IL CASO
«No, la Cosap per le nostre iniziative del passato non ho nessuna intenzione di pagarla. E mi sento presa in giro dalla delibera della Giunta che, giustamente, esonera i commercianti dei consorzi dal pagamento Provoca già polemiche la delibera con cui il Comune ha esentato dal pagamento della Cosap i commercianti che aderiscono ai consorzi che portano avanti i cosiddetti «progetti di via» nelle strade del centro storico. E a polemizzare, carte alla mano, è la presidente del «Consorzio Zetatielle», che raggruppa una cinquantina di esercenti divisi fra via XX Marzo, via Bruno Longhi, borgo San Biagio e piazzale della Macina. Questo è stato, a fine 2020, il primo «raggruppamento spontaneo» di commercianti nato potendo contare sul sostegno del Comune e che, oggi, paradossalmente, viene penalizzato proprio dalle scelte del Comune.
«Noi, beffati dal Comune»
A parlare è Felicita Coscioni, presidente e fondatrice del Consorzio Zetatielle il cui marito è titolare di una storica sartoria in via XX Marzo: «Guardi, la cosa che più mi infastidisce è che noi siamo stati i pionieri della collaborazione fra Comune e commercianti e abbiamo lavorato per mesi con l'assessore Casa per arrivare a trovare la soluzione dei bandi per i consorzi a cui il Comune dava sostegno. Siamo partiti - prosegue la presidente - con le nostre forze, anticipando i contributi che poi avremmo ricevuto dall'ente locale. E c'è stata anche soddisfazione perché abbiamo realizzato progetti di abbellimento con fioriere di cui curiamo anche la manutenzione delle piante a nostre spese e l'illuminazione natalizia». Tutto bene, fino a quando da Parma gestione entrate, incredibilmente, è arrivata la richiesta di pagamento della Cosap per «l'occupazione di suolo pubblico che abbiamo fatto con le fioriere posate in accordo con il Comune che quindi dci ha dato un contributo con la mano destra e ci toglie soldi con l'altra».
«Tributo vessatorio»
Felicita Coscioni, quando ha saputo che la Giunta aveva deciso l'esenzione Cosap per le future iniziative, era convinta che questo avrebbe potuto valere anche per il passato. «Invece, ho ricevuto una mail dall'attuale assessore al Commercio Chiara Vernizzi, dopo innumerevoli scambi di telefonate e di messaggi con i dirigenti comunali in cui mi diceva che, essendo già state emesse le cartelle di accertamento da parte di Parma gestione entrate, non si può fare nulla per esentarci dal pagamento di quei 1800 euro di Cosap». Una somma consistente, ma che la presidente ritiene non sia dovuta proprio in base a quanto previsto dall'accordo stipulato a suo tempo dal Comune. Fra l'altro, a testimonianza di come la macchina burocratica a volte possa essere incomprensibile per i cittadini, «il paradosso è che, con le esenzioni per il Covid concesse alle singole attività commerciali, se noi avessimo esposto o posizionato sul suolo pubblico qualunque cosa come singoli esercenti non avremmo dovuto pagare nulla. Invece, visto che l'abbiamo fatto come consorzio, il Comune ci richiede questa somma. La ritengo davvero una cosa inaccettabile per chiunque».
Mail al sindaco Guerra
La presidente del comitato, si è anche rivolta direttamente, in ultima istanza, al sindaco Michele Guerra con una mail in cui ripercorre tutta la vicenda: «Io ho ricordato al sindaco che gli elementi di arredo per i quali ci viene richiesta la Cosap non hanno scopo di lucro e sono un abbellimento dei borghi di cui non beneficiano direttamente i commercianti e che sono stati realizzati contribuendo per oltre il 20% della somma totale con esborso diretto dei commercianti. Per questo gli chiedo di intervenire per trovare una soluzione, anche perché 500 euro li abbiamo comunque pagati, ma per gli altri 1580 non si trova chi è disponibile a pagare per quella che viene vista come una richiesta che penalizza chi ha voluto rendere il centro città più attrattivo in accordo proprio con l'ente». La situazione, dunque, appare in stallo: «Io ritengo ci siano i margini per trovare una soluzione, ma a questo punto - conclude Felicita Coscioni - sto anche cercando un legale che sia disposto a patrocinarci gratuitamente per far valere ragioni che mi appaiono solamente di buon senso e che avrebbero dovuto già essere accolte».
G.L.Z.
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