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PATTEGGIAMENTO

«Sei più lurida di tua madre». E si scaglia anche contro la figlia disabile

«Sei più lurida di tua madre». E si scaglia anche contro la figlia disabile

23 Aprile 2024, 03:01

Il volto tirato dalla paura. I passi concitati davanti a casa. «Finalmente siete arrivati, mio padre è impazzito, sta picchiando la mamma», era riuscito a dire appena i carabinieri erano scesi dall'auto. Non era la prima volta per Marco (lo chiameremo così). Per lui, per suo fratello di tre anni più piccolo e per la sorella, una ragazza ventenne disabile. Un ceffone in pieno volto: questo si era subito limitata a dire la madre per spiegare la telefonata al 112. Ma poi erano emerse le violenze fisiche e psicologiche del passato: lunghi anni in cui aveva cercato di imporre il suo dominio. Scagliandosi soprattutto contro la moglie, ma anche nei confronti della figlia disabile, spintonandola e insultandola anche il 15 maggio dello scorso anno quando aveva cercato, nonostante le sue difficoltà, di difendere la mamma. Nel frattempo, però, l'uomo - 47 anni, origini baresi, accusato di maltrattamenti e lesioni aggravati - ha intrapreso un percorso di recupero e la moglie, dopo essersi riappacificata, ha rimesso la querela. Una serie di elementi che hanno portato il gup Sara Micucci a dare il via libera al patteggiamento: 1 anno, con pena sospesa, a patto che l'uomo porti a termine il percorso di recupero.

Se la vita si era accanita sulla famiglia, soprattutto dopo la nascita della figlia, la colpa era in gran parte della moglie, lei che «non faceva niente e non serviva a niente», secondo lui. Quel 15 maggio, quando i carabinieri erano entrati in casa, non si era fatto scrupoli: «E' meglio che mi arrestiate, altrimenti appena ve ne andate l'ammazzo».

Un giorno di ordinaria violenza. Perché Anna (altro nome di fantasia) ha dovuto riavvolgere 25 anni di storia, tra fidanzamento, convivenza e matrimonio. Anni segnati dalla perdita del primo bambino, morto due giorni dopo il parto, e successivamente dalla nascita della figlia disabile. Fin dall'inizio lui si era mostrato a volte un po' aggressivo: bastava poco perché si irritasse e alzasse le mani. «Ma è soprattutto un uomo che ti distrugge l'autostima», aveva raccontato Anna agli investigatori. Una nullità ai suoi occhi, eppure da tenere sotto controllo, opponendosi al suo desiderio di lavorare. Una nullità come la figlia disabile, a cui sibilava: «Sei peggio di tua madre, più lurida di lei».

Georgia Azzali

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