Borgotaro
Borgotaro La messa in liquidazione giudiziale del «Consorzio Comunalie Parmensi» (sentenza del 24 maggio) è una brutta notizia per l’Appennino. E le reazioni non si sono fatte attendere. «“Borgotaro in Comune” (il movimento civico che alle amministrative del 2021 ha appoggiato Marco Moglia, poi eletto) ha appreso la notizia del procedimento di liquidazione giudiziale del Consorzio dagli organi di informazione. Il dissesto finanziario in cui si trova lascia sbigottiti perché si tratta di diverse centinaia di migliaia di euro; attoniti perché ciò è avvenuto nel silenzio delle amministrazioni locali, e della politica in generale; e preoccupati che ciò non abbia ripercussioni sul “sistema fungo“, in particolare sul Consorzio di tutela del Fungo IGP di Borgotaro, che condivide servizi e strumenti, come la sede, con il Consorzio Comunalie».
Così, i portavoce del movimento, che continuano: «Quello che doveva essere uno strumento di gestione del patrimonio agro-silvo-pastorale, di valorizzazione dei boschi con i proventi della vendita della legna e dei tesserini dei funghi, nell’ottica di reinvestire nel territorio e nel sociale, sembra essersi trasformato in un buco nero. Non è accettabile che un ente collettore di ingenti somme di denaro pubblico sia in questa situazione drammatica. Nell’interesse della collettività, chiediamo a chi ha gestito il Consorzio di rendere conto dei motivi che ne hanno causato il fallimento».
Nell’interesse degli abitanti delle valli, il movimento auspica che la notizia stimoli una riflessione sul sistema delle Comunalie e sulla gestione dei biglietti: «A fronte di migliaia di visitatori all’anno, che generano quasi mezzo milione di introiti, è indispensabile reinvestire per gestire, salvaguardare e valorizzare il territorio».
Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Borgotaro, secondo cui il Consorzio «è dotato di completa autonomia: ci faremo parte attiva per promuovere qualsiasi iniziativa per favorire il raccordo tra le comunalie e il dialogo tra loro nel rispetto della loro autonomia».
Dai banchi dell’opposizione, il capogruppo Cristiano Del Maestro ha auspicato che da questa situazione non si generi un danno al sistema di tutela del marchio Igp. Netto, infine, il giudizio di Francesco Biacchi, che da tempo promuove un sistema digitale ideato per gestire in trasparenza l’indotto legato alla raccolta funghi, adottato peraltro da molte comunalie che così possono rendere conto dei flussi «che nel solo 2022 ha generato un importo di mezzo milione di euro. Credo che questa vicenda sia un punto di ripartenza e non di chiusura: mi auguro che avremo finalmente la possibilità di gestire i patrimoni reali del territorio in modo chiaro, efficace e trasparente. Una gestione con ricadute positive per tutti e non per pochi».
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