San Leonardo
Droga e sesso alla luce del sole, nel cuore del San Leonardo. Siamo in piazza Giancarlo Rastelli, tra via Pasubio e via Brescia. E il racconto lo fa un gruppo di cittadini, che vivono in un condominio di stradello Conrad Marca Relli, per denunciare «lo stato di degrado grave che ormai dilaga nel quartiere - è scritto in una lettera indirizzata alla Gazzetta di Parma -, tale da istillare fondati timori per la nostra sicurezza ed incolumità oltre che per il benessere dei nostri figli».
Bambini che diventano spettatori a loro malgrado di scene da film, «costretti - è scritto - ad assistere ad episodi non certo edificanti e formativi». Una situazione che si ripete da anni, con lo sconcerto dei residenti e di chi frequenta una zona del San Leonardo che già dal primo mattone è parsa a tutti un'isola felice: «Purtroppo, è già da tempo che gruppi di tossicodipendenti si radunino e si rifugino nelle rientranze del condominio, in prossimità delle porte ovvero negli spazi prospicienti le stesse o ancora negli androni corrispondenti agli ingressi dei garage per somministrarsi stupefacenti, anche in presenza nostra o dei nostri figli, abbandonando o gettando siringhe per terra ovvero nelle aiuole e negli spazi verdi, ove spesso i bambini si fermano a giocare o socializzare». Spazi che dovrebbero essere vissuti in tutt'altro modo: «La reale e potenziale pericolosità della situazione è evidente ed inconfutabile - prosegue la lettera -, anche in considerazione delle frequenti richieste di denaro e della possibilità che condomini o minori si imbattano in episodi di astinenza e/o psicosi indotta da abuso di sostanze psicotrope».
Un degrado di fronte al quale i cittadini non sono stati fermi: «Ad ora, le pacate richieste rivolte a costoro affinché si spostassero altrove non solo sono rimaste prive di esito ma hanno addirittura provocato reazioni aggressive e minacciose - sottolineano i cittadini -. Non sono mancati nemmeno episodi di adulti che hanno intrattenuto rapporti sessuali negli spazi sotto gli alberi, in pubblico ed in piena vista. Non è sorprendente che ci si senta intimoriti, preoccupati e vessati, anche perché, allo spettacolo ben poco edificante cui i nostri figli sono costretti ad assistere pressoché quotidianamente, si aggiunge la loro paura di tornare a casa da soli e l’assoluta impossibilità di vivere e profittare serenamente e congruamente degli spazi e delle risorse che il condominio ha inteso mettere a disposizione degli inquilini, come gli spazi all’aperto per incontrarsi, per far giocare, socializzare e svagare i figli , tragitti e luoghi sicuri ove rincasare o ove ricoverare i veicoli e così via - conclude la lettera dei residenti -. Appare imprescindibile, a questo punto, sollecitare un pronto, tempestivo ed efficace intervento delle autorità competenti».
M.V.
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