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Intervista

Natalino Balasso a Salso: «La comicità è nei paradossi»

Natalino Balasso a Salso: «La comicità è nei paradossi»

di Isabella Spagnoli

06 Aprile 2022, 03:01

Cercare le parole? Quando mai… Saranno loro, piuttosto, a cercare lo spettatore. È la promessa di Natalino Balasso che, venerdì alle 21, andrà in scena al Teatro Nuovo di Salsomaggiore con «Dizionario Balasso» (corollario al precedente monologo «Velodimaya» incentrato sulla comprensione del mondo) spettacolo comico capace di coinvolgere il pubblico a tutto tondo.

«Un grande libro al centro del palco, mostrerà duecentocinquanta lemmi, scritti a mano da me, incolonnati come in un dizionario. Io ne sceglierò alcuni, anche a seconda del clima che si creerà in teatro, ed esprimerò il mio pensiero su quella determinata parola. Ecco, direi che il mio è un monologo “aperto” sulle parole», spiega Balasso, attore, comico e scrittore.

«Ciò che governa questo spettacolo è il termine definizione che sarà disinnescato e raccontato poiché la definizione è ciò che ci fa vedere il mondo in maniera distorta, facendoci credere che la verità è una sentenza definitiva. Le parole non hanno un valore di per sé, sono solo un mezzo per comunicare. Noi ci abituiamo spesso al loro suono e diamo per scontato significati spesso attribuiti da altri. A seconda di quanto ci fidiamo di questi “altri” per noi hanno un senso o meno. Al di là di parole usate a sproposito, in molte circostanze, queste ultime sono come un’etichetta per fare rientrare in una sorta di contenitore il nostro pensiero. Ciò è pericolosissimo poiché impedisce lo sviluppo del ragionamento e della fantasia che sempre meno usiamo nel nostro esprimerci».

Le parole, nel dizionario Balasso, sono in rigoroso disordine alfabetico. «Proprio come nella vita che non si presenta mai in ordine, poiché quest’ultimo è arbitrario - sottolinea l’autore -. Siamo noi che diamo un ordine alle cose ma alle cose un ordine non interessa». Balasso in ogni rappresentazione sceglierà sempre nuovi termini capaci di dare origine a veri e propri monologhi capaci di strappare riflessioni e risate. «Darò ai vocaboli scelti anche significati paradossali, facendo riferimento alla visione capovolta della realtà che ci permette di capire cose che la visione normale non permette di vedere. Quello che non voglio assolutamente fare è trovare un senso universale, perché la comicità è proprio ricerca del controsenso, del paradosso. Amo citare Freud che diceva: “Dal punto di vista del sogno la realtà è assurda”. Spero di essermi spiegato. La forza della comicità è questa: costruire un mondo assurdo per dimostrare l’assurdità del mondo che conosciamo». A Parma è già venuto? «Si, spesso, anche per assistere a spettacoli teatrali. Io abito in Emilia, questa è la mia terra. Amo esibirmi qui».

Isabella Spagnoli

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