×
×
☰ MENU

La divina secondo Coruzzi

Buon compleanno, Mina!

Buon compleanno, Mina!

25 Marzo 2024, 03:01

Mentre la tv compie 70 anni e la radio 100, Mina, per stare nel mezzo, ne fa 84 oggi: e come la tv e la radio con cui si è manifestata, non vive di luce riflessa o dei pregressi, ma è in continua evoluzione, il presente soffre di una sua «assenza pubblica» ma la cerca perché ne ha bisogno, il futuro si affronta anche con Lei, con la sua generosa pozione di stregoneria, tra talento e divismo, negato dalla sua voglia di vivere un’esistenza da donna concreta, che ha dei punti fermi, i figli, la famiglia. Ma la sua è una lotta ad armi pari perché, che lo voglia o no, il suo nome, nel cartellone delle «divinità», ce lo ha già, nessuno avrebbe saputo fare meglio di Lei nell'esserci sempre e non farsi prendere , né dal tempo, né dal volersi preservare di vivere una vita intensa quanto «normale».

Non sono il più adatto a festeggiare questo compleanno, non sono mai stato obiettivo con Lei, che è parte della mia vita come nessun’altra, Lei che ha accompagnato decadi e decadi della mia vita, i migliori come i peggiori, ma che Lei ha comunque reso «sopportabili» con quella gola, una meravigliosa caverna che non si finirebbe mai di visitare e che, ogni volta che lo si fa, lascia «senza fiato», a differenza sua che di fiato ne ha anche per chi «non ce la fa»…

Mina va celebrata come si deve fare per chi ha migliorato la qualità della vita nel nostro Paese, Lei che ha reso possibile il passaggio dall’arcaico modo di vedere una «ragazza madre» che ha un figlio (oggi Massimiliano «paciughino» Pani, che di anni ne fa 61) da un uomo che non era il marito, Corrado Pani, e la Rai prima la caccia per incompatibilità «morale» tra il suo ruolo di padrona di casa dei grandi show del sabato sera e poi, a gran voce popolare, la rimette sul piedistallo, dove è e deve restare… Prima della grande popolarità era una ragazza, la «spilungona» di Cremona, una diciottenne che canta nel garage di casa, con il gruppo degli Happy Boys si spazzola le balere e i dancing della Bassa, e ci dà dentro fino a che le esplode in mano Baby Gate e «Be bop a lula», il sincopato con scrocchio delle dita incluso, le apre una discografia immensa che al momento conta più di centocinquanta milioni di album venduti, risultato che, è continuamente in aggiornamento e che nessun altro artista è mai riuscito a eguagliare.

L’ho raccontato più volte e non mi stancherò mai di farlo, perché tanti son stati i momenti in cui Mina mi è apparsa e troppe le volte in cui mi sono sentito felice: primo concerto visto al Teatro Ducale, nel ’69 io avevo 14 anni ed ero già «fanatico» e con mia mamma, la Bianca, che la Mina se la canticchiava tutto il giorno, andiamo a vederla e a sentirla in uno di quelli che sarebbe stato tra gli ultimi tour prima di fare della Bussola di Marina dI Pietrasanta il «teatro» dei suoi show in solitaria. Non avrei immaginato mai di come si sarebbe evoluto il destino di entrambi e di come ci avrebbe legato, quasi come un sortilegio che il (mio) desiderio attuerà: nel 1981 sono tra i fondatori del Mina Fan Club che nasce proprio a Parma e che Lei riconoscerà subito con l’ufficialità di una firma mandataci come risposta alla domanda di diventare tali, nel '91 sono autore di un programma di Raidue, «Rock Cafè” e tra un centinaio di candidate al ruolo di conduttrice azzardo e… scelgo Benedetta Mazzini, figlia di tanta madre, un’altra sventolona di 1.80, bella come la mamma e come lei, originale, senza pari, un legame che si protrae nel tempo e che oggi dura ancora e che ci porterà a fare anche altro, una tournée in giro per i teatri italiani, con l’occhio e l’orecchio attento di Mina, che ci procura un teatro per le prove, in quel di Bellinzona, fuori da sguardi italioti, non senza prima aver guardato e spulciato ogni articolo del contratto con «questo sì questo no» che mi rimarrà nella testa come un mantra. E intanto vedo la mamma che si adopera per la figlia, ma come tramortito da questo «viaggio ai confini della realtà», quella che parla, ride, si arrabbia se del caso, è proprio Lei, ha la sua voce, i gesti della mani sono delle folate di vento che muovono l’aria intorno.

Moderna, inevitabilmente: Mina si fa la sua casa discografica nel ’67, ed è la prima protagonista di un videoclip in cui è l’intelligenza artificiale a rigenerarla («Abban-dono» la canzone in questione), realizzato dallo Iulm Al Lab, spin off dell’ateneo milanese che rappresenta un punto d’incontro tra saperi umanistici e competenze teologiche all’avanguardia. Chi se non Lei a dettare legge anche nel contemporaneo, prima con «Un briciolo d’allegria», insieme al poco più che ventenne Blanco e poi a marcare il tempo con la versione rinnovata di «Ancora ancora ancora» che il producer e dee jay Mark Ronson edita per tutto il mondo. Mina ha avuto alcuni uomini al fianco, il primo e tutt’ora insuperato e insuperabile Adriano Celentano e da «Acqua e sale» a «Amami amami» è un lunghissimo fil rouge con in mezzo Cocciante, Renato Zero, Fausto Leali, Andrea Mingardi.

Pochissime le collaborazioni con donne, ma «Amiche mai» con Ornella Vanoni è un capolavoro di due fenomeni eccezionali, che in realtà amiche sono state e per davvero, ma la «leggenda» racconta ( e Ornella conferma…) che lo scopone finiva sempre con «quella mezza ticinese che voleva vincere e che, oh, vinceva sempre…e io mi stufavo di perdere tutte le volte»; poi un duetto con Giorgia, il brivido di gorgheggi pazzeschi di entrambe e una lunga lista di quelle che ci avrebbero provato ma che non ce l’hanno fatta, nemmeno chi è popolarissima in mezzo mondo, più una, Patty Pravo, che il «fato» avrebbe voluto vicina a Mina per un intero album dove si sarebbero scambiate le partiture dei brani e una avrebbe cantato i brani dell’altra, più un inedito che tale è rimasto…

Si fa fatica, anzi, non c’è proprio «Nessuno ti giuro nessuno» che come Lei abbia incrociato i suoi progressi con quelli di una Italia che da agricola è diventata poi industriale, tecnologica, insomma moderna…Cosa ci rappresenta al meglio di questa Signora che in oltre 60 anni di carriera è ancora oggi più brillante che mai? W Mina e, anche se ne riderà come è solita fare, tanti auguri…La sento, in lontananza, la eco del suo «ma che auguri e auguri…son veeechiaaa, veeeechiaaa !». Non funziona così, Mazzini cara: beccati ‘sti auguri e non t’azzardare a smettere!!!

Mauro Coruzzi

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI