Calcio serie A
Per Max Allegri l'obbiettivo dichiarato del Milan è la qualificazione Champions; per Carlos Cuesta lo scudetto si chiama salvezza: così i tecnici di Milan e Parma hanno lavorato sin dall'estate scorsa sulle rispettive squadre per centrare questi risultati. Obbiettivi diversi, chiaramente ma, almeno secondo i critici, da raggiungere allo stesso modo. Certo, con più qualità e forza fisica il Milan, con la convinzione e l'idea di non mollare mai del Parma. Ma partendo dall'idea che il «primo non prenderle» sia sempre una buona ricetta. Lo confermano i numeri: il Milan ha pareggiato più di tutte le prime della classe (la capolista Inter una volta sola, il Milan 9) e soprattutto perso meno (una sola volta contro, ad esempio, le 4 dell'Inter). Sono confronti probabilmente «leggeri» ma significativi.
E il Parma ha costruito i suoi 29 punti pareggiando 8 volte, una sola in meno del Milan, secondo in classifica. E non va dimenticato che nella passata stagione Chivu costruì la salvezza del Parma con sei pareggi consecutivi. Sarà un caso anche questo? Tra l'altro, se è vero che i critici indicano in Allegri e Cuesta due esponenti del «risultatismo», neologismo che parla di raggiungere il risultato a tutti i costi, anche giocando male, va detto che entrambi sono anche nella lista dei «fortunati». Scherzando, Allegri, in una recente intervista, disse «meglio stare con quelli fortunati che con quelli bravi». Che è un vecchio detto nato forse con l'arrivo di Sacchi in panchina. Vabbé, si scherza un po' anche noi.
Con queste premesse da «risultatisti», che partita vedremo domani? Intanto facciamo un passo indietro: sarà opinabile, ma la ripresa di Parma-Milan giocata al Tardini resta, per ora, uno dei momenti più alti del calcio del Parma. Ricordate? Due gol del Milan nel primo tempo, la rete della speranza di Bernabè prima dell'intervallo e nella ripresa il pareggio di Delprato. Che ce l'ha un po' con il Milan visto che aveva segnato ai rossoneri anche nella passata stagione. E, tornando all'andata, nel finale occasioni da una parte e dall'altra. Altro che «risultatisti» mai spettacolari.
E domani sarà semplicemente una partita di serie A, con due squadre dai diversi obbiettivi ma concentrate sul da farsi. Da una parte la qualificazione Champions (con vista scudetto) del Milan, dall'altra la possibilità di fare un altro passo verso la salvezza. Con la consepevolezza, per entrambe le formazioni, che i rispettivi obbiettivi non sono ancora stati raggiunti.
Per il Parma poi c'è da rompere una difficoltà cronica, in questa stagione, contro le cosiddette «big». Praticamente i crociati hanno portato a casa la vittoria una sola volta contro le formazioni della parte sinistra della classifica (il Bologna ndr), quasi a testimoniare le difficoltà della squadra a giocare contro le grandi. E contro un Milan che ha perso alla prima di campionato, contro la Cremonese, e poi «mai più». Con 24 risultati utili consecutivi. Le difficoltà non mancano, al di la dei numeri e delle statistiche.
Sandro Piovani
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