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Al canile in arrivo 80 nuovi box

Al canile in arrivo 80 nuovi box

11 Maggio 2024, 03:01

Sono stati risolti i problemi che si erano verificati negli otto nuovi box per cani del canile municipale «Lilli e il vagabondo» (che avevano causato in alcuni casi ferite agli animali) e per il prossimo autunno - dopo la gara di appalto - è prevista la sistemazione di 40 nuovi box (un milione di euro l'investimento). Altri 40 box arriveranno nel 2025, sempre per una spesa di un milione di euro, e sarà rivista anche l'area di sgambamento.

L'ha detto ieri in Municipio l'assessore Francesco De Vanna nella seduta della settima Commissione consiliare permanente che si occupa anche di benessere animale - presieduta da Gabriella Corsaro - dedicata appunto alla situazione del canile e delle aree cani cittadine.

Altri lavori, ha spiegato De Vanna, sono previsti negli uffici e nel reparto veterinario, dove saranno rifatti gli impianti di riscaldamento e raffreddamento, con un investimento di 500 mila euro.

Rispondendo alle domande di vari consiglieri (Enrico Ottolini di Europa Verde - Verdi, Laura Cavandoli della Lega, Maria Federica Ubaldi di Civiltà Parmigiana, Alicia Carrillo Heredero del Pd), De Vanna e la dirigente del settore tutela animali Donatella Signifredi hanno spiegato che ci è voluto del tempo per capire che i box erano difettosi (non nella progettazione, ma nell'esecuzione) e quali erano da sostituire, aggiungendo che lo spostamento dei 67 cani che si trovavano nel canile al momento dei lavori è stato piuttosto complesso, tenendo anche conto di quelli che erano in quarantena.

I nuovi box, è stato spiegato, hanno un sistema di rinfrescamento con acqua che viene spruzzata sui cani, mentre il riscaldamento è garantito da stufette posizionate in modo da non mettere a rischio gli animali, e che hanno un allarme in caso di surriscaldamento.

Il vicesindaco Lorenzo Lavagetto ha aggiunto che sono stati sistemati nuovi mobili e nuove strumentazioni nella parte veterinaria e che i locali sono stati imbiancati. Rispondendo alle sollecitazioni di Cavandoli sulla possibilità che gli ambulatori veterinari del canile possano essere aperti ai parmigiani, Lavagetto ha risposto che serve uno studio di fattibilità e che occorre prima valutare l'accesso dall'esterno alla struttura.

Parlando poi delle aree cani, De Vanna ha ricordato che la competenza è passata da qualche mese dal settore manutenzione a quello del benessere animale. «Dai 30-40 mila euro all'anno per le aree cani degli anni passati, dal 2024 impegneremo 65 mila euro. Ci stiamo concentrando in particolare sul Parco delle Lavandaie, Parco Otto ottobre, Parco via Bramante, Parco via Ximenes, Parco Martini: una ventina gli interventi in corso su cancelli, reti danneggiate, buche».

Sempre De Vanna ha anche annunciato che è stata bandita una gara per due aree cani (per animali di taglia grande e piccola) per il Parco Testori, e che il secondo lotto della riqualificazione del Parco Nord prevede anche qui due aree cani. Riqualificazioni delle aree cani sono previste anche in piazzale Salsi e via Genova.

Dubbi sullo «scorporo» delle aree cani dalla manutenzione del verde sono stati espressi da Cristian Salzano di Effetto Parma, per il rischio che «si perda la progettualità futura complessiva delle aree verdi».

Marco Osio del gruppo Vignali sindaco ha fatto notare la situazione delle fontanelle delle aree verdi, che spesso perdono acqua, o al contrario sono a secco. De Vanna ha ricordato i 60 mila euro annui impiegati per la manutenzione delle fontane, «spesso soggette a vandalismi, specie nel periodo autunnale e invernale».

Cavandoli ha puntato il dito sulla carenza di aree cani nel centro storico, e Ottolini ha aggiunto che «il greto della Parma è di fatto la più grande area cani della città», domandandosi a chi spetta il controllo, e chiedendo che controlli vengano fatti, visto che non di rado, ha detto, si creano situazioni rischiose e che l'Aipo ha dichiarato di non avere competenza al riguardo.

m.t.

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