La vedova dell'artista
Panama bianco, Mercedes decapottabile e la bella Anna al fianco. Ricordiamola così, sorridente e spensierata, con i capelli raccolti, mentre viaggiava con l'inseparabile Mino.
Anna Zanichelli è morta domenica all'età di 97 anni. Sposata con l'artista e architetto Guglielmo Lusignoli, ne era anche la sua musa ispiratrice e la sua forza. Nata a Parma, il 22 novembre del 1924, era quinta di cinque sorelle e un fratello, cresciuta in via Trieste, quartiere San Leonardo, dove poi, dopo lungo andare, è tornata.
Coraggiosa nel nome della giustizia, Anna è riuscita a vincere tante battaglie, come quella per il monumento al Partigiano, realizzato da Mino e dall'amico Marino Mazzacurati, poi trasformato durante la ristrutturazione di piazza della Pace. Una donna all'avanguardia, emancipata e con un grande dono, quello dell'accoglienza: famosi gli ospiti che riceveva a casa, in particolare nel periodo in cui ha vissuto nella villa di via Torelli. Personaggi come Ponti, De Carlo, Nervi, Paloma Picasso, Bo, Gaibazzi, Dall'Acqua, Barocelli, Ferdinando Santi, ma anche tantissimi giovani dell'allora istituto d'arte Toschi, dove Lusignoli insegnava, e persone dalla fama minore ma con una storia importante. Che magari aveva bisogno di aiuto. E Anna non sapeva dire di no. Una donna brillante, elegante e colta, con uno spirito solidale radicato nei borghi della città.
Orgogliosamente parmigiana, anche se spesso Parma, soprattutto chi l'ha amministrata, le metteva rabbia. Ma pure furibonda, Anna non perdeva il suo fascino. Poteva trovarsi al Torrione, mentre Mino dipingeva, o in collina a Fragno di Calestano, la sua vocazione rimaneva la stessa: internazionale, rara per le donne dei suoi tempi. Con Mino Lusignoli, Anna ha viaggiato e «vissuto» in diverse parti del mondo, da New York ad Atene, da Bucarest alla Spagna e alla Germania, da Mosca alla Cina e alla Birmania. Sempre pronta alla partenza e all'inaugurazione di una nuova mostra. Una compagna di mille avventure, Anna Lusignoli, intraprendente, passionale, mai ferma.
Tant'è che se gli occhi si chiudono il suo ricordo si svela in quelle pennellate di rosso che Mino creò sulla tela di piazza Tienanmen: sempre attuali. E anche quando l'artista fu costretto su una sedia a rotelle da un ictus, Anna non si è mai persa d'animo: è andata avanti con una dedizione unica, inarrestabile e la pazienza di una grande donna. Certamente, una vita ricca di emozioni e di avvenimenti, al fianco del suo Mino. Che ora l'ha richiamata a sé, nello stesso giorno, il 27 marzo, in cui per Lusignoli c'era stato l'ultimo saluto nel 2003. E domani alle 11 nella stessa chiesa del Cristo Risorto in via Venezia, Anna partirà per il suo ultimo viaggio.
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