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PATTEGGIAMENTO

Minaccia l'ex moglie che l'aveva denunciato: «Mi gonfio i muscoli e ti faccio fuori»

Minaccia l'ex moglie che l'aveva denunciato: «Mi gonfio i muscoli e ti faccio fuori»

23 Maggio 2024, 03:01

Incontrollabile. E violento. Eppure, aveva già accumulato due condanne per minaccia aggravata e maltrattamenti nei confronti della moglie. Ma quel carico di aggressività e risentimento non si è mai esaurito, colpa forse anche del crack che da qualche anno aveva cominciato a divorargli i pensieri. Quando aveva saputo che la donna l'aveva denunciato anche per non aver versato gli assegni familiari per il mantenimento del figlio, era tornato all'attacco. «Farai una brutta fine. Visto che per colpa tua rischio di andare in carcere, faccio quello che devo fare con te e poi scappo dal Paese», le aveva urlato al telefono. E pare si stesse anche preparando per portare a termine il suo piano presentandosi nelle migliori condizioni, pompando i bicipiti. «Sto prendendo tutto quello che mi serve per diventare forte», aveva aggiunto postando delle foto di farmaci anabolizzanti su WhatsApp.

Quarant'anni, origini calabresi, ma da tempo residente nella nostra zona, è stato accusato di minaccia aggravata e ha deciso di patteggiare: 4 mesi e 14 giorni. La giudice Sara Micucci gli ha revocato la sospensione della pena relativa all'ultima condanna, quella del 2018 (diventata definitiva nel gennaio 2019) sempre per minaccia aggravata. In altri termini, a breve dovrà percorrere la strada dell'affidamento in prova ai servizi sociali per non finire in carcere.

Aveva conosciuto Claudia (la chiameremo così) tempo prima, ma poi il matrimonio bruciato in fretta. Si erano sposati nel 2015, eppure già alla fine dell'anno precedente lei aveva cominciato a piegare un po' la testa. Lui era sempre più irruente, ogni tanto la umiliava, ma era nato da poco il figlio e Claudia non se la sentiva di andarsene per la sua strada. Il crack, soprattutto, lo stava rapidamente trasformando in un altro uomo: divorato da un'inquietudine continua, sempre sull'orlo di esplodere.

Eppure, Claudia si era ripromessa di dargli tempo. Di credere alle sue promesse. Alle sue scuse, spesso ripetute fino allo sfinimento. «Lo so, ho sbagliato. Ma vedrai non succederà più, ce la metterò tutta per uscire da questa situazione», si era sentita dire più volte.

Troppe. Finché le parole di discredito erano diventate solo il prologo degli attacchi: spintoni, schiaffi, pugni. Claudia l'aveva denunciato per maltrattamenti e lesioni aggravate e nel gennaio del 2017 se ne era andata via con il bambino.

Ma quel cordone di violenza era come se non volesse staccarsi mai. Era stata minacciata anche nel 2018. E lo scorso gennaio, solo per aver chiesto quanto spettava al figlio, aveva dovuto risentire la sua voce carica d'odio. Poco dopo era scattato il divieto di avvicinamento per l'ex marito.

Ma la paura si è ormai insinuata sotto pelle. Una corrente sottile. Che non se ne vuole andare.

Georgia Azzali

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