innamorata lungo i corridoi e nelle aule deserte, incappando in un segreto ancora più oscuro di quanto inizialmente ipotizzato. In contemporanea, come rivela il secondo episodio, comincia a indagare anche una ex insegnante, il cui padre era scomparso nel cortile della scuola. A tirare le fila di fosche leggende, spaventose presenze e oscuri rituali è però una studentessa neoarrivata, che nel terzo episodio prende su di sé l’impegno di placare chi non si dà pace. Per tutti i personaggi non sarà comunque soltanto una questione di arcani enigmi da risolvere, bensì di lottare per sopravvivere ai pericoli concreti radicati in un edificio tanto familiare di giorno, quanto inquietante e pericoloso di notte.


MIKA AND THE WITCH’S MOUNTAIN (Chibig, per Pc e Switch)
Arriva dalla Spagna, ma guarda al Giappone l’avventura Mika and the Witch’s Mountain realizzata a Valencia da Chibig e Nukefist. Gli stessi autori hanno spiegato come da sempre i film dello Studio Ghibli siano per loro una fonte imprescindibile di ispirazione, con una predilezione speciale per il film Kiki - Consegne a domicilio di Hayao Miyazaki. A questo si aggiunga che i primi schizzi hanno subito richiamato l’estetica di The Legend of Zelda: Wind Waker, mentre la giovanissima protagonista di questo racconto di formazione racchiude in sé l’essenza del kawaii, tanto appare dolce e simpatica, dotata di altruismo e buona volontà. C’è poi il tema, intrinseco alla cultura nipponica, del rapporto con gli elementi della natura, in particolare con il vento che soffia da terra e dal mare, sull’isola incantata del Monte Gaun. E del resto non potrebbe essere altrimenti, visto che Mika, aspirante streghetta, si muove a cavallo di una scopa, dovendo confrontarsi con le correnti durante il volo, tra il rischio di cadere e un’inebriante sensazione di libertà. Chibig, già sviluppatori di titoli come Deiland, Summer in Mara, Koa and the Five Pirates of Mara, portano ancora un volta corroborante aria fresca, lasciando al giocatore la possibilità di esplorare scenari da sogno, in tutta tranquillità, quando vuole prendersi una pausa dalle imprese di Mika, decisa a raggiungere la potente strega Olagari. Per farlo deve però salire in alto sulla montagna e il suo mezzo di trasporto non glielo consente. Gli occorre una scopa più efficiente e dunque è costretta a trovarsi un lavoro per disporre delle risorse necessarie. Viene così assunta per consegnare pacchi a domicilio, attività che le consente di girare per l’isola e conoscere tanti personaggi. Incontri che si rivelano provvidenziali per una ragazzina curiosa e ottimista, alla scoperta della vita.


SHIKON-X ASTRO DEFENSE FORTRESS (Treasure Boy, per Pc e Switch)
Un’abilissima pilota di navicelle spaziali che, mentre trasporta un prezioso carico, viene colpita dai Rolars, nemici giurati dell’umanità, che si è unita sotto l’egida della Federazione. È però davvero così? Chi sono i Rolars e vogliono effettivamente distruggerci? C’è anche un elemento narrativo in Shikon-X Astro Defense Fortress di Kindermann Corp., avventura sui generis dove si procede risolvendo enigmi, grazie all’interazione con gli oggetti nei vari ambienti (occorre però farlo al momento giusto, altrimenti non funziona), ma soprattutto cimentandosi con i tre mini giochi di ispirazione arcade inseriti nella trama. Shooter e flipper dal gusto rétro ai quali si può tornare in qualsiasi momento, in quello che è anche un omaggio ai videogame d’antan e soprattutto agli anime degli anni Ottanta e Novanta, ai quali si ispirano i personaggi. Alternando disegni a mano e pixel art, tra riferimenti alla fantascienza cinematografica e videoludica presentati con un tocco di humour, la nostra eroina deve destreggiarsi lestamente per raccogliere e proteggere le capsule di energia - potenzialmente infinita a patto di rispettare le condizioni di stoccaggio - che le sono state affidate, difendendole dai Rolars e dagli asteroidi con i quali rischia di entrare in collisione. I dialoghi, spiritosi, forniscono tante utili informazioni, rischiarando dubbi e perplessità della protagonista, esponente del troppo numeroso gruppo dei bambini orfani di guerra, cresciuti dalla Federazione sviluppando i loro talenti.


PRINCESS MAKER 2 REGENERATION (Bliss Brain, per Pc, Playstation e Switch)
Principessine crescono, ma hanno otto anni di tempo per perfezionare il loro progetto di vita, provando a modellare uno dei futuri possibili in questo remake per Playstation, uscito nel trentennale di Princess Maker 2 sviluppato da Takami Akai, dopo le edizioni per Pc e Nintendo Switch. L’autore giapponese si è occupato anche di questa profonda riattualizzazione, che ha riguardato un po’ tutti gli aspetti, a cominciare dalla grafica adesso in alta definizione, oltre all’aggiunta di contenuti inediti. La bambina viene affidata a un eroe di guerra da una divinità, la cui identità varia a seconda della data di nascita della piccola, a sua volta destinata a ereditare certe qualità sulla base del giorno in cui è venuta al mondo. Al padre putativo spetta prendere decisioni, tipo quanto denaro metterle a disposizione o quali attività suggerire per il tempo libero per renderla felice, tenendo conto che il budget del genitore è comunque limitato e, per soddisfare ogni richiesta della ragazza, potrebbe finire con il perdere il benessere economico, fino a discendere nella spirale della povertà. A cadenza mensile si effettuano verifiche sulla tabella di marcia. I fattori che influiscono sul domani della principessa e le rispettive combinazioni sono talmente tanti da condurre a una settantina di finali, a vantaggio della rigiocabilità.

 

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI