×
×
☰ MENU

LUTTO

Addio a Vittorio Gatti, un preside unico

Addio a Vittorio Gatti, un preside unico

15 Gennaio 2024, 03:01

Si è spento alla clinica Città di Parma, dove era ricoverato da alcune settimane, il professor Vittorio Gatti, «il» preside dell’istituto Melloni. 84 anni compiuti lo scorso agosto, laureato in matematica all’Università di Parma – dove per un breve periodo è stato anche ricercatore e dove ha conosciuto la moglie Ornella Battistini - Gatti ha avuto nella scuola un percorso lungo, vivace e ricco di soddisfazioni, dovute anche alla rara capacità di rompere gli schemi e intuire il futuro.

Il suo primo incarico come insegnante fu al Rondani, poi approdò all’Ipsia e infine al liceo Ulivi, ultima tappa del percorso che lo portò, nel 1986, a tentare il concorso da preside. Che vinse. La nuova avventura iniziò proprio quell’anno in un istituto professionale di Mantova. Da lì tornerà di nuovo all’Ipsia, e poi, dopo una parentesi all’istituto commerciale di Montecchio, arriverà al Melloni dove lascerà l’esempio più concreto dell’essere al servizio degli altri.

«Sotto la guida di Vittorio, abbiamo vissuto anni di scuola bellissimi, fatti di studio, progetti, iniziative culturali, viaggi – ha ricordato Marzia Rei, allora docente di Tedesco -. Abbiamo condiviso davvero la sua filosofia di scuola viva, aperta, con passione e lavoro. I ragazzi venivano volentieri a scuola, partecipavano anche a tutte le attività facoltative pomeridiane e Vittorio è stato un Preside molto amato e stimato dagli studenti, dagli insegnanti e anche dai genitori».

Per lui non c’era solo l’attenzione alla didattica: il rapporto umano era sempre al primo posto. Gatti conosceva per nome tutti gli studenti e il suo obiettivo era quello di non lasciare indietro nessuno. Proprio per questo motivo, aveva fortemente sostenuto il centro di informazione e consulenza della scuola, diventato uno dei fiori all’occhiello dell’istituto.

Sempre aperto al nuovo senza pregiudizi e con la curiosità gioiosa che ha sempre caratterizzato le sue innumerevoli attività, sia nel campo lavorativo che nella vita privata Gatti è stato capace di far nascere e coltivare rapporti «veri», rimasti solidi fino all’ultimo giorno.

«Aveva molti amici e molti interessi, e negli anni la sua voglia di scoprire le tante sfaccettature del mondo è sempre rimasta immutata. Viaggiare gli piaceva, per godere della bellezza dei luoghi ma anche per il contributo che ogni nuova esperienza dava alla sua crescita personale. Ma il legame con la sua città non è mai venuto meno» rivela il professor Giuliano Pecorelli, legato a lui da quarant’anni di amicizia. Rimasto vedovo quasi 17 anni fa, Gatti è stato capace di continuare il suo viaggio nella vita guardandola anche attraverso gli occhi della figlia Elena, del genero Jens e dei nipoti Maria, Luis ed Evita, trascorrendo lunghi periodi in Germania, dove «i suoi ragazzi» hanno vissuto fino a pochi anni fa, e poi anche in Australia, dove risiedono oggi.

E chi lo ha conosciuto, sa già che il suo «viaggio» non è finito qui ma continuerà ancora a lungo nell’insegnamento lasciato a generazioni di studenti.

Da questa mattina la salma sarà esposta per le visite nella sala del Commiato di viale Villetta, mentre questa sera alle 20.30 verrà recitato il Rosario nella chiesa di Santa Cristina, la stessa che domani alle 14 accoglierà Vittorio Gatti per l’ultimo saluto prima della sepoltura nel cimitero di San Polo di Torrile.

Chiara De Carli

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI