LETTERA AL PREFETTO
San Secondo La carenza di medici nelle sedi di emergenza sanitaria territoriale e di continuità assistenziale sta diventando un grosso problema nella Bassa.
Per questo i sindaci Giulia Zucchi di San Secondo, Nicola Bernardi di Sissa Trecasali, Alessandro Gattara di Roccabianca, Luigi Spinazzi di Fontanellato e Matteo Concari di Soragna hanno scritto al prefetto Antonio Garufi e al commissario straordinario dell’Ausl Anna Maria Petrini chiedendo una pronta risoluzione del problema.
Hanno evidenziato che durante le recenti festività, diverse sedi del loro territorio sono rimaste scoperte perché non è stato possibile reperire il personale medico per garantire l’importante servizio che riguarda appunto l’emergenza sanitaria territoriale e la continuità assistenziale. «A San Secondo – hanno spiegato – il problema riguarda principalmente l’automedica, mezzo di soccorso avanzato con a bordo un medico formato per intervenire in situazioni di emergenza, che copre un vasto territorio ad est della via Emilia, di circa 45mila mq con oltre 40mila abitanti. L’automedica di San Secondo, Sissa Trecasali e Roccabianca esiste da 21 anni ed è attiva durante le ore notturne e nel fine settimana, effettuando oltre 600 servizi l’anno. Durante le feste – hanno fatto sapere – è rimasta scoperta in diverse occasioni (24 e 25 dicembre, a capodanno e il 5 gennaio) funzionando a singhiozzo. Attualmente i turni dell’automedica vengono gestiti dall’Ausl, da febbraio questo servizio dovrebbe passare il gestione al comitato locale di Croce rossa che si è già attivato per provvedere alla copertura lamentando però una forte difficoltà nel reperimento dei medici».
I cinque sindaci si sono detti preoccupati per questa situazione evidenziando che l’automedica rappresenta «un servizio fondamentale per il nostro territorio» ricordando che quando manca «entrano in funzione quelle di Parma, Fidenza e Colorno che però spesso sono impegnate in servizi sui loro territori; inoltre i tempi di percorrenza verso alcuni comitati del distretto sono molto lunghi, specie in caso di nebbia e questo allunga inevitabilmente i tempi del soccorso. Hanno quindi osservato che «Fontanellato rappresenta invece la sede di riferimento per la continuità assistenziale che è rimasta scoperta il giorno della vigilia. Anche la Croce rossa locale denuncia una crescente difficoltà nella copertura del servizio e tutto questo va a discapito dei cittadini che sono poi costretti a rivolgersi ai pronto soccorso già intasati per l’emergenza Covid. Sicuramente – hanno concluso – la pandemia ha messo a dura prova l’equilibrio di questo sistema, tuttavia il disservizio che si è verificato in questi giorni è un preoccupante campanello d’allarme che non va sottovalutato. Riteniamo che la medicina del territorio vada supportata investendo maggiormente in risorse umane e non solo in strutture. Pertanto continueremo a lavorare in sinergia con Ausl per mantenere questo fondamentale servizio per le nostre comunità».
Interpellato ha risposto Andrea Deolmi, direttore del Distretto di Fidenza dell'Ausl: «Abbiamo purtroppo avuto in questo periodo una carenza di disponibilità di professionisti, accentuata dai giorni di festività e dagli impegni di molti di loro dovuti alla emergenza della pandemia. Per gli utenti non c'è stato nessun disservizio, perchè l'assistenza è stata loro comunque garantita. È in corso costante la ricerca di soluzioni più strutturate per i problemi segnalati».
Paolo Panni
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