INTERVISTA
Un successo. Tanti i ragazzi e le ragazze che si rivolgono a «Il Punto», inaugurato il 12 settembre scorso in piazza Garibaldi. Uno spazio fondamentale per le nuove generazioni e che rappresenta una delle tappe del percorso di candidatura di Parma Capitale Europea dei Giovani 2027.
«Il Punto - spiega Beatrice Aimi, assessora della Comunità giovanile del Comune - è un hub creativo, voluto dall'amministrazione comunale per promuovere lo sviluppo di talenti, passioni e competenze nei giovani artisti. Il Punto offre inoltre uno sportello creativo per aiutare i giovani che intendono fare della propria passione artistica una professione. Uno sportello che serve per indirizzare i ragazzi verso le professioni creative».
Uno spazio che funziona?
«Lo spazio è rivolto ai giovani che hanno un'età compresa tra i 16 e i 35 anni. E siamo subissati da richieste di giovani che chiedono di poter esporre le proprie opere o di partecipare a un laboratorio. Il Punto è uno spazio che in città mancava. E le richieste sono numerose. Stamattina per esempio un giovane fotografo ha chiesto di poter organizzare un laboratorio, una classe del liceo Toschi ha chiesto di esporre i propri prodotti e una mamma è venuta per la figlia 17enne: voleva sapere se c'erano laboratori di disegno. Ma anche musicisti che chiedono l'opportunità di suonare».
Esiste ancora l'archivio dei giovani artisti?
«Presto lo riprenderemo: l'archivio dei giovani artisti è uno dei nostri obiettivi».
«Il Punto» è quindi uno spazio che funziona?
«Siamo piacevolmente stupiti dalle richieste ricevute in così breve tempo dall’apertura: evidentemente lo spazio risponde ad un bisogno che sembra proprio aver trovato risposta. Il Punto non è solo questo, ma anche uno spazio pronto ad accogliere dibattiti, talk e confronti sulle varie tematiche tanto care ai giovani: ambiente, diritti, inclusione, arte e musica e tanto altro. E presto ospiteremo Pillole di Scienza – a cura dell’ Università di Parma - durante la Notte delle ricercatrici e dei ricercatori. Le collaborazioni con il territorio che Il Punto ha in programma sono davvero tante».
Il Punto è l'unico spazio per i giovani a Parma?
«La città ha altri spazi: sette centri di aggregazione più due officine collegate. Tutti spazi dislocati nei quartieri, ma in centro storico lo spazio per i giovani era assente. Rispetto ad altre città, Parma è in controtendenza: molte altre realtà tendono a chiudere gli spazi per i giovani, noi invece cerchiamo di aprire nuovi centri di aggregazione e di valorizzare quelli esistenti».
Spazi utili a contrastare il disagio giovanile?
«Questi luoghi sono indispensabili per affrontare questo fenomeno che spesso si associa alla povertà educativa e alla dispersione scolastica, proprio perché le passioni sono talenti da coltivare in una logica di crescita personale. Molti ragazzi che a scuola non trovano stimoli interessanti, mostrano invece predisposizioni artistiche che andrebbero valorizzate. Lo sviluppo delle competenze che dovrebbero essere adeguate al loro futuro e alla loro realizzazione personale e professionale possono avvenire anche in contesti non formali, offrendo opportunità che difficilmente riescono ad essere fruite nei tradizionali contesti dell’istruzione/educazione formale».
Il Punto è importante per Parma capitale europea dei giovani 2027?
«È una delle azioni inserite nel dossier di candidatura. La decretazione del titolo avverrà il 21 novembre e si terrà a Ghant (Belgio), attuale città Capitale Europea dei Giovani per il 2024. Chi vincerà riceverà la chiave della città dei giovani. Le città in finale sono cinque: Chisinau (Moldavia), Skopje (Macedonia), Malaga e Fuenlabrada (Spagna). La sfida della finale non sarà facile ma siamo pronti ad affrontarla nel miglior modo possibile».
Quali i punti di forza del dossier di candidatura?
«Dal Municipio è uscito il miglior dossier possibile. La città che temiamo maggiormente è Malaga, che per la terza volta arriva in finale a questa candidatura, mentre per noi è la prima volta. In tutti i modi, sono molto orgogliosa del progetto che abbiamo scritto: abbiamo avuto la collaborazione di tutto il territorio: sono arrivate quasi 200 lettere di sostegno e di condivisione. Il sistema creato con le realtà del territorio ha rappresentato il valore più importante del percorso: questa rete ci ha permesso di tracciare la direttrice di azione delle politiche giovanili, definirne il contesto metodologico e individuare l'orizzonte di senso entro cui muoversi nei prossimi anni. Anche l'Università e l'Ufficio scolastico sono stati coinvolti. Al di là della vittoria, che vogliamo con tutte le forze e per la quale abbiamo lavorato con tutte le energie possibili, l'eredità che ha lasciato questo percorso è sicuramente qualcosa che non termina qui e che ci permetterà di realizzare comunque il dossier che abbiamo scritto: la città dei giovani è la città del futuro. Se non agiamo adesso sulle politiche giovanili, l'inverno demografico che il Paese ha davanti nell'immediato futuro ci porterà problemi in ambito sociale ed economico. Parma vuole costruire politiche orientate a trattenere ed attrarre i giovani, in sinergia con tutto il sistema città».
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