×
×
☰ MENU

LUTTO

Se n'è andato Eugenio Barbieri, storico gioielliere con il pallino dell'arte

Se n'è andato Eugenio Barbieri, storico gioielliere con il pallino dell'arte

12 Agosto 2023, 03:01

È scomparso nei giorni scorsi a 87 anni Eugenio Barbieri, fondatore e titolare della storica gioielleria Barbieri che ha avuto a lungo sede in borgo XX Marzo.

La notizia è stata data a funerale avvenuto, nella chiesa di Mariano, e dopo la tumulazione nel cimitero di Marore, per rispettare la volontà dell'uomo che, spiegano i familiari, è sempre stato estremamente riservato.

Eugenio, parmigiano del sasso, aveva dovuto affrontare fin dall'infanzia una vita difficile. Il padre Gino era morto in guerra e la mamma Teresina si era trovata sola, nella casa in via Stendhal, con i tre figli Fernando, Maria Luisa e, appunto, Eugenio, il più grande.

A 14 anni, conseguita la licenza media, Eugenio, diventato «capofamiglia», si era dato da fare per un lavoro. L'aveva trovato in un piccolo laboratorio di riparazione di orologi, in via Mistrali.

Era stata la sua fortuna. Perché a quel mestiere artigiano Eugenio si era subito affezionato, mostrando serietà e competenza. Dopo pochi anni, nel 1964, la decisione di mettersi in proprio: inizia a riparare orologi dapprima nella soffitta di casa e poi in un suo laboratorio in borgo XX Marzo.

Le cose vanno bene. Dal piano terra Eugenio si trasferisce al primo piano e comincia a vendere anche oggetti d'argento e oro. Nel frattempo, nel 1965, sposa Vanda, che le sarà per sempre al fianco, aiutandolo a volte nel lavoro, ma principalmente prendendosi cura della famiglia: Alessandro, il figlio maggiore, e Chiara, entrambi poi diventati a loro volta gioiellieri.

«Papà, nonostante avesse solo la licenza media, aveva uno spiccato gusto estetico. Leggeva libri d'arte, si documentava - ricorda la figlia Chiara, che ha cominciato ad affiancare il papà nel lavoro fin dal periodo degli studi universitari - Amava gli oggetti belli, soprattutto se erano d'epoca. Giravamo assieme i mercatini locali a caccia di gioielli antichi, ma anche di sculture e quadri. Siamo stati anche negli Stati Uniti, a Miami e Los Angeles, a visitare le varie fiere. Aveva un occhio infallibile nel riconoscere i falsi, e hobby curiosi. Ad esempio, abbiamo in casa 15 pantere fra sculture e monili, e altre tre a lungo hanno campeggiato in negozio, perché si era appassionato alla rappresentazione di questo felino».

Intanto il negozio di borgo XX Marzo si allarga - tre dipendenti oltre a Eugenio, Alessandro e Chiara - e diventa un punto di riferimento nel panorama commerciale della città.

«Papà non ha mai smesso di lavorare e fino a due anni fa veniva ancora in negozio - ricorda ancora Chiara - Faceva piccole riparazioni, suggeriva idee, controllava i conti: la sua passione e la sua esperienza erano di grande aiuto».

Ma certo il mondo dei gioielli, e in generale quello del commercio, stava cambiando profondamente. «Le tecnologie hanno cambiato la struttura delle aziende produttrici e quindi anche la vendita al dettaglio. I rappresentanti erano figure ben conosciute, a volte amiche. Oggi si fa tutto via email. E dopo il Covid, gli acquisti sono più oculati: i clienti comprano principalmente per celebrare ricorrenze. Papà si trovava sempre meno a suo agio in questo business e piano piano ha definitivamente lasciato» dice la figlia.

Negli ultimi anni, prima che un'improvvisa malattia lo portasse via, trascorreva sempre più tempo nella sua casa al mare a Ronchi, in Toscana: giardinaggio, passeggiate, lavoretti di casa.

La sua tradizione viene portata avanti dai figli. Dopo aver lasciato la sede di borgo XX Marzo, due anni fa, Alessandro è diventato titolare della nuova gioielleria Barbieri in via Repubblica, a pochi passi dal negozio Dodo, di proprietà della sorella Chiara.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI