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Solidarietà e musica al Paganini

Anche il rock 'n' roll può aiutare l'Ucraina

Anche il rock 'n' roll può aiutare l'Ucraina

02 Dicembre 2023, 03:01

«La musica ha un potere immenso». Lo ripetono spesso, mentre parlano, Iurii Rybalka e Maksym Maksymenko. Perché è proprio grazie alla musica, in particolare al talento di oltre 30 musicisti ucraini, che possono aiutare il popolo colpito dalla guerra, anche a distanza di chilometri.

I due artisti sono il direttore artistico e producer della «Prime Orchestra», che ieri si è esibita all’auditorium Paganini. In un concerto rock rivisitato, che diventa un grande atto collettivo di solidarietà: il ricavato, infatti, servirà per acquistare tutta la strumentazione medica necessaria per attivare alcune ambulanze (acquistate sempre grazie ai proventi dei loro spettacoli) che intervengono nelle emergenze delle zone di guerra e sosterranno il centro riabilitativo di Leopoli.

L’orchestra, la prima privata in Ucraina, proviene da Kharkiv, Città della Musica Unesco, che è sotto costante attacco da parte della Russia dal 24 febbraio 2022. Ed è da quei primissimi mesi che l’orchestra organizza concerti in tutta Europa per raccogliere fondi e aiutare gli ucraini.

Il progetto è sostenuto anche dalla Foundation For United Nation Sdg, parte delle Nazioni Unite: «Ci siamo presi questa missione di salvaguardare la cultura ucraina e di aiutare la diaspora degli artisti ucraini in giro per l’Europa - fa sapere il presidente Maurizio Aronica -. Il nostro scopo è quello di salvaguardare l’identità culturale ucraina perché i russi vogliono distruggerla».

Il primo concerto della Prime Orchestra in Italia è proprio la tappa di Parma: «Non poteva che essere in questa città - commenta Aronica -, perché Parma ha dimostrato una sensibilità particolare nei confronti dell’Ucraina, anche di recente con l’incontro tra la vostra amministrazione e il sindaco di Melitopol».

Nel resto del mondo, però, «l’attenzione è maggiormente rivolta a un altro conflitto, adesso - proseguono Rybalka e Maksymenko - ma era un’intenzione della Russia spostare l’attenzione. Nessuno si è davvero scordato del conflitto in Ucraina, ma cerchiamo, attraverso questi concerti, anche di mantenere alta l’attenzione sul popolo ucraino e le enormi difficoltà che sta tutt’ora vivendo».

Durante le esibizioni, gli artisti si muovono sul palco, raccontano al pubblico europeo le loro esperienze personali, gli orrori della guerra, mostrano video, chiedono aiuto agli ucraini ed esprimono gratitudine a tutti coloro che li aiutano.

Così, tra un brano dei Deep Purple, dei Beatles, dei Nirvana o dei Queen (e tanti altri), ecco che il «Rock Sympho Show» diventa non solo un atto artistico, ma anche politico. «La scelta del rock non è casuale: con questo genere abbiamo voluto portare con noi tutta la sua forza - concludono i due artisti -. E da quell’energia e potenza, andare oltre i confini: la musica, si sa, ha un potere immenso».

Anna Pinazzi

© Riproduzione riservata

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