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LA PROTESTA

I residenti: «No al chiosco nel parco Egaddi»

I residenti: «No al chiosco nel parco Egaddi»

di Simone Del Latte

15 Ottobre 2022, 03:01

Sulla carta è un «chiosco», ma in realtà sarà molto di più. Sorgerà a breve all’ex parco Egaddi (rinominato proprio ieri «Luciano Berio» di fronte allo stupore di tutti) una nuova struttura di 100 metri quadrati, espandibile, adibita a bar ma che ospiterebbe anche corsi per dj, eventi musicali, incontri di cineforum ed altre attività.

Servizi ritenuti superflui o addirittura nocivi alla serenità del quartiere come ha ripetuto più volte il Comitato per la difesa del parco Egaddi, riunitosi ieri sera per un altro sit-in di protesta e di sensibilizzazione. «Noi siamo un quartiere tranquillo e il nostro parco è un ambiente pulito e sicuro, usato da famiglie, associazioni e società sportive – fa sapere una delle manifestanti –. Questo progetto di riqualificazione prevede una serie di servizi che, in una zona non recintata e con pochissimi parcheggi, rischiano di impattare negativamente sulla qualità di vita dei suoi abitanti».

I manifestanti (una cinquantina) pensano soprattutto alla vendita di alcolici e alla frequentazione serale del bar e del parco. «Fosse stato un servizio alla comunità locale lo avremmo capito – aggiunge un’altra rappresentante del comitato –. Il problema è che l’anno scorso l’amministrazione comunale ha agito senza interpellarci e senza informarci e noi siamo venuti a conoscenza del progetto solamente a bando chiuso». Non un «se» ma un «quando» insomma. Che il chiosco verrà edificato sembra essere una certezza. Il gestore del «Tato Bar» di via Picasso ha infatti vinto il bando comunale per la realizzazione del locale. Una struttura sulla carta «mobile», ma che per forza di cose dovrà conoscere degli interventi di allaccio delle utenze. «Altri lavori di impatto ambientale – commenta un’altra residente –. Siamo preoccupati del decoro di un quartiere che, oltre a una scuola materna e un asilo nido, ospita la Casa della Salute e, in futuro, un nuovo ospedale di comunità con venti posti letto».

Gli abitanti dell’area chiedono la chiusura del bar alle otto di sera, sia d’estate che d’inverno, e soprattutto il divieto di vendere alcolici per prevenire eventuali disagi. «Rimane la contraddizione di fondo perché il barista deve far cassa, avendo un interesse nel mantenere alto il numero di clienti – conclude una delle leader del comitato –. Il nostro interesse è diametralmente opposto, ma vedremo gli sviluppi del caso». Il 4 novembre il comitato verrà ricevuto in Comune dagli assessori alla Rigenerazione urbana Chiara Vernizzi e al Patrimonio Marco Bosi. Intanto è stata depositata una petizione che ha già raccolto più di 550 firme.

Simone Del Latte

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