LANGHIRANO
Lo spettacolo clou del Festival del Prosciutto di Langhirano è il concerto di Francesco Renga di domenica alle 21.30, in piazzale Celso Melli. Per l’artista bresciano è una delle ultime tappe del tour estivo, per cui può fare un bilancio di questo ritorno ai concerti dopo due anni. Ed è un bilancio positivo, come ammette con calore e gioia: «Sono entusiasta, è stata un’estate meravigliosa e non mi sono mai reso conto di quanto mi mancasse tutto questo. Andare nei luoghi dei concerti, trovare la mia gente entusiasta mi ha ricaricato e rigenerato. Non mi ero davvero accorto di quanto questi due anni avessero pesato così tanto su di me, sul mio umore. È stata una vera rinascita».
Quali sono le novità di questo tour?
«Prima di partire ho rimesso in discussione tutto e sono tornato “alla vecchia maniera”. Ho tolto le cuffie in-ear dalle orecchie, ho rivoluto il palco con i monitor e gli amplificatori, ho tolto tutte le sequenze, ho fatto in modo che fosse il concerto più vero, sincero e reale e meno artificioso che si potesse. Sono tornato a un concerto degli anni ‘70. Questo mi ha dato la possibilità di tornare a interagire col pubblico, prima di tutto. Con quelle cuffiette nelle orecchie avevo un po’ perso questo dialogo durante il concerto. Ora invece si creano invece dei siparietti bellissimi, c’è uno scambio di energia, di umori, di sensazioni, di emozioni che mi è mancato tantissimo».
Una specie di ritorno al futuro, andare avanti guardando indietro?
«Sì, anche se all’inizio avevo quasi paura perché anche la mia vocalità si era come ingolfata. Aver tolto tutti quegli artifizi che ci sono di solito in un concerto, tutte le basi, le sequenze che ti ingabbiavano in una struttura ha portato a un concerto vivido, vero e sincero che mi sta ricaricando. E mi sto divertendo molto di più. E questo fa di ogni concerto una storia a sé».
L’ultimo album è del 2019; questo tour sarà quindi l’occasione per una sorta di «greatest hits» dal vivo?
«Dopo trent’anni di dischi diventa difficile fare la scaletta perché cerchi di mettere le canzoni che il pubblico si aspetta, giustamente. Poi c’è qualche canzone che avevo smesso di fare proprio per i problemi di cui dicevo. Ora, nonostante la scaletta sia la stessa, ogni concerto è nuovo e sto facendo dei concerti pazzeschi».
Venticinque anni di carriera solista e 8 album; molte persone ti hanno però conosciuto ai tempi dei Timoria. Che rapporto hai con quel periodo?
«Mai come in questi giorni sto pensando a quel periodo, perché in realtà sono tornato a quella roba lì. I Timoria erano cinque musicisti su un palcoscenico che suonavano e si divertivano. Non c’erano sequenze, non c’erano batterie elettroniche, era proprio la musica come si faceva e come si deve fare ancora adesso. Per me è come una giovinezza ritrovata».
E riguardo le canzoni dei Timoria?
«Io non le ho mai più fatte, perché era una storia a sé ed è giusto che rimanga così. Però questa energia che mi attraversa durante i live mi ci sta facendo pensare tantissimo. Sarebbe un bel regalo per me e anche per il pubblico dei Timoria».
Qual è, invece, il rapporto con la generazione più giovane, intesa sia come pubblico come colleghi?
«C’è una scena incredibile e non ci fossero i miei figli a tenermi aggiornato non riuscirei a seguire cosa succede. Sto rivivendo i momenti di quando mio padre metteva in macchina le cassette di Mario Del Monaco e io volevo sentire Renato Zero; ora metto su o canto delle cose e i ventenni che, giustamente, ascoltano altro. In questo momento, però voglio concentrarmi sul mio pubblico, che trasversale perché facendo questo lavoro da molto tempo ho la fortuna di avere davanti a me almeno tre generazioni. Ho cominciato a 16 anni, ho fatto il primo Sanremo a 21 e ora, quando sono sul palco posso dire di aver fatto un buon lavoro, io insieme al pubblico che è il vero artefice di tutto».
Gli spettacoli del Festival del Prosciutto di Parma sono promossi dal Comune di Langhirano con il contributo organizzativo di Caos Organizzazione Spettacoli. I biglietti per i concerti sono in vendita tramite il circuito ticketone.it e presso Arci di Parma in via Testi 4. Per informazioni: 0521-706214 – info@arciparma.it.
Pierangelo Pettenati
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