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I funerali di Palmia

Il canto struggente di Chiara per salutare il papà Marcello

Il canto struggente di Chiara per salutare il papà Marcello

di Antonio Bertoncini

18 Ottobre 2022, 03:01

«Perché? Perché lui? Stava andando a lavorare. Poteva andare in pensione, ma ha preferito continuare. Fra un anno e mezzo, mi diceva, ce ne andremo alle Canarie per due mesi. Invece è finita, non faremo più nulla»: sono le parole di Patrizia, moglie di Marcello Palmia, che ha perso la vita l'8 ottobre in un incidente stradale alle 5 di mattina mentre andava al lavoro nella sua macelleria equina di via Maestri.

Lacrime e disperazione davanti al tempio della cremazione di Valera, in attesa dell’arrivo del feretro, una semplice bara in legno chiaro con un cuscino di rose rosse, attorno alla quale si sono stretti i familiari: la moglie Patrizia, la figlia Chiara, il fratello Emilio e oltre un centinaio fra congiunti, amici, persone che hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo. Volti scuri, poca voglia di parlare, incredulità mista a disperazione. Patrizia e Chiara hanno abbracciato tutti, per tutti hanno trovato una parola, fino a quando la commozione non le ha obbligate a vivere per qualche minuto in privato il loro dolore nella casa del commiato. Sotto il porticato, in tanti hanno lasciato un loro pensiero o una semplice firma sul libro del ricordo, e qualcuno ha voluto persino portare un mazzolino di fiori a quell’uomo gentile, di cui tanti parmigiani hanno apprezzato le garbate battute e il sorriso nella macelleria di borgo del Gesso, una delle più antiche di Parma.

Con il microfono davanti al feretro, congiunti, amici vecchi e nuovi ed ex colleghi di lavoro hanno voluto portare la loro testimonianza. «Un destino atroce ce lo ha portato via - ha affermato il fratello Emilio -, si faceva voler bene da tutti». Pieno di emozione il saluto del socio Gianni Simonetti, che ha lavorato accanto a lui dal 2011: «Eravamo amici di vecchia data - ha ricordato -: le nostre figlie sono nate praticamente insieme. Ha voluto che condividessi con lui la gestione della macelleria. Lo aspettavo all’alba di quel maledetto sabato, quando ho visto che non arrivava, ho avuto subito il dubbio che gli fosse successo qualcosa. Non posso rassegnarmi all’idea che Marcello non ci sarà più. Sarà dura, ma il cavallo pesto continueremo a farlo, nella certezza che lui avrebbe voluto così».

Ed è corso ad abbracciare Patrizia e poi Chiara, la figlia, che dopo tante lacrime ha trovato la forza di prendere in mano il microfono e ricordare il padre a modo suo: «Canterò “Cyrano” di Francesco Guccini - ha esordito -: lo voglio dedicare al mio papà, perché è un personaggio anticonformista e controcorrente, che ci racconta una società e un mondo che sembrano andare di corsa verso la rovina. Ma c’è ancora chi ha valori, bontà, gentilezza e cuore, chi Dio se lo porta dentro». Ha dato voce a Cyrano («Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna»). E alla fine commozione e applausi per il ricordo di Chiara, quasi a voler incoraggiare una ragazza di 23 anni, che da domani avrà una vita meno facile.

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