Circoli
Non è al centro di un popoloso quartiere, ma in aperta campagna, poco oltre la tangenziale sud, a Marore. Tutto è molto grande: uno spazio esterno che nessun altro circolo può vantare, ampio parcheggio, un edificio ad un solo piano con 600 metri quadrati coperti, e un’area dedicata ad impianti sportivi, che si perde a vista d’occhio. E’ questo il Circolo Rapid: anziano, solido, ma anche fragile nello stesso tempo. Anziano perché fra due anni arriva a compiere il suo primo secolo di vita; solido perché ha una grande sede in proprietà e può contare su una base di 800 soci, nonostante l’inevitabile ridimensionamento dovuto alla pandemia, che ha sconvolto la vita quotidiana e gli assetti consolidati del circolo; fragile perché il Rapid sta vivendo un momento in cui è sottile il confine fra ripiegamento e rilancio. Ed è sul rilancio che punta decisamente Letizia Piferi, romana di origine, innamorata della parmigianità, da un anno è alla guida del sodalizio, retto per la prima volta da una donna in 98 anni di storia.
«Mi è stato affidato l’incarico in un momento particolarmente difficile e delicato – fa notare Letizia Piferi – le dimensioni e la storia del Rapid mi fanno sentire il peso della responsabilità, ma l’entusiasmo è tanto, e spero di poter celebrare il centenario nel 2024 con un circolo capace di intraprendere nuove iniziative e di proiettarsi verso il futuro, perché di questo abbiamo bisogno, anche se se sono ben consapevole che sarà un cammino tutt’altro che facile».
Rispetto delle regole e attenzione quasi maniacale alla sicurezza sono la cosa che più impressiona chi entra nel circolo di Marore: passando dal bar tirato a lucido dal gestore Gaetano Schiavo (a lui, cuoco di lungo corso, è affidata la ristorazione in convenzione), si entra nella sala giochi e si vede ciò che altrove non si trova: signore che giocano a burraco sui tavoli equipaggiati con separé personalizzati in plexiglass: quattro spicchi con lo sportellino per il passaggio delle carte, rischio di contatto praticamente zero. Simile anche l’operazione messa in atto nel salone della partecipatissima tombola: qui i separatori dividono il tavolo in due, ogni coppia ha uno spazio a sé, e le mascherine fanno il resto.
«In tempi in cui abbiamo difficoltà a pagare il mutuo della sede e le bollette della luce che sono letteralmente moltiplicate – afferma Letizia Piferi – abbiamo investito tanti soldi per la sicurezza, che per noi viene prima di tutto, tanto che abbiamo chiuso i battenti il giorno dopo che è stata annunciata la presenza del Covid in Italia. Tanti mesi di chiusura ci sono costati carissimi, e anche sul Capodanno 2022 sono fioccate le disdette delle prenotazioni. Almeno qui non c’è stato nessun focolaio, ma riprendere è dura: i soci invecchiano, la gente ha paura, molti stanno alla finestra per vedere cosa succede. Il nostro spazio così grande potrebbe essere molto più utilizzato: contiamo sul periodo estivo per un forte rilancio all’insegna di una innovazione che di fatto è già cominciata e che è imposta dai tempi. Senza cambiamento non c’è futuro».
Comunque al Rapid il futuro, sia pure con fatica, è già cominciato: c’è il Bridge Rapid Parma, c’è il gruppo degli scacchi che organizza gare, si gioca a burraco e a tombola, c’è la sede della compagnia dialettale “Teatro dei Guitti” di Roberto Veneri, a sottolineare l’immancabile legame con la parmigianità, che ne è un tratto distintivo fin dalle origini. E si mangia bene, a prezzi da circolo, con la cucina di Gaetano, alla quale chiunque può accedere senza limitazioni. Quel che serve rilanciare oggi, sono lo spettacolo – a cominciare dalla musica – e lo sport, nonostante le grandi potenzialità impiantistiche. Al Rapid fa riferimento una squadra di mountain bike, ma gli impianti del calcio (due campi regolamentari con gli spogliatoi annessi) sono affidati in gestione alla società Arsenal, che presto realizzerà anche un impianto da Padel sulla stessa area.
C’è poi sempre il problema del ricambio generazionale: «Non è un circolo per giovani - conferma la presidente – ma la scuola di scacchi per i bambini funziona bene, e contiamo di invogliare i ragazzi a venire anche alla scuola di bridge. L’idea è che il circolo diventi la casa di chi ha voglia di stare insieme: giovedì proponiamo menù per burraco, sabato l’apericena e il nostro forno sforna sempre ottime pizze. In estate pensiamo di riprendere le serate musicali, la scuola di boogie woogie e danza acrobatica e i tornei di bridge “Sotto le Stelle”. Contiamo anche di usare lo spazio esterno per rappresentazioni teatrale e ballo. Per farlo serve che i soci ci diano una mano. L’apporto dei volontari è indispensabile ed è quello che oggi ci manca. Siamo in tanti – è l’appello di Letizia Piferi - lavoriamo tutti insieme per festeggiare un grande centenario!».
Antonio Bertoncini
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