Vandali
Hanno fatto a gara per colpire con dei pesi le finestre di una casa. E dopo aver rotto un vetro sono scappati: «Fortunatamente in quella stanza non c'era nessuno, perché se uno di quei pesi cilindrici arrivava in testa o in un occhio a un bambino o a un anziano, le conseguenze potevano essere molto gravi».
Sabato, ora di pranzo, tra le 12,30 e le 13: «Mio figlio stava studiando nella sua camera - racconta la proprietaria dell'appartamento -, quando a un certo punto ha sentito un rumore fortissimo e si è spaventato. Poi, un altro colpo, contro la finestra della mia camera. A quel punto si è affacciato per vedere cosa era successo e ha visto due ragazzini scappare nel parco Eridania».
Un violento atto vandalico che poteva davvero ferire una persona. I proprietari hanno sporto denuncia ai carabinieri ma la preoccupazione è ancora tanta per quello che è successo.
«Meno male che la finestra della camera di mio figlio è protetta da un'asse di legno, per cui il peso non è riuscito a colpire il vetro e magari a entrare nella stanza - continua la signora -. Nella mia stanza invece il vetro della finestra è andato in frantumi: al centro c'è un foro che sembra quasi spaccato da un proiettile».
I vandali hanno utilizzato dei pesi cilindrici in piombo o ferro: uno più piccolo e grigio con la scritta G1 e l'altro più grande con la scritta A12, proprio quello che è stato usato per rompere la finestra della camera patronale. Vandali che secondo le testimonianze sono davvero di età molto giovane.
«A un primo sguardo - sottolinea la proprietaria di casa -, sembrano pesi rubati in un laboratorio o in un museo, non sono oggetti che si possono trovare in giro o che si possono comprare in qualche negozio. Sono pesi che, ipotizzo, possono essere stati sottratti, ma ancora non lo possiamo confermare».
Certo è che vista la potenza di quei «missili», lanciati dal parco verso le abitazioni, il rischio che qualcuno si potesse ferire è stato davvero alto: «Sì, la paura è stata tanta - confessa la signora -. Si dice sempre di stare attenti quando si cammina per strada e di evitare luoghi affollati per timore che possa accadere qualcosa di brutto, ma non si pensa mai che anche in casa propria all'improvviso può capitare il peggio. Per non farmi preoccupare mio figlio non mi ha detto nulla in un primo momento, anche perché non si era accorto che erano riusciti a rompere il vetro della mia camera: la finestra è infatti coperta nella parte bassa dal calorifero, per cui non si vedeva che era rotto. Poi quando me ne sono accorta, visto il foro da proiettile ho pensato a un tentativo di furto. E' stato in quel momento che mio figlio mi ha spiegato quello che era accaduto sabato: i vetri rotti erano finiti nel cortile, solo un pezzo era rimasto tra le finestre e le persiane. Insomma, una bravata pericolosa».
Un racconto che si somma ad altri analoghi episodi, quando si sono viste nelle strade bande di ragazzini a gareggiare con il lancio di bottiglie vuote sui balconi, così come è accaduto recentemente in zona piazzale Santa Croce.
«L'obiettivo del mio racconto non è però quello di condannare qualcuno - conclude la proprietaria dell'abitazione -, piuttosto è un fine principalmente educativo e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica al vivere civile e al rispetto sociale».
Mara Varoli
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