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Tornolo, l'attacco di Brizzolari: sarà lui il candidato sindaco?

Tornolo, l'attacco di Brizzolari: sarà lui il candidato sindaco?

30 Gennaio 2024, 03:01

Tornolo Cambio della guardia tra le fila della minoranza consiliare di Tornolo: al capogruppo dimissionario Germano Tabaroni è subentrato Franco Brizzolari, fra i non eletti alla tornata amministrativa del 2019 che ha poi visto vincere Renzo Lusardi.

La notizia in realtà risale a fine 2023, ma per scelta degli stessi rappresentanti della lista «Nuova civica per Tornolo» è rimasta sottotraccia.

A dare oggi risalto alla vicenda è stata una mail inviata alla «Gazzetta di Parma» dallo stesso neoconsigliere, che accusa la maggioranza di non aver ben amministrato. Il che porta a rivelare un’indiscrezione: pare che possa essere proprio Brizzolari a contendere la fascia di sindaco a Lusardi alle amministrative di giugno.

Classe 1964, originario di Santa Maria del Taro, oggi pensionato dopo una vita passata in Telecom con ruoli di responsabilità, Brizzolari accusa la maggioranza di non aver «posto freni alla decadenza» del territorio.

Fra le criticità elencate, l’annosa questione della farmacia comunale di Santa Maria del Taro, ora dispensario.

«Credo sia evidente che l’attuale attività, nonostante l’impegno che gli operatori mettono, non si possa paragonare a una farmacia»: manca, secondo l’autore della lettera, una «disponibilità di farmaci adeguata» per rispondere ai bisogni dei residenti, per lo più anziani, e dei turisti che d’estate ripopolano la frazione e gli abitati limitrofi.

«In questi quattro anni non ho visto un miglioramento dei servizi - continua -. Non mi risulta che il taxi sociale sia più attivo; l’assistenza domiciliare alle famiglie è diminuita; la presenza ambulatoriale del medico è quasi inesistente, essendo presente per sole due ore la settimana».

Per Brizzolari, il sindaco avrebbe dovuto mediare «per capire quali sono le difficoltà per avere una presenza almeno due volte la settimana. Altri comuni l’hanno ottenuta, quindi qualche margine c’è».

Nel suo «j’accuse», il neoconsigliere cita poi le scuole di Santa Maria, «chiuse in fretta e furia, senza un tentativo di programmazione con le famiglie rimaste»; il fatto che non siano stati spesi i 90mila euro dei fondi delle aree interne; il costo crescente dei servizi acquedottistici; il degrado dei cimiteri, dove «l’incuria regna sovrana»; la Tari, «aumentata sensibilmente» senza un «miglioramento del servizio».

E qui l’affondo: «Gli ingombranti una volta erano gestiti direttamente dal comune e funzionavano bene. Ora è un delirio: numeri verdi da chiamare a cui rispondono operatori da ogni parte d’Italia, tempi biblici, solleciti, per poi dover ricominciare daccapo. La gente è disorientata».

E intanto, «sono aumentati gli elettrodomestici abbandonati nelle campagne, nei boschi, lungo le strade!».

Infine, Brizzolari cita l’edificio che prima fungeva da scuola, detto il Casello. «Ora è abbandonato - chiosa -: sono state fatte tante parole ma nessun progetto. Potrebbe essere un volume nel quale fare un punto di ricettività, da abbinare al campo sportivo».

Monica Rossi

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