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SORBOLO MEZZANI

Processo Aemilia, le palazzine sequestrate presto al Comune

Processo Aemilia, le palazzine sequestrate presto al Comune

13 Luglio 2024, 03:01

Sorbolo Mezzani L’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata sblocca l’assegnazione dei beni confiscati durante il processo Aemilia a favore del Comune di Sorbolo Mezzani che si potrà così riappropriare presto degli appartamenti di cui si parla da lungo tempo.

Nella conferenza dei servizi la direzione dell’Anbsc ha incontrato le istituzioni delle Provincie di Parma e Reggio Emilia in cui si trovano i beni confiscati alla malavita.

La lunga procedura sta quindi arrivando al suo termine: la prima assegnazione arriverà entro fine mese a cui ne seguiranno altre provenienti da altri filoni processuali.

«Uno schiaffo alla criminalità - afferma il direttore dell’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati, Bruno Corda - quando questi beni vengono restituiti al territorio, i delinquenti accusano il calo di potere. Tutti gli enti di entrambe le provincie, di Parma e Reggio Emilia, hanno dimostrato disponibilità all’accettazione di tutti i beni che sono rimasti ''bloccati'' perché provenienti da diversi procedimenti giudiziari. La difficoltà più grande è stata superata, ovvero la verifica dei creditori che vantano il diritto di vedere il ritorno dei propri investimenti. Ora desideriamo arrivare alla completa assegnazione il più velocemente possibile, già entro fine anno, a cui seguirà un ulteriore assegnazione l’anno prossimo. L’attenzione deve essere molto forte, le contromisure provengono dal coinvolgimento sociale nella lotta alla criminalità organizzata che non riguardo solo le forse di polizia ma la società».

«Il Comune di Sorbolo Mezzani - afferma il prefetto Antonio Lucio Garufi - è interessato dalla destinazione di una palazzina che necessita di qualche lavoro di ristrutturazione e rifinitura. Qui la criminalità organizzata opera con metodi diversi dal sud, che possono apparire come lega ma in realtà sono più subdoli. È una criminalità economica, per questo motivo riutilizzare i beni confiscati permette di trarne ulteriori spinte, l’uso di questi beni è la cartina di tornasole che consente di chiudere il cerchio della legalità».

Le palazzine interessate a Sorbolo sono due, una trentina di appartamenti in tutto compresi garage, fra i beni sequestrati compaiono anche diversi appartamenti a Reggio, capannoni a Brescello, immobili e terreni fra Bibbiano e Ca’ del Bosco, Vezzano e Montecchio.

«Gli immobili - afferma la sottosegretaria del ministero Interno, Wanda Ferro - potranno essere usati anche per stazioni della Guardia di Finanza o dei Carabinieri quindi presidi di sicurezza per il cittadino a cui si aggiungono tanti appartamenti così da poter intervenire sulla carenza di alloggi a scopo sociale».

Il sindaco Cesari
«Una vittoria della comunità»
«L’incontro di ieri ha messo un nuovo punto di sutura a una ferita della società - afferma il sindaco, Nicola Cesari - l’incontro è stato emozionante perché la vicenda delle palazzine è iniziata appena sono diventato sindaco, da fine gennaio 2015. È una grande grandissima vittoria della comunità. Non è stato solo riscattato ciò che ci è stato tolto ma siamo riusciti a valorizzare gli immobili che oggi ospita gli ucraini e che andranno a dare una casa ad altre persone, con nuova progettualità». «La prima assegnazione - prosegue Cesari - verrà ufficializzata il 22 luglio tramite decreto dell’Agenzia Beni Confiscati mentre la seconda palazzina diventerà disponibile appena verrà venduta qualche appartamento per il rientro dei creditori. Dovremo poi valutare se intervenire come Comune o tramite fondi della Regione, con cui abbiamo già collaborato, per i circa 300mila euro mancanti per terminare gli immobili della seconda palazzina, così da averli disponibili entro 2-3 anni. Occorrerà valutare se concedere l’uso anche a forze dell’ordine o universitari».

Silvio Marvisi

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