TRUFFA
Adescata sui social dalla promessa di un facile lavoro da casa, una 44enne straniera residente in provincia di Parma è finita in un vortice di finti investimenti e pressioni psicologiche, vedendo svanire oltre 9.500 euro dal proprio conto.
L’indagine dei Carabinieri di Sala Baganza ha permesso di ricostruire il raggiro e denunciare alla Procura di Parma un 60enne e una 32enne italiani, entrambi residenti fuori regione, ritenuti presunti responsabili della truffa.
Tutto è iniziato mesi fa, quando la donna ha cliccato su un annuncio apparso mentre scorreva i video di una piattaforma social. Reindirizzata su una chat di messaggistica, è stata istruita da un interlocutore anonimo a mettere “Mi piace” a link e contenuti per aumentarne la visibilità, inviando poi gli screenshot come prova.
L’esca ha funzionato: nei primi giorni la vittima ha ricevuto piccoli bonifici, tra 6 e 80 euro, da mittenti sconosciuti. Convinta della bontà dell’attività, ha accettato il passo successivo: “investire” piccole somme per incrementare i guadagni, effettuando i primi bonifici.
Qui è scattata la trappola. Le è stato detto che il denaro si era “bloccato” per un problema di sistema e che, per sbloccarlo e incassare i profitti, occorrevano ulteriori versamenti, via via più consistenti.
Sotto pressione e timorosa di perdere quanto già speso, la donna ha disposto più bonifici istantanei verso conti di soggetti ignoti e trasferimenti verso piattaforme di conversione in moneta digitale.
Resasi conto dell’inganno, la 44enne si è rivolta ai Carabinieri di Sala Baganza, consegnando chat, IBAN e riferimenti dei siti utilizzati.
Attraverso l’analisi delle conversazioni e complessi accertamenti bancari, i militari hanno seguito le tracce dei flussi di denaro, individuando due titolari dei rapporti finanziari su cui erano confluiti i fondi.
Raccolti elementi ritenuti significativi, un 60enne e una 32enne sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria per truffa in concorso.
Si precisa che gli odierni indagati sono, allo stato, soltanto indiziati di delitto e godono della presunzione di innocenza. La loro posizione sarà vagliata dall’Autorità giudiziaria nel corso dell’iter processuale ed eventualmente definita solo con sentenza definitiva di condanna.
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